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  • In Norvegia un'arca di Noè delle piante

    È racchiusa in un bunker fra i ghiacci. Sulle isole Svalbard (Norvegia) è nascosta un’enorme cassaforte. Al suo interno, al riparo da possibili guerre e cataclismi, è custodito forse il bene più prezioso per l’umanità: le sementi. Allo Svalbard Global Seed Vault si trovano migliaia di varietà di semi di riso, frumento, mais, patate, mele, sorgo, manioca, fagioli e tanto altro, basilari per l’alimentazione umana. Il progetto della banca del germoplasta è promosso e finanziato dal governo norvegese, ed è sostenuto dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Inaugurata nel 2008, questa arca di Noè delle piante, come è stata soprannominata, non è però un caso isolato. Al mondo esistono circa 1600 banche di sementi a livello nazionale, perlopiù presso università o istituti di ricerca per salvaguardare le varietà di sementi locali e non. Tutte o quasi queste banche si premurano di alimentare tramite depositi regolari la banca internazionale alle Svalbard, che oggi custodisce più di un milione di semi e che ha già dimostrato la sua importanza per la salvaguardia della biodiversità. Di recente infatti ha restituito diversi esemplari di sementi locali ad un centro per la ricerca in Libano, che non ne disponeva più a causa del conflitto siriano. Anche la Svizzera fa parte delle oltre 150 nazioni che si sono impegnate a preservare le piante coltivabili di tutto il mondo. A Changins (canton Vaud), opera Agroscope, il centro di competenza della Confederazione per la ricerca agronomica. Preservare la varietà delle specie vegetali, così da poterla tramandare ai posteri oppure da cui attingere in caso di necessità è sicuramente lodevole oltre che lungimirante, ma questo compito non deve essere lasciato unicamente nelle mani degli scienziati e ricercatori. Anche noi possiamo contribuirvi, diventando ad esempio «salvasemi». In Svizzera più di 4700 varietà di piante da frutto, da orto e da campo, devono la loro sopravvivenza alla Fondazione Pro Specie Rara. Basta avere interesse per il giardinaggio e disporre di un piccolo orto da coltivare. Oppure è possibile produrre le proprie sementi. Per alcune piante, ad esempio pomodori, peperoni o zucchine, è molto facile ottenere i propri semi: basta asciugarli su carta assorbente e conservarli in un luogo fresco e asciutto prima di piantarli. Le sementi così ottenute si possono offrire ad amici e parenti oppure scambiarle ad una giornata di scambio dei semi (organizzate regolarmente nella Svizzera italiana). Un altro importante contributo lo possiamo dare quando facciamo la spesa. Solo in Europa si contano ben 20’000 varietà di mele ed esistono al mondo 4070 varietà di pomodori. Nonostante questo, noi coltiviamo e mangiamo solo pochi tipi. Un buon modo per promuovere la diversità è dunque quello di scegliere frutta e verdura sconosciute della nostra regione o di piantarle nei nostri orti. I coltivatori indipendenti in Svizzera come Zollinger e Sativa offrono una vasta gamma di sementi. Variando il vostro menù, diversifichiamo anche l’agricoltura.

    Cara SECO ti scrivo

    Gli accordi di libero scambio negoziati dalla Svizzera rappresentano una grave minaccia per i sistemi di sementi degli agricoltori. «Sacrificio Quaresimale» e «Pane per tutti» invitano tutti a inviare una lettera alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO), che sta negoziando questi accordi, invitandola a non più esigere che i nostri Paesi partner adottino leggi severe sulla protezione delle varietà vegetali. Tali leggi tutelano gli interessi delle principali aziende semenziere e vietano agli agricoltori di riseminare, scambiare e vendere sementi di specie protette, anche se le hanno prodotte loro stessi. Scrivi anche tu una lettera alla Seco: su (www.vedere-e-agire.ch/sementi) trovi un modello. Perché le sementi e il loro futuro ci riguardano tutti.

    Federica Mauri, Sacrificio Quaresimale

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