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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Il Papa all'udienza del mercoledì

    Il Papa: Cristo guarisce la tristezza, malattia invasiva e diffusa del nostro tempo

    “È stata un’esplosione di vita e di gioia”. La risurrezione di Gesù Cristo, avvenuta in modo mite e umile, è “un evento che non si finisce mai di contemplare e di meditare”. Leone XIV ha aperto così l’udienza generale del 22 ottobre in Piazza San Pietro, sotto un cielo grigio e la pioggia, salutando i fedeli dalla jeep bianca e benedicendo i bambini. La catechesi, dedicata a “La Risurrezione di Cristo, risposta alla tristezza dell’essere umano”, si inserisce nel ciclo su “La Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale”.

    Gesù può guarire la tristezza umana

    La tristezza, “malattia del nostro tempo”, segnata da precarietà e mancanza di senso, può essere guarita da Gesù. Lo mostra l’episodio dei discepoli di Emmaus, delusi e smarriti dopo la crocifissione. In loro si manifesta la desolazione di chi ha perso la speranza e torna alla vita di prima.

    Lungo il cammino, Gesù risorto si affianca ai due discepoli, ma loro non lo riconoscono: la tristezza oscura la memoria della promessa. Gesù li ascolta e poi li ammonisce, spiegando attraverso le Scritture che il Messia doveva morire e risorgere. Le sue parole riaccendono la speranza. A tavola, nello spezzare il pane, i loro occhi si aprono: lo riconoscono, ma Lui sparisce. La tristezza si trasforma in gioia, la stanchezza in slancio; corrono a Gerusalemme per annunciare l’incontro.

    La storia ha ancora molto da sperare in bene

    I discepoli comprendono che “il Signore è veramente risorto”: non a parole, ma con il suo corpo, portatore dei segni della passione. È la vittoria concreta della vita sulla morte. Come per Emmaus, anche per noi il Risorto colma il vuoto della tristezza e rinnova la speranza.

    Cristo “testimonia la sconfitta della morte, afferma la vittoria della vita”. Per questo – conclude Leone XIV – “la storia ha ancora molto da sperare in bene”. Riconoscere la Risurrezione significa cambiare sguardo sul mondo, restando “vigili nello stupore della Pasqua di Gesù risorto, che rende possibile l’impossibile”.

    fonte: vaticannews / catt.ch

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