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    Giovani e Vocazioni Religiose (Storie e Testimonianze) 12

    Benvenuti in questo dossier dedicato a Giovani e Vocazioni Religiose (Storie e Testimonianze) 12.

    Qui troverete una selezione curata di articoli, eventi e contenuti multimediali che esplorano questo tema da diverse prospettive.

    Contenuti del dossier

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    Contenuti del dossier

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    La Red Week di Aiuto alla Chiesa che Soffre: anche il Ticino si tinge di rosso in ricordo dei cristiani perseguitati

    La Red Week di Aiuto alla Chiesa che Soffre: anche il Ticino si tinge di rosso in ricordo dei cristiani perseguitati

    Fino al 24 novembre, in tutto il mondo si terrà la «Red Week», la «settimana rossa», ricordando e pregando per i martiri cristiani, di oggi e di ieri. In Ticino porterà la sua testimonianza don Nicola Cishugi della Repubblica Democratica del Congo.

    di Silvia Guggiari

    Fino al 24 novembre, in tutto il mondo si terrà la «Red Week», la «settimana rossa» come il colore del quale si tingeranno tanti monumenti in tutto il mondo e anche in Ticino. Rosso come il sangue dei martiri della fede versato ancora oggi e che l’opera caritativa internazionale «Aiuto alla Chiesa che soffre» (ACN) vuole ricordare in questa settimana. Una tematica, quella dei cristiani perseguitati, che la maggior parte di noi occidentali sente molto lontana, come ci conferma Lucia Wicki-Rensch, Responsabile di «Aiuto alla Chiesa che soffre» per la Svizzera Italiana: «Per noi in Svizzera è difficile immaginare che ancora oggi 350 milioni di persone vengono perseguitate per la loro fede e che il 67% della popolazione mondiale vive in Paesi con gravi violazioni della libertà religiosa».

    Sig. ra Wicki-Rensch, qual è la situazione dei cristiani perseguitati nel 2024?
    Il numero dei cristiani perseguitati nel mondo continua ad aumentare, per questo noi vogliamo continuare a parlarne. Attualmente nel mondo ci sono 350 milioni di cristiani perseguitati e discriminati. L’odierna persecuzione dei nostri fratelli diventa sempre più intensa e si è spostata dal Medio Oriente ai Paesi africani, dove le cellule terroristiche islamiche, in particolare nella zona del Sahel, ma anche nei paesi limitrofi, stanno aumentando, specialmente in Nigeria, in Burkina Faso, in Ciad, Niger e Mozambico. L’asse del fondamentalismo islamico opera sotto diversi nomi, Boko Haram il più conosciuto, ma anche Fulani, Al-Shabaab e altri ancora. Quasi ogni giorno riceviamo notizie di preti e catechisti che vengono rapinati in uno di questi Paesi. La situazione è molto grave, soprattutto in Nigeria, Paese di 220mila abitanti dove sta crescendo molto la spirale di violenza a sfondo religioso. In dodici Paesi africani la persecuzione è estrema, la violenza sanguinaria: il diritto alla libertà religiosa è riconosciuto a livello internazionale ma nella pratica è solo parzialmente garantito. In ben 62 Paesi nel mondo la libertà religiosa è stata violata e in circa 30 Paesi viene impedito alle persone di praticare la propria religione: in 26 Paesi c’è discriminazione e in 36 Paesi parliamo di persecuzione. Una nazione su tre al mondo non rispetta la libertà religiosa.

    Perché i cristiani sono così colpiti?
    Le statistiche dicono che ogni cinque minuti, da qualche parte nel mondo, viene assassinato un cristiano. L’odio e la violenza colpiscono i membri di tutte le religioni, ma i cristiani in modo particolare, perché sono presenti in tutti i Paesi del mondo. Per il loro orientamento verso una Chiesa universale, sono considerati particolarmente sospetti o figurano tra i gruppi più odiati dagli estremisti. La persecuzione religiosa colpisce tuttavia tutte le comunità religiose, anche quelle musulmane: spesso sono le minoranze religiose ad essere perseguitate. È una situazione molto complessa, soprattutto ora che con la guerra tra Israele e Palestina cresce anche l’antisemitismo.

    La situazione è davvero drammatica: in che modo la Red week vuole sensibilizzare sulla tematica?
    Per richiamare l’attenzione sui 350 milioni di cristiani perseguitati, abbiamo lanciato questa campagna in tanti Paesi a livello internazionale. Si tratta di una settimana durante la quale invitiamo le parrocchie, i gruppi di preghiera, le singole persone a pregare per i cristiani perseguitati e discriminati. Invitiamo inoltre ad illuminare gli edifici, i monumenti, le chiese di rosso in memoria del sangue dei martiri. In tutta la Svizzera parteciperanno un centinaio di parrocchie e più di una ventina di queste sono in Ticino: tre chiese si illumineranno di rosso (San Rocco a Lugano, a Morbio Inferiore la chiesa di S. Giorgio e il Santuario S. Maria dei Miracoli) e ben 26 parrocchie parteciperanno con la preghiera o una S. Messa. Questo per noi è un ottimo risultato. Abbiamo anche creato la «candela della speranza» che riporta i nomi di uomini, donne e bambini morti per la fede nell’ultimo anno secondo l’elenco pubblicato dall’Agenzia «Fides» proprio di recente. C’è inoltre una mostra itinerante sui cristiani perseguitati che rimarrà a Morbio nel fine settimana.

    Accendere i riflettori sui cristiani perseguitati tramite le Chiese illuminate di rosso: basta questo per sensibilizzare la società sul tema?
    No, questo non basta. ACN a livello internazionale da tanti anni ha lanciato un gruppo di esperti che interviene a livello politico nel parlamento europeo a Bruxelles per sensibilizzare non solo la società ma anche il potere politico europeo. Noi in Svizzera lavoriamo sulla base dell’informazione: la Red week vuole dare un segnale forte, ma non possiamo fermarci a questo.

    Per l’occasione oggi e domani a Morbio ci sarà un testimone speciale…
    Ogni anno invitiamo sacerdoti o vescovi che possano testimoniare la situazione nei loro Paesi. Oggi e domani, durante le S. Messe a Morbio ci sarà la testimonianza del sacerdote dr. Nicolas Cishugi, della Repubblica Democratica del Congo che ha vissuto personalmente delle minacce.

    Gli eventi in Ticino

    Il dottor Nicolas Cishugi celebrerà la S. Messa oggi alle 17.30, domenica alle 9 e alle 10.30 a San Giorgio a Morbio. Domenica, nel santuario di S. Maria dei Miracoli alle 15 e alle 17, il Rosario seguito dalla S. Messa. Il dottore porterà la sua testimonianza e riferirà sulla situazione dei cristiani in Africa centrale. Per l’occasione, verrà allestita la mostra itinerante sui cristiani perseguitati nel mondo, dapprima nella chiesa di S. Giorgio e poi nel santuario di S. Maria dei Miracoli.

    Per maggiori informazioni: Nicolas Cishugi R. D. Congo - Morbio TI

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    Il cardinale Pietro Parolin

    Parolin: l’eredità del Papa sia vita vissuta nella misericordia

    A Roma, 200mila giovani hanno omaggiato Papa Francesco durante il Giubileo degli adolescenti. Il cardinale Parolin ha ricordato l’eredità di misericordia del Pontefice, invitando a vivere il suo messaggio di amore e pace, affidandosi a Gesù e alla protezione di Maria.

    In una giornata di sole, circa 200mila giovani si sono radunati a Roma per il Giubileo degli adolescenti, continuando l'abbraccio ideale a Papa Francesco, recentemente scomparso. Nella seconda domenica di Pasqua, dedicata alla Divina Misericordia, il cardinale Pietro Parolin ha celebrato il secondo Novendiale in suffragio del Pontefice, sottolineando come la misericordia sia stata il cuore del suo magistero e il programma del suo pontificato. Parolin ha ricordato che il dolore per la morte di Francesco richiama lo smarrimento degli apostoli dopo la crocifissione di Gesù, ma ha invitato a non fermarsi alla tristezza, bensì a vivere il suo insegnamento di misericordia, perdono e fraternità.

    Papa Francesco ha testimoniato una Chiesa capace di chinarsi sulle ferite dell'umanità, promuovendo una pace fondata sull’accoglienza e sul riconoscimento dell’altro. Rivolgendosi ai ragazzi, Parolin ha esortato a guardare a Gesù come fonte di coraggio per affrontare le sfide moderne, come la tecnologia e l'intelligenza artificiale, e ha incoraggiato a costruire relazioni di dialogo, amore e generosità. Nel concludere, ha ricordato l'affetto del Papa per la Basilica di Santa Maria Maggiore, dove ora riposa, e ha affidato a Maria il cammino della Chiesa e dell'umanità. L'abbraccio di Francesco, ha detto Parolin, continua ora dal Cielo.

    Domenica della Divina Misericordia - Il video dell'intera celebrazione da Piazza S. Pietro a Roma

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    Dialogue en route: la passione di far parlare fra loro le religioni

    Dialogue en route: la passione di far parlare fra loro le religioni

    «Dialogue en Route» il progetto per i giovani ideato alcuni anni fa dalla Comunità di lavoro interreligiosa in Svizzera ha due nuove coordinatrici per la Svizzera italiana: Ambra Ostinelli, studentessa in Management pubblico all’università di Ginevra e Tatiana Roveri, studentessa di master in Studi interreligiosi all’università di Berna.

    «Dialogue en Route» il progetto per i giovani ideato alcuni anni fa dalla Comunità di lavoro interreligiosa in Svizzera (Iras-Cotis) da qualche mese ha una nuova coordinatrice per la Svizzera italiana. Anzi due. Saranno, infatti Ambra Ostinelli, studentessa in Management pubblico all’università di Ginevra e Tatiana Roveri, studentessa di master in Studi interreligiosi all’università di Berna, a prendere il testimone dalle mani di Stella N’Djoku, che tuttavia continuerà ad essere attiva nel progetto. Le abbiamo incontrate per conoscerle e per capire come «Dialogue en route» (DeR) ha attraversato questo duro anno di pandemia e che cosa questo progetto dai contenuti interreligiosi e dedicato ai giovani, ci riserverà per il futuro. Entrambe fanno parte del team di DeR dal 2017 e vi si sono avvicinate come guide, attratte dalla possibilità di contribuire ad un progetto che si pone come obiettivo di valorizzare la pluralità religiosa e culturale della nostra società, decostruendo allo stesso tempo barriere e pregiudizi. Ma cosa significa fare la «guida» all’interno del progetto di DeR? Ce lo spiega Tatiana: «In Ticino a tutt’oggi vi sono 11 stazioni o percorsi dove concretamente, sul territorio, si possono vivere esperienze di interreligiosità e interculturalità. Tra di essi, per esempio, il Museo Vela di Ligornetto, con il progetto di mediazione culturale o il Museo di Leventina, con la sua proposta di diversità culturale e religiosa sulla ritualità, o ancora, nell’ambito dei percorsi, l’alberoteca della Capriasca per il discorso sull’identità e la diversità o infine, i riti di passaggio dall’infanzia all’età adulta dal punto di vista della società civile e di più tradizioni religiose, visitando vari edifici religiosi e il Municipio di Lugano.

    Destinato ad un pubblico giovane, giovani sono anche le guide che accompagnano i gruppi durante queste visite. È Ambra, che nello specifico si occupa della loro formazione. «Abbiamo deciso di promuovere una campagna per nuove guide. Oggi ve ne sono sei. Due che hanno già portato a termine la formazione in comunicazione interculturale e interreligiosa con un certificato del DFA e altre cinque che sono ancora in formazione. A noi piacerebbe averne almeno una decina. Dalla nostra offriamo un percorso formativo interessante nell’ambito della conoscenza delle diverse religioni oltre ad un certificato che attesta la partecipazione al corso», spiega Ambra. Ora, con la pandemia, anche il loro progetto ha conosciuto una battuta d’arresto. Almeno per quanto concerne le visite sul territorio.
    D’altra parte, la pandemia ha anche permesso di potenziare quanto già veniva fatto online. Come la proposta di organizzare delle tavole rotonde coinvolgendo i vari partner che già fanno parte del progetto. A novembre, per esempio, se ne è tenuta una sul tema «Spiritualità ed ambiente». «Si tratta di dibattiti pensati per il pubblico – spiega Tatiana – in cui i nostri partner, sia culturali che religiosi, cercano di sensibilizzare la società su temi d’attualità o comunque sentiti come rilevanti. Sono occasioni importanti perché non sempre viene dato spazio al dialogo tra attori culturali e attori religiosi e il resto della società». Mentre resta difficile prevedere il futuro, anche quello immediato, Ambra e Tatiana vi guardano con la volontà di consolidare quanto già c’è, con una particolare attenzione alla ricerca di nuove guide e alla loro formazione. Allo studio, inoltre, vi sono anche nuovi progetti. Tra questi un nuovo materiale didattico sul tema delle epidemie e del vivere insieme. Questa volta non un progetto da esplorare sul territorio, ma da trattare nelle aule delle scuole, in forma interamente digitale.

    di Corinne Zaugg

    Per i giovani interessati al percorso per diventare guide sul terreno, contattare ambra@enroute.ch 

    Ulteriori informazioni su enroute.ch

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    Padre Eugenio De La Fuente, una delle vittime di Karadima, e padre Francisco Astaburuaga incontrano i giornalisti fuori dal Vaticano dopo i colloqui con il Papa. Fonte: VaticanInsider

    Abusi, i preti cileni: “Il Papa ci ha chiesto perdono, presto decisioni”

    Padre De La Fuente, vittima di Karadima, e padre Astaburuaga rivelano alcuni dettagli dei colloqui con Francesco a Santa Marta.

    Quattro ore e quindici minuti. Tanto è durato l’incontro di Papa Francesco con cinque sacerdoti cileni vittime «di abusi sessuali, psicologici e di potere» e i loro quattro accompagnatori in Vaticano. Dopo una messa nella cappella della Casa Santa Marta, Bergoglio ha incontrato il gruppo al completo e poi ha voluto dialogare singolarmente con ognuno delle vittime, rinnovando la sua richiesta di «perdono» per il male subito da alcuni rappresentanti di quella stessa Chiesa a cui si sono consacrati e annunciando che presto prenderà delle «decisioni chiare per il breve, il medio e il lungo periodo» sulla intera situazione cilena. 

    A riferire i contenuti dei colloqui privati è stato padre Eugenio De La Fuente, sacerdote della parrocchia del Sagrado Corazon de Providencia, meglio conosciuta come “El Bosque”, il luogo in cui si sono compiuti e perpetrati per anni gli abusi di padre Fernando Karadima, il carismatico sacerdote oggi 86enne e condannato dalla Chiesa ad una vita di penitenza e preghiera. De La Fuente è stato una delle sue prime vittime e anche uno dei primi accusatori allo scoppio dello scandalo nel 2010.

    Continua a leggere su VaticanInsider.

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    Il manifesto della GmG di Panama

    Buon mattino con la preghiera della GmG di Panama

    In questi giorni proponiamo agli utenti di catt.ch la preghiera della GmG di Panama, "Ecco la Serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”. La recitiamo con i 160 svizzeri che sono partiti alla volta del Centro America, con i ragazzi latinoamericani e con tutti i giovani del mondo uniti a questo grande evento. Domani sera a Panama anche papa Francesco.

    "Ecco la Serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola”: si intitola così la preghiera ufficiale della prossima Giornata mondiale della Gioventù 2019 che si celebra a Panama in questi giorni. L'invito della redazione di catt.ch è di recitarla in questi giorni insieme ai giovani svizzeri presenti a Panama (160) e ai ragazzi e alle ragazze di tutto il mondo.

    "Padre Misericordioso, tu ci chiami a vivere la nostra vita come un cammino di salvezza: aiutaci a guardare al passato con gratitudine, a far nostro il presente con coraggio, a costruire il futuro con speranza.

    Signore Gesù, amico e fratello, grazie perché ci guardi con amore. Fa’ che ascoltiamo la tua voce, che risuona nel cuore di ognuno con la forza e la luce dello Spirito Santo. Concedici la grazia di essere Chiesa in uscita, annunciando con fede viva e con volto giovane la gioia del Vangelo, per lavorare alla costruzione della società più giusta e fraterna che tutti noi sogniamo. Te lo chiediamo per il Papa e i vescovi; per i sacerdoti e i diaconi; per la vita consacrata e per i volontari; per i giovani, per tutti coloro che parteciperanno alla prossima Giornata Mondiale della Gioventù a Panama e per coloro che si preparano ad accoglierli.

    Santa Maria La Antigua, Patrona di Panama, fa’ che possiamo pregare e vivere con la tua stessa generosità: ‘Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola’ (Lc 1,38). Amen”.

    Qui il video con l'inno della Gmg: "Avvenga di me secondo la tua parola"

    https://youtu.be/lN6nErqWPuk

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    Padre Patton a Breganzona, nella biblioteca del liceo diocesano

    Padre Patton a Lugano: "Dialogo e speranza, niente è ancora perduto"

    Il Custode di Terra Santa interviene a Breganzona in un evento organizzato dalla Diocesi di Lugano

    A pochi giorni dal Natale, lo sguardo non può che andare, ancora una volta, alle zone di guerra e alla Palestina, in particolare, che si appresta a trascorrere il secondo 25 dicembre sotto il segno delle bombe. Una realtà drammatica, ma all’interno della quale «non viene meno la speranza», come ha più volte affermato Fra Francesco Patton, Custode di Terra Santa dal 2016, che mercoledì scorso è stato ospite al Liceo diocesano di Breganzona dove ha partecipato all’incontro dal titolo «Il coraggio della pace. Riflessioni su dialogo, riconciliazione e speranza (quando tutto sembra perduto)». Un evento promosso dalla Diocesi di Lugano in collaborazione con diverse associazioni, e che ha suscitato grande interesse tra il pubblico presente nell’Aula Magna dell’istituto.
    «Come può il Figlio di Dio fatto uomo sussistere ancora in questa terra martoriata afflitta dal dolore dei suoi figli? Dove sei Signore mentre la tua terra brucia?», si chiede mons. Willy Volontè, priore dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro per la Terra Santa della Svizzera italiana, durante l’introduzione alla serata: «Quello che sta accadendo in Terra Santa è un segno da leggere, un ammonimento da ascoltare, una ferita da lenire», conclude don Volonté prima di lasciare la parola al giornalista Andrea Fazioli, moderatore della serata che ha ricordato che «È attraverso la conoscenza che si supera l’odio. Spesso ci si chiede cosa possiamo fare noi qui che siamo lontani dalla guerra, ma anche solo tenersi informati e ascoltare le voci di chi viene dai luoghi martoriati è un gesto importante».
    Fazioli ha così introdotto l’ospite della serata partendo proprio dal suo ruolo di Custode: «Custodire è una parola molto bella, che significa prendersi cura – ha affermato Patton –. Sono responsabile di circa 350 frati di sessanta nazionalità diverse che vivono in Terra Santa e devo fare il possibile perché loro vivano da frati e che possano prendersi cura a loro volta dei luoghi e delle persone a loro affidati». La serata è stata anche l’occasione per presentare in anteprima il libro di fra Francesco Patton: «Come un pellegrinaggio. I miei giorni in Terra Santa» (Terra Santa Edizioni), con prefazione di papa Francesco, nel quale il religioso parla ancora di speranza, nonostante le macerie tra le strade e la disperazione della gente: «In un contesto dove prevale la forza delle armi, io credo che sia importante che ci sia qualche «pazzo» che viva disarmato. Sono convinto che nella ricerca della pace bisogna essere radicali» ha affermato il frate. E parlando della Siria, Patton afferma che il suo futuro «è ancora tutto da vedere, ci sono molte incertezze, però se questa terra avrà il sostegno dei Paesi del Golfo e dei Paesi occidentali, in particolare dell’Europa, forse potrà imboccare una strada nuova che le permetterà di rinascere come Paese, dopo che in questi ultimi anni è stata ridotta allo stremo». Tornando alle ragioni del conflitto Patton ha ribadito che le religioni «quando sono vissute male sono sicuramente parte del problema, ma possono essere parte della soluzione. I fatti del 7 ottobre 2023 hanno creato una tale frattura tra le due popolazioni che pensare di farle coesistere in uno unico Stato sarebbe poco realistico. Oggi penso che la vera questione è riconducibile a tre aspetti: primo, bisogna dare una soluzione politica alla questione palestinese e non solamente militare. Secondo, qualsiasi sia la formula che si utilizza bisogna che entrambi i popoli riconoscano l’uno all’altro il diritto di esistere. Terzo, bisogna riconoscere a tutti pari diritti», conclude il religioso. Infine una nota sui pellegrinaggi interrotti dopo il 7 ottobre 2023. Fazioli ha sottolineato l’importanza di questi luoghi nei quali sembra di camminare all’interno delle pagine del Vangelo: una terra dove «c’è l’occasione di unire la storia alla geografia, di unire la narrazione al luogo in cui è ambientata e questo facilita anche la dimensione spirituale del mistero che celebriamo. Molti pellegrini mi hanno detto che dopo essere stati in Terra Santa è cambiato il loro modo di leggere la Parola di Dio. È un luogo di unità della Chiesa stessa. In Terra Santa vediamo che l’unità dei cristiani è molto più forte che altrove».

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    Strada Regina: Nicolao della Flue a teatro con Yor Milano

    Strada Regina: Nicolao della Flue a teatro con Yor Milano

    Strada Regina, sabato h1835 e domenica h710 su RSI LA1. E su www.rsi.ch/stradaregina

    Nicolao della Flue a teatro

    Il patrono della Svizzera è al centro dell’attenzione anche perché stiamo festeggiando i 600 anni della sua nascita. Fu un mistico, ma prima ancora marito e papà di 10 figli e ci sembrava giusto quindi chiedere ai nostri ragazzi di Ciao Signore di raccontarci cosa ne pensano. Ospite in studio è Yor Milano che in queste settimane si è lanciato in un’avventura teatrale molto particolare.

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    Musica

    Inaugurazione organo

    Collegiata, Balerna

    20:00

    Documenti e approfondimenti per comprendere meglio la fede cattolica oggi. Contiene interviste e testimonianze.

    Sabato 10 gennaio alle 20 si terrà in Collegiata a Balerna un concerto in occasione della inaugurazione dell'organo restaurato. Maestro Lorenzo Bonoldi, organista titolare della Scala di Milano e la flautista professoressa Anna Sbalchiero allieteranno l'evento

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    Nel segno della pace. Inizia oggi, 20 agosto, il Meeting di Rimini

    Nel segno della pace. Inizia oggi, 20 agosto, il Meeting di Rimini

    In uno scenario internazionale segnato da venti di guerra si partirà a Rimini con l’incontro «Una presenza per la pace» con il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa.

    In uno scenario internazionale segnato da venti di guerra si partirà a Rimini nel segno della pace, il 20 agosto alle 12, con l’incontro «Una presenza per la pace» con il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. Il Meeting vuole sottolineare la riconciliazione tra le religioni, troppo spesso strumentalizzate e il fil rouge della pace si dipanerà attraverso altri incontri di estremo interesse, fra i quali spicca, il 23 agosto alle 21, il dialogo tra il segretario generale della Lega Musulmana mondiale, Muhammad Bin Abdul Karim Al-Issa, e il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. Di grande rilievo anche l’incontro, il 21 alle 17, con il premio Nobel per la Pace 2022 Oleksandra Matvijcuk, avvocata ucraina, e con il nunzio apostolico a Kiev, Visvaldas Kulbokas. La relazione sul tema del Meeting sarà tenuta, invece, mercoledì 21 agosto alle 15 da Adrien Candiard, teologo, domenicano francese membro dell’Institut Dominicain d’Études Orientales.

    Una ricca offerta: convegni e incontri 

    Rilevanti come sempre le cifre della manifestazione. La Fiera a Rimini ospiterà 140 convegni con circa 450 relatori italiani e internazionali; 16 saranno le mostre e 17 gli spettacoli. Attenzione speciale ai ragazzi e allo sport. Si conferma infine il determinante apporto dei volontari giunti dall’Italia e dal mondo (anche dalla Svizzera), ben tremila, il 60 per cento dei quali di età inferiore ai trent’anni. Scopri il programma del Meeting 2024

    Il programma delle mostre

    Il mistero dell'uomo e la sua ricerca dell'essenziale sono i tratti che accomunano le 16 mostre allestite quest’anno in fiera a Rimini. Un mosaico di umanità frutto di una coralità di volti che aiutano a riscoprire ciò che conta nella vita. Si va dall’esemplare storia d’amore, e di fede, tra il beato Franz e sua moglie Franziska Jägerstätter fino alla commovente esperienza della «Casa del Faro», hospice pediatrico che a Mosca assiste oltre un migliaio di piccoli pazienti e le loro famiglie. Oppure dalla fuga in Egitto della famiglia di Gesù, riletta in chiave attuale, al mistero dell’origine della Terra, senza dimenticare la figura del Servo di Dio Enzo Piccinini, medico inquieto e coraggioso, conquistato dalla fede attraverso l’amicizia, unica, con don Giussani, raccontata da una mostra per il 25esimo dalla morte. Non da ultimo, sarà presente una mostra sui Giubilei che racconta come sono nati questi gesti della Chiesa che accolgono il bisogno dell’uomo, di qualsiasi uomo che si mette in cammino. Si parte dal 1’300 per arrivare al Giubileo del 2025 che ha a tema la speranza.

    Villaggio Ragazzi e Cittadella dello Sport

    Villaggio Ragazzi, con i suoi 3.700 mq, ospiterà un fitto programma di mostre, incontri, spettacoli e laboratori, per un totale di oltre 200 eventi. La partecipazione è già entusiastica: nel 2023 si calcola che siano state circa 17.000 le presenze di ragazzi e bambini e già ad oggi molti laboratori sono prenotati al completo. Lo spazio dedicato allo sport è più che raddoppiato rispetto al 2023, superando i 15.000 mq, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano e Derthona Basket. Anche in questo ambito, la partecipazione è massiccia, con vari eventi sportivi che registrano il tutto esaurito.

    Volontari 

    Anche quest’anno saranno 3.000 i volontari del Meeting, 500 nel premeeting e 2500 nel corso della manifestazione, il 60 per cento dei quali sotto i 30 anni. Sono 110 i diversi tipi di mansioni che saranno svolte dai volontari, dai parcheggi alla custodia delle sale, dalla comunicazione alle guide delle mostre, dalla ristorazione fino ad aspetti molto particolari quali i 13 “spicciolai” incaricati di rifornire di monetine le 142 casse del Meeting.

    Sito internet e streaming

    Sul sito internet meetingrimini.org si può conoscere il programma dettagliato dei convegni, delle mostre e degli spettacoli. Si potrà leggere le news, ascoltare i podcast del BookCorner, seguire Meeting Plus Radio e consultare il Quotidiano del Meeting. Da segnalare in particolare sul canale YouTube del Meeting la trasmissione dei principali eventi via streaming, in lingua italiana, inglese e spagnola, e poi successivamente disponibili on-demand anche in altre lingue.

    BookCorner: 50 nuovi podcast per altrettanti libri

    Per il quinto anno consecutivo le presentazioni dei libri, a cura dell’Associazione Italiana dei Centri Culturali per il Meeting di Rimini, danno vita ad una collana di podcast che possono essere ascoltati tutto l’anno sulle principali piattaforme online e sul sito meetingrimini.org. Durante questi anni è stato costruito un giacimento di guide alla lettura, recensioni, accompagnamenti ai testi per più di 200 libri. In tutto saranno 50 i nuovi libri presentati: i primi 12 podcast sono già disponibili, mentre altri 38 saranno registrati in presenza davanti al pubblico allo stand BookCorner (nei giorni e negli orari annunciati sul programma). Questa esperienza vuole essere soprattutto una documentazione di tanti incontri all’interno dei quali la ricerca dell’essenziale rende compagni di viaggio prima di tutto relatori e ospiti.

    Leggi anche: Al via domani, 20 agosto, il Meeting di Rimini. La testimonianza di una famiglia partecipante dal Ticino

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    Il Papa al Gemelli-Isola Tiberina per alcuni accertamenti diagnostici

    Il Papa al Gemelli-Isola Tiberina per alcuni accertamenti diagnostici

    Lo rende noto la Sala Stampa vaticana. Nei giorni scorsi Francesco ha accusato un “lieve stato influenzale”. Anche oggi, all’udienza generale, ha spiegato ai fedeli di essere “raffreddato” e ha fatto leggere la catechesi a un collaboratore.

    “Dopo l’udienza generale Papa Francesco si è recato all’Ospedale Isola Tiberina Gemelli per alcuni accertamenti diagnostici. Al termine è rientrato in Vaticano”. Lo riferisce la Sala Stampa vaticana.

    Com’è noto, il Papa nei giorni scorsi ha avuto una leggera influenza a motivo della quale ha cancellato alcune udienze previste. Anche questa mattina, all’inizio dell’udienza generale del mercoledì, ha spiegato ai fedeli presenti in Aula Paolo VI di essere “ancora un po’ raffreddato” e ha chiesto a un suo collaboratore, monsignor Filippo Ciampanelli, di leggere al posto suo la catechesi. Subito dopo, quindi, il controllo nel nosocomio romano, a pochi passi dal Vaticano. 

    Sempre la Sala Stampa vaticana conferma per la mattina di sabato 2 marzo l'udienza al cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Olaf Scholtz, nel Palazzo Apostolico vaticano.

    Vatican News

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    La celebrazione con il vescovo Valerio Lazzeri

    La festa mariana di Morbio Inferiore in immagini

    La festa del santuario di Santa Maria dei Miracoli di Morbio Inferiore dello scorso 29 luglio è stata scandita come da tradizione dalle varie celebrazioni, che si sono concluse in tarda serata. Ecco la fotogallery.

    La festa mariana al santuario di Morbio Inferiore dello scorso 29 luglio è stata scandita come da tradizione dalle varie celebrazioni, che si sono concluse in tarda serata. Ecco alcuni immagini.

    Alle 10.30 nel santuario di Santa Maria dei Miracoli l’Eucaristia era presieduta dal vescovo Valerio Lazzeri, che salutava i fedeli richiamando “il giorno solenne della memoria” e invitandoli “in questo tempo travagliato a mettere tutto nel cuore di Maria”, affidandosi “alla sua protezione”.

    La celebrazione mariana serale nella chiesa di in San Giorgio, guidata dal vescovo emerito Pier Giacomo Grampa.

    Il gruppo che ha animato la festa con i quadri viventi davanti all'icona di Santa Maria dei Miracoli.

    Leggi anche la cronaca dell'intensa giornata: https://www.catt.ch/newsi/morbio-la-festa-mariana-celebrata-con-i-vescovi-lazzeri-e-grampa/

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    Il Vescovo Alain de Raemy sulla bocciatura a NoBillag

    Il Vescovo Alain de Raemy sulla bocciatura a NoBillag

    Il Vescovo incaricato per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale svizzera, Alain de Raemy, si rallegra del fatto che il popolo svizzero abbia rifiutato NoBillag.

    Il Vescovo incaricato per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale svizzera, Alain de Raemy, si rallegra del fatto che il popolo svizzero abbia rifiutato NoBillag: “Nonostante un certo individualismo diffuso, il nostro senso federale, questo motore fondante, è prevalso”, ha affermato proprio ieri. “Ora il nostro servizio pubblico deve progredire. Ma dobbiamo essere pronti a fare la nostra parte. Dobbiamo andare verso il meglio. Il servizio pubblico stesso deve resistere alla tentazione del mercato e del profitto, e profilarsi nell'imparzialità e nel rispetto di tutte le minoranze. I cittadini lo chiedono. Anche i cristiani devono impegnarsi in questo senso”. Alla loro ultima assemblea ordinaria, nel dicembre 2017, i Vescovi svizzeri avevano fatto sentire la loro voce: “L'identità svizzer, nel caso passasse l'iniziativa, ne uscirebbe indebolita, in particolar modo la parte italofona e francese”, avevano affermato. “La formazione di un'opinione pubblica sarebbe alle diepndenze di imprese mediatiche straniere”.

    (Cath.ch/Catt.ch)
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    Babbo bambino o Gesù Natale?

    Provocatoria, la domanda. Non è semplice ironia su un annoso problema, per taluni “dibattito”.

    Di Don Emanuele Di Marco Provocatoria, la domanda. Non è semplice ironia su un annoso problema, per taluni “dibattito”. Sembra che sul ring si voglia proprio mettere Babbo Natale contro Gesù bambino. Chi porta infatti i regali? Il simpatico ma goffo barbuto vestito di rosso oppure il Figlio di Dio, che ci affascina con la sua discreta ma fondamentale presenza nel presepe? Abbiamo sostenitori dall’una e dall’altra parte. I primi, sono coloro che desiderano una forma di “poesia”, per i propri figli: un uomo anziano, generoso, paffuto e con poteri magici, che si preoccupa – non si sa come – di riuscire a portare ad ogni bambino del mondo un regalo, nella notte di Natale. L’altro, è innegabilmente esistito, tuttavia non si sa per quale motivo sia stato relegato a distributore di doni nella notte di quello che, in fondo, è il suo compleanno. Suoi sostenitori sono solitamente i genitori più ferventi nella fede cristiana: vedono di cattivo occhio il babbo, ammiccano però volentieri alla favola di Gesù postino. Sebbene non si abbia qui il desiderio di esaurire la discussione sul tema, mi preme presentare alcune considerazioni. Penso infatti che non debba esserci lotta tra un essere immaginario (ma con fondamenti storici) e una persona realmente esistita (ma con un contesto completamente immaginario). Nel senso: Babbo Natale non è esistito, è la discutibile copia di S. Nicola di Bari, vescovo generoso del III secolo. Una figura inventata che però compie azioni vere, quelle di S. Nicolao, che si è premurato di portare aiuto ai poveri ed ai disagiato, donando serenità e gioia in una vita non sempre facile. Gesù invece è esistito (ed esiste), ma nel discorso dei regali gli diamo un ruolo che non gli è proprio. Lo limitiamo ad essere un portatore di regali. In entrambi i casi, si costruisce un’illusione altamente dannosa per i nostri bambini. Il problema non è la fantasia, la narrazione, i personaggi ideali: assolutamente. Sono elementi importantissimi e fondamentali per la crescita. Il dubbio, invece, è che questi personaggi non li lasciamo nel ruolo di esseri fantastici (di fantasia). Creiamo infatti il ponte tra la fantasia e la realtà, facendoli entrare nelle vite dei bambini. Sono figure che diventano determinanti per le loro scelte ed i loro cammini. Sì, perché è uno di loro che deciderà se il bimbo è stato bravo o no. Li si esaspera nel credere in queste due figure (Babbo o Bambinello), ponendo il cibo per loro fuori dalla finestra, nel mandare a letto presto i bambini per non avere il rischio di incontrarli mentre arrivano, li facciamo guardare fuori dalla finestra immaginando le loro slitte sopra i tetti. Tutto questo poi verrà violentemente distrutto. I bambini diventeranno quindi oggetto di derisione dei compagni, si renderanno conto che era tutta una messinscena. Dall’illusione alla delusione. Bambini che hanno improntato la loro fede in Gesù in quella fase… e che la perderanno in fretta. Persino la psicologia è molto scettica sul valore di queste costruzioni di immagini fantastiche influenti sul reale… presto demolite! La via che proponiamo è diversa. E si richiama alla verità: non Babbo Natale, non Gesù che porta i doni. I regali li portano papà e mamma, i fratelli, le sorelli, i nonni; gli amici o i compagni di scuola. Sono loro che hanno preso l’iniziativa di andare a cercare un regalo per te. Ti hanno pensato, hanno riflettuto su cosa ti piace. Hanno dedicato tempo e risorse per te, perché ti vogliono bene. Questo è il vero senso del dono che dobbiamo recuperare. Gesù stesso, lui che è Dio (e che quindi non possiamo relegarlo al ruolo di fattorino natalizio) ha ricevuto dei doni. Lui è il dono più grande, e siccome ne siamo felici, desideriamo condividere questa gioia anche con gli altri, con le persone care. Vivendo così le feste natalizie i nostri bambini saranno felici di ricevere un dono, non rimarranno mai delusi per un violento disincanto che porterà solo sfiducia. Allora, diamoci da fare, affinché questo Natale sia la vera possibilità di vivere la vera nascita: il miracolo di un Dio che viene a stare fra noi, e ci mette tutti d’accordo! di Emanuele di Marco

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    Commento al Vangelo di domenica 2 agosto: la moltiplicazione dei pani e pesci

    Commento al Vangelo di domenica 2 agosto: la moltiplicazione dei pani e pesci

    Pubblichiamo la riflessione di Gaetano Masciullo: nel miracolo di Gesù si riflette l'immagine della misericordia sovrabbondante di Dio.

    di Gaetano Masciullo

    Il Vangelo di domenica 2 agosto ci offre un episodio che l’immaginario comune ha ben presente, ossia la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Pur essendo un episodio molto noto, è bello soffermarsi su alcuni particolari di questo brano per capire più profondamente che questo evento prodigioso, che arrivò a satollare più di cinquemila persone a partire da cinque pani e due pesci, non fu un “gioco di prestigio” da parte di un Dio che volle ostentare il proprio potere sulla natura, ma di un miracolo, ossia di un’azione che va a stravolgere ciò che è atteso, ciò che è nell’ordine del quotidiano, per manifestare una volontà di amore altrettanto inattesa, altrettanto straordinaria.

    E infatti l’amore è al principio di questo brano. Dopo aver saputo che il Battista era stato decapitato da Erode, per la sola colpa di aver ribadito una verità morale, Gesù si ritira nel deserto. Ma questo non basta per evitare le folle, affamate di verità, affamate – forse senza saperlo - di un rinnovamento che tocchi il cuore di Israele, ancor prima che la sua costituzione sociale. Allora ecco l’amore: Gesù, scrive il vangelo di Matteo, «sentì compassione per loro e guarì i loro malati» (Mt 14,14).

    La compassione è resa nel testo greco con il verbo σπλαγχνίζομαι (splanchnizomai), un verbo che fu tradotto in latino nella Vulgata con l’espressione misertus est. Il verbo greco viene dalla parola σπλάγχνον (splanchnon), che vuol dire ‘fegato’. Ma anche la parola misericordia presenta in sé cardium, ossia ‘cuore’. Il sentimento che Gesù provò davanti alle folle proveniva dall’intimo, dalle profondità del suo animo. Questo episodio sgorga quindi dalla misericordia di Dio. Cosa è allora la misericordia? San Tommaso d’Aquino scriveva che la misericordia è uno dei quattro modi possibili con cui possiamo provare tristezza. Quando percepiamo un male altrui, proviamo tristezza come se tale male fosse nostro. È chiaro che per provare questa “nobile tristezza” bisogna amare: solo chi ama il fratello può intristirsi quando questi soffre. Possiamo dire che la misericordia sia la tristezza divina e che si contrappone alla tristezza diabolica, ossia al modo di provare tristezza che è specularmente opposto alla misericordia, cioè l’invidia, la tristezza che nasce dalla percezione del bene altrui: non a caso, è scritto che «per invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo» (Sapienza 2,24).

    Le folle dunque rimangono nel deserto, alla presenza di Gesù, fino a sera. Il deserto e la sera sono rispettivamente una condizione spaziale e una condizione temporale che rimandano ad una forte dimensione di precarietà: nel deserto non c’è cibo, non ci sono mezzi per vivere, e la sera reca con sé il buio, l’incertezza. Gli apostoli lo sanno bene e infatti lo ribadiscono: «Il luogo è deserto e l’ora è tarda; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare» (Mt 14, 15). Cristo però stravolge la prospettiva: «Voi stessi date da mangiare». Ed è quello infatti che accadrà. Nonostante la grave precarietà della vita e del mondo, Cristo ci offre continuamente la sua misericordia, attraverso la Chiesa – rappresentata dagli Apostoli – ed anzi, la misericordia divina è così ricca che arriva a donare anche più del necessario, tanto che avanzarono dodici ceste piene di cibo (Mt 14, 20). Cosa resta da fare dunque da parte nostra? La risposta è tanto semplice nel dirla quando difficile nel viverla: avere la forza di aspettare, nel deserto e sul far della sera, che Dio agisca straordinariamente anche nella nostra vita. Avere la forza di credere in una provvidenza che dà vera pace al cuore. Solo in questo modo, il nostro cuore sarà capace di provare a sua volta misericordia per chi ci è accanto.

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