Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • Una consacrazione secondo il rito dell'Ordo Virginum (fermo immagine youtube)

    Spiritualità e Fede nel Ticino 4

    28/01/2026

    Benvenuti in questo dossier dedicato a Spiritualità e Fede nel Ticino 4.

    Qui troverete una selezione curata di articoli, eventi e contenuti multimediali che esplorano questo tema da diverse prospettive.

    Contenuti del dossier

    Scorri la lista per scoprire tutti i contenuti collegati a questo dossier.

    Contenuti del dossier

    1
    Strada Regina: mai più morti in mare

    Strada Regina: mai più morti in mare

    Con Daniela Pompei vi parliamo di corridoi umanitari, un progetto della Comunità di Sant’Egidio e delle chiese evangeliche e valdesi in Italia. Racconteremo anche la storia una famiglia siriana arrivata con l'ultimo viaggio del progetto.

    Una motovedetta della guardia costiera libica, pochi giorni fa, ha causato la morte di 50 migranti. Una vera e propria battaglia navale con una Ong che tentava di salvarli. E poi i migranti maltrattati, venduti all'asta e torturati. Queste sono notizie, ormai, come le altre, tra le altre di politica, cultura e società. Ma a Strada Regina vogliamo raccontarvi una buona notizia: un progetto che parla di sicurezza e speranza. Con Daniela Pompei vi parliamo di corridoi umanitari, un progetto della Comunità di Sant’Egidio e delle chiese evangeliche e valdesi in Italia. Racconteremo anche la storia una famiglia siriana arrivata con l'ultimo viaggio del progetto.

    2
    no_image

    La Confessione violata. Sui giornali

    «Sconcerto» e «profondo dolore» per chi ha agito «violando la sacralità del Sacramento». Lo esprime in una severa nota, a nome dei vescovi dell’Emilia Romagna, il cardinaleCarlo Caffarra, presidente dell’episcopato regionale e arcivescovo di Bologna, dopo la pubblicazione...

    da Avvenire

    «Sconcerto» e «profondo dolore» per chi ha agito «violando la sacralità del Sacramento». Lo esprime in una severa nota, a nome dei vescovi dell’Emilia Romagna, il cardinaleCarlo Caffarra, presidente dell’episcopato regionale e arcivescovo di Bologna, dopo la pubblicazione di quattro puntate sul «Qn» (Quotidiano nazionale, che comprende tre diffuse testate locali come «Resto del Carlino» di Bologna, «Il Giorno» di Milano e «La Nazione» di Firenze) di una sedicente inchiesta sulla confessione, realizzata da una cronista che si è finta penitente trascrivendo le risposte fornite dai confessori a spinose questioni (la madre lesbica che chiede il battesimo della figlia, la coppia di donne, la divorziata...).

    Un metodo inqualificabile che ha violato un sacramento estorcendo dichiarazioni con l’inganno a un interlocutore ignaro, anche se non è la prima volta che accade. «Nella mia responsabilità di Vescovo nella Chiesa cattolica e come Presidente della Conferenza Episcopale Emilia-Romagna, anche a nome dei miei confratelli Vescovi della regione – scrive Caffarra nella nota diffusa dalla Curia di Bologna – sento il preciso dovere di esprimere la più forte protesta per la pubblicazione a puntate, su di un diffuso quotidiano, di servizi giornalistici sulla Confessione ottenuti traendo deliberatamente in inganno il confessore e violando con ciò la sacralità del Sacramento, che come primo requisito richiede la sincerità della contrizione del penitente».

    L’arcivescovo di Bologna esprime «sconcerto per l'accaduto» mentre «con l'animo ferito da un profondo dolore» mette in chiaro tre punti. Anzitutto «tali servizi configurano oggettivamente una grave offesa alla verità di un Sacramento della fede cristiana, la Confessione». Inoltre «tali servizi sono anche una grave mancanza di rispetto verso i credenti, che vi ricorrono come a un bene tra i più preziosi perché dischiude loro i doni della Misericordia di Dio; e verso i sacerdoti confessori in quanto, esponendoli al dubbio di un possibile inganno, ne inficiano la libertà del giudizio, che è fondata sul rapporto fiduciario col penitente, come tra padre e figlio».

    Infine, conclude Caffarra, «quanto sia grave il comportamento suddetto, risulta anche dal fatto che rientra nei delitti più gravi, a norma del motu proprio di Benedetto XVI "Inter graviora delicta" articolo 4, §2 (21 maggio 2010).

    Fonte: http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/Grave-offesa-violare-sui-giornali-la-Confessione.aspx
    3
    no_image

    Friborgo: il vescovo accoglie una nuova vergine consacrata

    L'ordine delle vergini consacrate ( "Ordo Virginum" in latino) è una delle più antiche forme di vita consacrata nella Chiesa, già menzionati negli scritti di San Paolo e negli Atti degli Apostoli.

    Alicia Scarcez ha espresso, il 15 agosto 2016 presso la Cattedrale di Friburgo, la sua consacrazione nell'Ordine delle vergini consacrate presieduta da Charles Morerod, vescovo delle diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo.

    La giovane donna, 38 anni, belga, è ricercatrice in canto liturgico, paleografia e storia medievale, ha lavorato dal 2015 per l'Istituto di Scienze Liturgiche presso l'Università di Friborgo. Ha pubblicato un libro sulla liturgia dell'abbazia cistercense di La Fille-Dieu a Romont.

    Durante la celebrazione interamente cantata in gregoriano, monsignor Morerod ha osservato che nella festa dell'Assunta, il 'sì' Alicia Scarcez si è fatto eco il sì della Vergine Maria. Alla chiamata, lei ha risposto di sì anche per gli altri. Dopo l'invocazione dello Spirito Santo e il canto delle litanie dei santi, il vescovo ha imposto le mani sul capo di Alicia prima porgendogli un dono, un segno del suo impegno per la verginità e il libro la liturgia delle ore. La nuova vergine consacrata ha poi abbracciato le sue consorelle venute da Svizzera e Belgio per accompagnarla in questo passo.

    L'ordine delle vergini consacrate ( "Ordo Virginum" in latino) è una delle più antiche forme di vita consacrata nella Chiesa, già menzionati negli scritti di San Paolo e negli Atti degli Apostoli. Consacrate a Dio dal Vescovo diocesano, a cui sono legate da un rituale liturgico ereditato, sono  vergini di lunga data che decidono di "sposare misticamente Cristo Figlio di Dio e sono dedicate al servizio della Chiesa" (canone 604 § 1). Questo impegno non comporta la pronuncia dei voti, ma la consacrazione dello stato di verginità.

    La consacrata decide pubblicamente di adottare una vita di preghiera nel cuore della Chiesa e al servizio degli altri. È principalmente una vocazione liturgica, che promette di seguire la liturgia delle ore e l'Eucaristia quotidiana.

    Le vergini consacrate hanno un posto speciale nella Chiesa per il rilancio di questo tipo nel 1970, in seguito al Concilio Vaticano II. Sono attualmente circa 4.000 in tutto il mondo, tra cui una sessantina in Svizzera.

    Le vergini consacrate possono continuare a condurre un business, anche se il loro scopo non è principalmente il mondo. Alcune sono medici, commercianti, giornalisti, musicisti; altre sono dipendenti della Chiesa.

    L'ordine non è basato sulla struttura della comunità e non richiede nessun'altra regola che quella decisa alla sua consacrazione. Le vergini consacrate, in genere vivono da sole.

    4

    Fare memoria dopo il 7 ottobre - Come sta l’ecumenismo in Ticino? - Chiese in diretta del 21.1.2024

    5
    Radio Televisione della Svizzera italiana

    Appuntamenti radio e tv del weekend alla RSI

    Strada Regina sabato su LA1, domenica Chiese in diretta su Rete Uno e la Santa Messa su Rete Due.

    STRADA REGINA, sabato 21 settembre alle 18.35 su RSI LA1

    Alberto Pellai. Aspettative, sogni, fallimenti, pressioni sono alcune parole che inondano la mente dei ragazzi. In questa puntata di «Strada Regina» vi proponiamo un secondo incontro in compagnia dello scultore Jago, che vi abbiamo già presentato la scorsa volta: oggi la sua arte e il suo pensiero diventano metafora della vita. Il nostro ospite è Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva.

    CHIESE IN DIRETTA, domenica 22 settembre alle 8.30 su RSI RETE UNO

    Donna, madre sola e cristiana: "Tornare in Iran sarebbe un rischio”, di Luisa Nitti e Gaelle Courtens

    Una vita in equilibrio precario: Noushin Azarnoush, donna iraniana giunta in Svizzera nel 2021, rischia di essere rimpatriata con i suoi due figli, perché non le viene riconosciuto lo status di rifugiata. Secondo l'avvocata che segue il suo caso, Immacolata Iglio Rezzonico, tornare in iran significherebbe rischiare fortemente di perdere i figli e subire discriminazioni o violenze per la sua appartenenza religiosa al cristianesimo. La donna, convertita al cristianesimo mentre era ancora nel suo paese, è membro di una chiesa evangelica libera di Giubiasco. Il suo pastore, Luca Castellana, esprime preoccupazione per il futuro di Noushin e ribadisce la solidarietà verso la donna. Sul tema "Asilo e conversioni", interviene David Zaugg, che ha curato un opuscolo su questo argomento per conto della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERIS).

    Padre Andrea Schnöller: il “frate del silenzio” della Madonna del Sasso, di Corinne Zaugg

    Per decenni il frate cappuccino di origini grigionesi, oggi 84enne, è  stato il punto di riferimento dapprima in Ticino, poi anche nella vicina Italia, per un’arte, quella della meditazione,  che nel silenzio trova la sua dimensione più caratteristica. Per oltre vent’anni padre Andrea diresse -insieme all’Assocuazione da lui fondata “Il ponte sul guado”- una casa per ritiri e corsi di meditazione con sede presso l’ex convento dei frati Cappuccini di Condino, in provincia di Trento. Ora questa esperienza è giunta a termine e un gruppo di amici, che erano soliti frequentare padre Andrea e la casa di Condino, ha deciso di raccogliere quest’esperienza in un libro di fresca uscita. Ne abbiamo approfittato per salire alla Madonna del Sasso e incontrare padre Andrea.

    SANTA MESSA, domenica 22 settembre, ore 9.05 su RSI RETE DUE

    XXV domenica ordinaria B, dalla Chiesa del Cristo Risorto. Celebra Don Marco Notari – Corale di Rivera

    6
    Don Di Marco celebra per i ragazzi delle Scuole San Benedetto

    Festa di fine anno scolastico delle scuole San Benedetto

    Oltre 500 persone – tra allievi, famiglie e amici – hanno partecipato ai vari momenti, rendendo omaggio a un anno di crescita e condivisione.

    Sabato 14 giugno si è svolta, presso la sede delle Scuole San Benedetto in zona Resega a Porza, la tradizionale festa di fine anno scolastico, che quest’anno si è tenuta in un’unica intensa giornata. Oltre 500 persone – tra allievi, famiglie e amici – hanno partecipato ai vari momenti, rendendo omaggio a un anno di crescita e condivisione.

    Nel corso della giornata si sono susseguite attività sportive come il torneo di calcio e di pallavolo, la presentazione dei lavori artistici realizzati dalle classi, laboratori per bambini, e l’amatissima gara delle macchinine, animata da entusiasmo e spirito di squadra.

    La giornata si è arricchita con una conferenza pubblica tenuta nell’aula magna della Parsifal con José Manuel Almuzara, architetto barcellonese e presidente dell’Associazione per la beatificazione di Antoni Gaudí.

    Il tema ha ripreso Il filo conduttore dell’anno scolastico, ispirato al genio creativo dell’architetto Antoni Gaudí: “Domani vieni presto che faremo cose molto belle!”. Un invito a guardare alla realtà con stupore, fantasia e profondità grazie all’architetto catalano che ha condotto la costruzione della Sagrada Familia. Quest’anno, gli allievi di IV e i docenti hanno infatti scelto come meta della gita proprio Barcellona, per poter ammirare dal vivo le sue straordinarie opere.

    Nel pomeriggio, la celebrazione della Santa Messa presieduta da Don Emanuele di Marco ha preceduto la cena seguita da un concerto coinvolgente con una band musicale composta da docenti, genitori ed ex-allievi.

    Una giornata ricca di contenuti e di partecipazione, che ha chiuso l’anno scolastico nel segno della bellezza, dell’amicizia e della gratitudine condivisa.

    Presto sui nuovi sviluppi della San Benedetto un servizio di catt.ch

    7
    “La Civil”, regia di Teodora Ana Mihai

    Friburgo: il premio della giuria ecumenica del FIFF va a "La Civil"

    La giuria ecumenica del 36° Festival internazionale del film di Friburgo (FIFF) premia il film "La Civil", di Teodora Ana Mihai, ha annunciato il festival il 26 marzo 2022.

    La giuria ecumenica del 36° Festival internazionale del film di Friburgo (FIFF) premia il film "La Civil", di Teodora Ana Mihai, ha annunciato il festival il 26 marzo 2022.

    Teodora Ana Mihai, riceve il Premio della Giuria Ecumenica per il suo film "La Civil". Il film viene premiato a Friburgo dopo aver ricevuto il Prix du Courage nella sezione "Un Certain Regard" al Festival di Cannes nel 2021.

    "La Civil" racconta la storia di Cielo, una madre alla ricerca di sua figlia che è stata rapita da un cartello nel nord del Messico. Cielo decide di prendere in mano la situazione e precipita in una spirale di violenza. Teodora Ana Mihai si è ispirata a una storia vera per evocare una realtà che molti genitori messicani vivono quando i loro figli vengono portati via.

    Il premio della giuria ecumenica di 5.000 franchi svizzeri è offerto congiuntamente dalle due organizzazioni di aiuto allo sviluppo Azione Quaresimale (cattolica) e Pane per Tutti (riformata) al regista il cui film riflette meglio i valori su cui queste due organizzazioni basano il loro sostegno alle lotte dei poveri in Africa, Asia e America Latina. La giuria ecumenica è composta da rappresentanti delle agenzie di aiuto delle chiese e da rappresentanti di SIGNIS, l'Organizzazione Cattolica Internazionale per la Comunicazione e INTERFILM (Organizzazione Interconfessionale per il Cinema).

    Guarda il video su YouTube

    Nel palmarès, "Klondike", l'opera scioccante dell'ucraina Maryna Er Gorbach, ha vinto il Gran Premio della Giuria Internazionale dei Lungometraggi, assegnato all'unanimità, il Premio della Critica e una menzione speciale della Giuria Comundo Youth.

    Per il suo premio principale, la Giuria Comundo Youth ha premiato Amira, dell'egiziano Mohamed Diab, una cronaca della dura realtà delle prigioni israeliane e della fecondazione clandestina in vitro che permette ai prigionieri palestinesi di avere figli. Un altro film commovente, Broken Keys del libanese Jimmy Keyrouz, in cui un pianista mette la sua musica contro lo Stato Islamico, ha vinto il premio del pubblico.

    Quest'anno, il 36° Festival Internazionale del Film di Friburgo, che termina questa domenica, è tornato ai suoi livelli di partecipazione pre-pandemici, con più di 43.000 spettatori. (cath.ch/com/bh)

    8
    Oratorio di Lugano: domani giubileo dei bambini

    Oratorio di Lugano: domani giubileo dei bambini

    Domani Mercoledì 13 aprile, oltre trecento bambini provenienti dal vicariato del luganese si ritroveranno all’Oratorio di Lugano (Piazza san Rocco 3) per il Giubileo dei bambini. I piccoli andranno a piedi fino alla Basilica del Sacro Cuore, dove incontreranno il Vescovo di Lugano Valerio Lazzeri.

    Domani Mercoledì 13 aprile, oltre trecento bambini provenienti dal vicariato del luganese si ritroveranno all’Oratorio di Lugano (Piazza san Rocco 3) per il Giubileo dei bambini. I piccoli andranno a piedi fino alla Basilica del Sacro Cuore, dove incontreranno il Vescovo di Lugano Valerio Lazzeri. Durante il percorso vi saranno delle tappe interattive che renderanno il cammino ancora più piacevole. Il ritrovo è dunque all’Oratorio di Lugano, mercoledì 13 aprile, alle ore 13.45. Alle 14 partirà un simpatico biscione che si snoderà per le vie di Lugano, con arrivo al Sacro Cuore previsto alle 15. Il pomeriggio continuerà all’interno della Basilica dove vi saranno scenette e giochi, come pure un piacevole momento di dialogo intitolato “Quattro chiacchiere col Vescovo” (i bambini si improvvisano giornalisti ed intervistano il Vescovo). Alle 16 ci sarà per tutti i partecipanti una gradita merenda.

    9
    Papa Leone IV prega davanti alla tomba di papa Francesco a Santa Maria Maggiore

    Leone XIV a Santa Maria Maggiore per pregare sulla tomba di Papa Francesco,

    Sulla strada verso Castel Gandolfo, il Papa ha voluto fermarsi nella Basilica liberiana e rendere omaggio al predecessore.

    Prima di recarsi a Castel Gandolfo, per la ormai consueta giornata di riposo settimanale, Papa Leone XIV ha voluto fermarsi intorno alle 20.05 del 3 novembre nella Basilica di Santa Maria Maggiore per pregare davanti alla tomba di Papa Francesco. Sul marmo - dove è sempre presente una rosa bianca, in ricordo di Santa Teresina, presenza costante nella vita di Jorge Mario Bergoglio - Papa Leone si è inginocchiato e ha deposto un mazzo di rose bianche. Un omaggio, dunque, al predecessore sepolto tra la Cappella Sforza e la Cappella Paolina, quella che ospita l'icona della Salus Populi Romani tante volte visitata dal Pontefice argentino, prima e dopo ogni viaggio internazionale o ricovero ospedaliero.

    Dinanzi all'icona mariana, anche Papa Leone si è fermato questa sera a pregare - come informa la Sala Stampa della Santa Sede - per poi lasciare Santa Maria Maggiore intorno alle 20.15 e proseguire la strada verso Castel Gandolfo.

    Vatican News

    10
    Veglia di preghiera

    Veglia in memoria delle vittime di Crans in Cattedrale a Lugano

    Venerdì 9 gennaio in occasione della giornata di lutto in Svizzera per le vittime della tragedia in Vallese, il vescovo Alain presiede il momento di preghiera in Cattedrale a Lugano alle 18. Diretta sul canale YouTube della diocesi a cui si può accedere da qui con il link.

    Alle 14 del 9 gennaio, giornata di lutto nazionale, in tutta la Svizzera le campane delle chiese hanno suonato in memoria delle vittime della tragedia di Crans Montana, della notte di Capodanno.

    In occasione della giornata di lutto la Diocesi di Lugano organizza una Veglia di preghiera – con la presenza dei rappresentanti della Comunità di lavoro delle Chiese cristiane nel Ticino – venerdì, 9 gennaio 2026, ore 18.00 nella Cattedrale di Lugano. Si pregherà in memoria di tutte le vittime; per i feriti, i sopravvissuti e i loro famigliari, i soccorritori e quanti si impegnano per il bene delle vittime e delle loro famiglie.

    La preghiera con il tema “Sei tu Signore, la mia speranza” sarà presieduta dall’Amministratore Apostolico della diocesi di Lugano, mons. Alain de Raemy e sarà trasmessa in diretta sul canale youtube della diocesi.

    Questo il link per seguire la diretta streaming.

    11
    Salesiani: Torino, apre il Museo etnografico Missioni Don Bosco

    Salesiani: Torino, apre il Museo etnografico Missioni Don Bosco

    Alla vigilia della 150° partenza di missionari salesiani da Torino, sabato 28 settembre viene inaugurato a Valdocco il Museo etnografico Missioni Don Bosco. con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile la conoscenza del mondo missionario.

    Alla vigilia della 150° partenza di missionari salesiani da Torino, sabato 28 settembre viene inaugurato a Valdocco il Museo etnografico Missioni Don Bosco. L’obiettivo della Congregazione, viene spiegato in una nota, è quello di “rendere sempre più accessibile la conoscenza del mondo missionario ai pellegrini di Valdocco”. Il museo, collocato a fianco della basilica di Maria Ausiliatrice, viene presentato come un “tassello originale della dimensione internazionale di Torino e un deposito scientificamente rilevante della cultura dei popoli nativi di tutto il mondo”.

    A presenziare all’apertura al pubblico della struttura, sarà il Rettor maggiore dei salesiani, don Ángel Fernández Artime, che benedirà questo nuovo spazio con la partecipazione di 17 ispettori da tutto il mondo, di 13 missionari rientrati per i corsi di aggiornamento in Italia e dei 36 nuovi partenti. Con loro il presidente di Missioni Don Bosco, Giampietro Pettenon.
    Il museo è stato concepito anche come una vetrina delle presenze salesiane più significative “a fianco delle popolazioni indigene e a tutela delle diverse tradizioni culturali”. Il percorso inizia quindi con la Patagonia e la Terra del Fuoco, destinazioni della prima spedizione missionaria salesiana nel 1875. Si prosegue con gli Shuar dell’Ecuador, con gli Yanomami del Venezuela, con le popolazioni del Rio Negro, con i Bororo, gli Xavante e i Carajá del Brasile, con i Naga del Nord-est dell’India. Una vetrina è dedicata alla Cina, una al Giappone, una all’Oceania. Il percorso si chiude con due vetrine dedicate al continente africano. “Il museo – si legge in una nota dei Salesiani –, si apre alla contemporaneità grazie alla documentazione contenuta in un maxischermo che testimonia l’impegno attuale dei missionari salesiani nel mondo a favore delle popolazioni più svantaggiate e più bisognose di aiuto”.

    Ad essere esposti – dice Elisabetta Gatto, etnologa e curatrice per Missioni Don Bosco del nuovo spazio culturale – sono “utensili, arredi, abiti, ornamenti, frutto della creatività con cui i diversi gruppi umani hanno saputo adattarsi all’ambiente, trasformando le risorse disponibili per le esigenze della vita quotidiana e per la realizzazione delle pratiche culturali e rituali”.

    (AgenSIR)

    12
    Il Papa

    Storico discorso del Papa alla Curia romana

    Non siamo più in un regime di cristianità perché la fede - specialmente in Europa, ma pure in gran parte dell'Occidente - non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune, anzi spesso viene perfino negata, derisa, emarginata e ridicolizzata». Così Francesco nell'incontro con la Curia romana

    Negli ambienti ecclesiastici l’atteggiamento «sano» che serve è «quello di lasciarsi interrogare dalle sfide del tempo presente», in cui stanno avvenendo «cambiamenti epocali», e di «coglierle con discernimento». Riconoscendo che «non siamo più in un regime di cristianità», la fede viene spesso «derisa». Altrimenti, come affermò il cardinale Martini, si resta «indietro di 200 anni». Papa Francesco lo dice nel tradizionale incontro con la Curia romana per gli auguri natalizi, occasione durante la quale generalmente esprime la sua visione programmatica per l’anno nuovo, spesso senza tralasciare dure sferzate. Questa mattina, 21 dicembre 2019, il Pontefice dedica il discorso alla riforma della stessa Curia che con il Consiglio di cardinali (C6) sta approntando. Avvertendo: capita spesso di vivere i mutamenti «limitandosi a indossare un nuovo vestito, e poi rimanere in realtà come si era prima. Rammento l’espressione di un famoso romanzo italiano: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” (ne “Il Gattopardo”)». 

    Il Papa riceve i cardinali e i superiori della Curia romana nella «Sala Clementina» del Palazzo apostolico vaticano.

    «Quella che stiamo vivendo non è semplicemente un'epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento di epoca», osserva Bergoglio. Oggi «siamo, dunque, in uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono più lineari, bensì epocali; costituiscono delle scelte che trasformano velocemente il modo di vivere, di relazionarsi, di comunicare ed elaborare il pensiero, di rapportarsi tra le generazioni umane e di comprendere e di vivere la fede e la scienza».

    Capita spesso «di vivere il cambiamento limitandosi a indossare un nuovo vestito, e poi rimanere in realtà come si era prima. Rammento l'espressione enigmatica, che si legge in un famoso romanzo italiano: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi" (ne "Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, ndr)”». L'atteggiamento «sano - esorta - è piuttosto quello di lasciarsi interrogare dalle sfide del tempo presente e di coglierle con discernimento». 

    Il Vescovo di Roma desidera «ritornare sull'attuazione della riforma della Curia romana, ribadendo che tale riforma non ha mai avuto la presunzione di fare come se prima niente fosse esistito; al contrario, si è puntato a valorizzare quanto di buono è stato fatto nella complessa storia della Curia».

    Per Bergoglio è «doveroso valorizzarne la storia per costruire un futuro che abbia basi solide, che abbia radici e perciò possa essere fecondo. Appellarsi alla memoria non vuol dire ancorarsi all'autoconservazione, ma richiamare la vita e la vitalità di un percorso in continuo sviluppo». La memoria «non è statica, è dinamica. Implica per sua natura movimento. E la Tradizione non è statica ma è dinamica: come diceva quel grande uomo, la tradizione è la garanzia del futuro, non è la custodia delle ceneri».

    Il Papa si sofferma «su alcuni altri Dicasteri partendo dal cuore della riforma, ossia dal primo e più importante compito della Chiesa: l’evangelizzazione».

    Ricorda che papa san Paolo VI «affermò: “Evangelizzare è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare”»; è una citazione dell’esortazione apostolica «Evangelii nuntiandi», definita da Francesco «il documento più importante del dopo-Concilio». 

    Così, «l’obiettivo dell'attuale riforma è che “le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato all'evangelizzazione del mondo attuale, più che per l'autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie”», spiega riportando passaggi della sua «Evangelii gaudium». E allora, «proprio ispirandosi a questo magistero dei Successori di Pietro dal Concilio Vaticano II fino ad oggi, si è pensato di proporre per l'instruenda nuova Costituzione Apostolica sulla riforma della Curia romana il titolo di Praedicate evangelium». Ecco perché «il mio pensiero va oggi ad alcuni fra i Dicasteri che con tutto questo hanno un esplicito riferimento già nelle loro denominazioni: la Congregazione per la Dottrina della Fede, la Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli; ma penso anche al Dicastero della Comunicazione e al Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale».

    Sottolinea: «Non siamo nella cristianità, non più! Oggi non siamo più gli unici che producono cultura, né i primi, né i più ascoltati. Abbiamo pertanto bisogno di un cambiamento di mentalità pastorale, che non vuol dire passare a una pastorale relativistica. Non siamo più in un regime di cristianità perché la fede - specialmente in Europa, ma pure in gran parte dell'Occidente - non costituisce più un presupposto ovvio del vivere comune, anzi spesso viene perfino negata, derisa, emarginata e ridicolizzata». 

    continua a leggere

    13
    Radiotelevisione svizzera di lingua italiana

    Rsi. I programmi religiosi del week-end

    Scopri il palinsesto radio-tv del week-end.

    Strada Regina

    Sabato 9 marzo – RSI LA1, alle 18.35

    8 marzo: festa della donna e noi abbiamo passato diverse ore con l'abbadessa madre Maria Sofia Cichetti che, insieme alle suore del convento Santa Maria sopra Claro, vive una vita separata dal mondo, ma non indifferente ad esso. La strada in salita che conduce al monastero è la metafora di una vita. Una ascesi impervia e piena di curve e bivi che conduce dalla frenesia della quotidianità al silenzio, al rigore, alla solitudine, alla preghiera. Se la salita è tanto faticosa e ripida, raggiunta la rupe si staglia la bellezza del panorama e la quiete. Ed è qui che dal 1490, a ridosso della scoperta dell'America, esiste un avamposto cristiano.  La comunità delle suore Benedettine osserva il mondo da un'altra prospettiva e le riflessioni scaturite possono dare uno sguardo nuovo ad esso. Gli echi che salgono dalla valle portano anche notizie spiacevoli. Il dibattito sugli abusi nella chiesa è acceso in questi giorni. A questo proposito Papa Francesco ha parlato delle suore nel ritorno dal recente viaggio negli Emirati Arabi dicendo di voler estirpare gli abusi sessuali sulle suore da parte dei chierici. Ma la preoccupazione e la preghiera delle sorelle è per tutti, e lo scopriremo nella lunga intervista: per i politici, per i giovani, per le nuove povertà e anche per i social network.

    [caption id="attachment_34571" align="alignnone" width="600"] Suor Maria Sofia Cichetti, Abbadessa di Claro.[/caption]

    Segni dei tempi

    Sabato 9 marzo – RSI LA1, alle 12.05

    L'ombra della Brexit

    Tra poche settimane dovrebbe scattare l'applicazione della Brexit: il 29 marzo, infatti, il Regno Unito uscirà dall'Unione Europea. A ridosso dell'appuntamento, cresce l'opposizione. I malumori sono particolarmente forti in Irlanda del Nord e in Scozia, dove la Brexit era stata respinta. A Belfast si temono gravi ripercussioni economiche, e il ritorno delle tensioni confessionali che hanno insanguinato a lungo il Paese.

    Chiese in diretta

    Domenica 10 marzo – Rete Uno, alle 8.30

    [caption id="attachment_34572" align="alignright" width="241"] Padre Giacomo Costa.[/caption]

    In vista delle prossime elezioni per il Parlamento europeo, Gaelle Courtens ha intervistato Christian Krieger, presidente della Conferenza delle Chiese Europee.

    A diversi mesi dalla fine del sinodo sui giovani, in un incontro pubblico all’Usi, si è cercato di fare il punto della situazione. Al microfono di Corinne Zaugg, due dei protagonsiti della serata: Padre Giacomo Costa, segretario generale del Sinodo e Mons. Alain de Raemy, che al sinodo ha partecipato per conto dei vescovi svizzeri.

    Cinquecento anni fa, a Zurigo, l'oriundo bavarese Christoph Froschauer fondò la propria tipografia. Diventato amico del riformatore Ulrich Zwingli, pubblicò la sua traduzione della Bibbia in tedesco. Più tardi la ditta cambiò proprietari e nome, oggi si chiama Orell Füssli e stampa, ad esempio, le nostre banconote. Il servizio è di Paolo Tognina.

    Tempo dello Spirito

    Domenica 10 marzo– Rete Due, alle 8.00

    Le “Donne evangeliche in Svizzera” dedicano il 2019 al tema “donne e cambiamento”, con un accento particolare sulla partecipazione femminile alla vita politica. Ne parliamo con la presidente dell’organizzazione femminile, Dorothea Forster.

    La meditazione biblica è tenuta dal pastore riformato Daniele Campoli: “I want to break free” (Galati 5, 13-15).

    “Controcorrente. Storie di donne e uomini coraggiosi”. Un ritratto di Alfred Escher, l’uomo a cui la Confederazione elvetica deve la realizzazione del primo tunnel ferroviario del San Gottardo e la creazione del Politecnico federale: nacque esattamente 200 anni fa.

    S.Messa (Rete Due)

    Domenica 10 marzo – 9.05

    Con don Marco Notari e il Coro di Morbio Superiore.

    Tutti i contenuti (13)