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  • Un immagine del film: «La violenza senza maschera», ispirato alla vicenda di Damiano Tamagni, ucciso nel 2008 a Locarno

    Il cortometraggio di Marco Bitonti ispirato alla vicenda di Damiano Tamagni

    di Laura Quadri

    Di Festival in festival e poi, auspicabilmente, anche di scuola in scuola, per dire ad alta voce «no» alla violenza, soprattutto quella giovanile. È questo l’esito che si spera possa avere il cortometraggio «La violenza senza maschera» ispirato alla vicenda di Damiano Tamagni, giovane ticinese ucciso durante un’aggressione violenta di tre coetanei al carnevale di Locarno il 1. febbraio 2008. La pellicola, di cui è stato reso noto il trailer in questi giorni, verrà ufficialmente presentata a marzo a Locarno; i dettagli verranno resi noti nelle prossime settimane.

    Guarda il video su YouTube

    La sua realizzazione, che è stata fortemente voluta dalla Fondazione dedicata a Damiano e sostenuta dai famigliari, in particolare il papà Maurizio, è stata affidata al giovane regista bellinzonese Marco Bitonti che da sempre crede fortemente nella possibilità di suscitare tramite il mezzo cinematografico una nuova consapevolezza verso le problematiche sociali oggi più urgenti: «Ho iniziato a conoscere la famiglia di Damiano nel 2016 – ci racconta – quando ormai stavo concludendo il mio precedente lavoro cinematografico, dedicato al tema del cyberbullismo e co-prodotto con la RSI. Per me come per tutti la vicenda di Damiano ha avuto un forte impatto. Nel 2017 avevamo già pronta la prima sceneggiatura ma la realizzazione è stata molto frenata dal Covid. Ciò ci ha però anche permesso di riflettere bene sull’intento del progetto ». Chiara, infatti, è l’impostazione della pellicola: «Oggi, in 25 minuti di cortometraggio, cerchiamo di dare una lettura che possa servire non solo al giovane stesso per riflettere sulle conseguenze delle sue azioni, ma anche ai genitori, per sapersi orientare di fronte a quei comportamenti dei figli che possono sembrare pericolosi e ad agire per tempo. In 25 minuti non puoi raccontare tutto quello che vorresti dire; né abbiamo scelto di fare un racconto pedissequo di quei fatti: piuttosto, ci siamo ispirati alla vicenda di Damiano per raccontare una storia che parli ai giovani di qualsiasi luogo, Paese, continente, per far dibattere ovunque sul problema della violenza giovanile. Chiediamo di avere un occhio di riguardo per questa tematica: lì dove si manifesta disagio, agire per tempo».

    Per sostenere i costi di produzione, Bitonti si è appoggiato, oltre che sulla Fondazione stessa, promotrice del progetto», al crowdfunding: una modalità di raccolta fondi basata sul «finanziamento partecipativo» e che implica un processo collaborativo in cui un gruppo di persone utilizza il proprio denaro per sostenere un’idea, rendendola concreta. In seguito, sono giunti finanziamenti del Dipartimento della Sanità e della Socialità del Cantone, «Ticino Film Commission » e da altri. Se anche la raccolta è stata frenata un po’ dalla pandemia, «alla fine possiamo dire di essere stati molto soddisfatti del sostegno ricevuto», sottolinea Bitonti. I prossimi passi nell’imminenza del lancio del film? «Siamo in dialogo con il Cantone, per valutare l’opzione che venga mostrato anche nelle scuole. Ma vorremmo che il messaggio giungesse a tutti, affinché si possa affermare: non accadrà mai più». Il cortometraggio è prodotto dalla «Over Film Productions», in co-produzione con «Swiss e-motion » e «Blackstar Entertainment».

    Su sito damianotamagni.ch tutti i progetti attualmente sostenuti dalla Fondazione Damiano Tamagni.

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