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  • Erwin Tanner

    Erwin Tanner-Tiziani è il nuovo direttore di Missio Svizzera

    Erwin Tanner-Tiziani, 55 anni, è il nuovo direttore di Missio Svizzera dal 1° gennaio 2022. Fino al 31 dicembre 2021 è stato segretario generale della Conferenza episcopale svizzera. Erwin Tanner-Tiziani succede a Martin Brunner-Artho, che dall'estate 2022 sarà responsabile della formazione al Seminario S. Beat. A causa delle misure prese per contenere la pandemia di coronavirus, non è stato ancora possibile celebrare il passaggio di testimone con una cerimonia ufficiale di consegna. Si intende celebrare questo momento il 3 giugno in presenza di alcuni ospiti.

    Erwin Tanner-Tiziani è nato a San Gallo, è cresciuto vicino a Frauenfeld e ha completato la sua istruzione secondaria ad Appenzello con i frati cappuccini. Ha studiato teologia e diritto a Friburgo (Svizzera) e Monaco, completando i suoi studi a Friburgo con un dottorato in diritto. È stato il primo laico a ricoprire la carica di segretario generale della Conferenza episcopale svizzera dal 2011 al 2021. Sposato con due figli, Erwin Tanner-Tiziani è entrato in una nuova fase della sua vita professionale nel gennaio 2022, quando ha assunto la direzione di Missio. Questa posizione lo porta a un contatto più stretto con la chiesa universale. Missio festeggia anche diversi anniversari quest'anno. In un'intervista, Erwin Tanner guarda alle sfide appassionanti che lo attendono:

    Qual è la sua visione per Missio?

    Il mio sogno è che Missio Svizzera sia un faro per la chiesa missionaria in Svizzera e aiuti a far brillare la luce di Dio dentro e fuori la chiesa in tutto il mondo.

    Come intende la missione?

    La nostra missione non dovrebbe essere la conseguenza di una o più visioni che noi stessi abbiamo creato. La missione affidataci da Gesù Cristo deve rimanere sempre il punto di partenza della visione o delle visioni della Chiesa. Questo significa che dobbiamo fare ciò che Dio si aspetta da noi, cioè testimoniare Gesù Cristo in parole ed opere ed essere guidati dallo Spirito Santo in ogni momento.

    Quali sono le sfide che deve affrontare come direttore di Missio?

    La chiesa in Svizzera sta affrontando cambiamenti fondamentali e rapidi, come la perdita di credibilità, il calo dei membri e la diminuzione delle risorse. Sta anche affrontando profondi cambiamenti sociali e progressi tecnologici, così come le sfide sanitarie legate alla pandemia COVID-19. Questi elementi avranno un impatto sul lavoro di Missio a breve, medio e lungo termine. In questo contesto, la sensibilità pastorale e lo spirito imprenditoriale sono necessari.

    Cosa si aspetta dal lavoro a Missio?

    Dato che ho appena iniziato a lavorare a Missio, non posso ancora dire nulla, perché devo prima abituarmi al lavoro, il che richiede un po' di tempo. Posso però parlare di ciò che mi affascina: il legame di solidarietà all'interno della Chiesa universale e la cooperazione con persone di diverse culture. Non vedo l'ora di lavorare con la squadra di Missio e vorrei ringraziare i vari membri dello staff per la loro calda accoglienza e il loro sostegno.

    Missio celebra quest'anno il suo 200° anniversario. Cosa significa questo per lei?

    Nel 2022, la Chiesa ha l'opportunità di ricordare tre eventi che sono di grande importanza per la sua vita e missione. 400 anni fa, nel 1622, Papa Gregorio XV creò la Congregazione per la Propagazione della Fede (oggi Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli). Vorrei sottolineare in particolare la fondazione dell'opera di Propagazione della Fede 200 anni fa a Lione da parte di Pauline Marie Jaricot. Sarà beatificata il 22 maggio 2022 a Lione; questo segna un riconoscimento unico del suo impegno come donna e come laica. Infine, 100 anni fa, nel 1922, Papa Pio XI riconobbe l'Opera della Propagazione della Fede (Missio - Chiesa Universale), così come le due opere missionarie dell'Infanzia Missionaria (Missio - Infanzia) e di San Pietro Apostolo (Missio - Formazione), come Pontificie Opere Missionarie note oggi come Missio. Tuttavia, non dobbiamo fermarci a una semplice commemorazione. Spero infatti in uno slancio missionario nuovo per la coscienza ecclesiale del mondo e per la testimonianza di Gesù Cristo in parole e opere negli angoli più remoti della terra.

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