di Suor Sandra Künzli*
Ricordi d’infanzia e attesa del Mistero
Da piccola, alla Vigilia di Natale, mia mamma metteva i doni sotto l’albero e ci faceva nascondere in un’altra stanza, per aspettare che Gesù Bambino lasciasse i regali. Quando suonava il campanello, era segno che il Donatore era partito e noi potevamo andare a vedere cosa ci fosse sotto l’albero.
Ricordo che io non ero così interessata ai regali, ma avrei voluto farmi ancora più piccola, per vedere di nascosto Gesù Bambino quando passava.
Per l’Epifania, invece, mi trovavo spesso dalla nonna a Lugano. La sera prima della festa metteva un cestino fuori dalla finestra. Al mattino era colmo di cose buone: spagnolette, mandarini…
L’Epifania e la tensione verso l’Eterno
La festa dell’Epifania mi ricorda che anche la vita religiosa è una continua tensione verso l’Eterno. Come afferma Enzo Bianchi: «I monaci vivono come se vedessero l’invisibile».
Anche se avremo la visione di Dio solo alla fine della vita, già in questo mondo abbiamo dei segnali che ci aiutano a conoscerlo meglio: la Parola di Dio, i sacramenti, le relazioni vere e la preghiera.
La preghiera, bellezza dell’anima
Quando preghiamo, diventiamo interiormente più belli e graditi a Dio, al punto che Santa Teresa d’Avila diceva:
«Dammi un’anima che faccia ogni giorno un quarto d’ora di orazione mentale, e io le darò il Paradiso».
San Giovanni apostolo, nella sua prima Lettera, scrive:
«Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo» (1 Gv 1,1-4).
I Magi, primi missionari
Potremmo definire i Re Magi, che vengono dall’Oriente, come i primi missionari. Essi si mettono in cammino verso una terra straniera, portando doni, amore e speranza.
Scriveva don Tonino Bello: «Santa Maria, donna missionaria, concedi alla tua Chiesa il gaudio di riscoprire, nascoste tra le zolle del verbo “mandare”, le radici della sua primordiale vocazione».
Cristo è il grande missionario di Dio, l’unico metro della nostra vita.
Preghiera conclusiva
Concludo con una preghiera del vescovo di Molfetta (1935-1993), dichiarato venerabile da Papa Francesco nel 2021:
«Santa Maria, madre tenera e forte, nostra compagna di viaggio sulle strade della vita, ogni volta che contempliamo le grandi cose che l’Onnipotente ha fatto in te, proviamo una così viva malinconia per le nostre lentezze, che sentiamo il bisogno di allungare il passo per camminarti vicino.
Asseconda, pertanto, il nostro desiderio di prenderti per mano e accelera le nostre cadenze di camminatori un po’ stanchi.
Divenuti anche noi pellegrini della fede, ti contempleremo quale icona della sollecitudine umana, verso coloro che si trovano nel bisogno».
Buona festa dell’Epifania!
*agostiniana ticinese a Poschiavo