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    "La paranoia clericale di chi non ha ancora accettato Francesco"

    Uso le virgolette nella titolazione del mio blog perchè la frase (che condivido) non è mia ma di Luigi Accattoli, il simpatico e competente vaticanista italiano, che interviene sul suo Blog riguardo alle polemiche suscitate dalla vicenda del "comunicato" di mons. Viganò, anziano nunzio in pensione, contro il Papa. Accattoli, fine vaticanista, offre una lettura in quattro fasi della lunga battaglia contro il Papa. Mi permetto di aggiungere un altro punto che fa sempre parte della crociata paranoica di coloro che non hanno ancora accettato - come constata saggiamente Accattoli- l'elezione di Bergoglio: ed è il prossimo Sinodo dedicato ai giovani, che qualcuno non vorrebbe neppure iniziasse, senza rendersi conto, ahilui, che di fatto il processo sinodale è già cominciato da oltre un anno, con la consultazione mondiale online di ragazzi, animatori e giovani di tutti i continenti e con il presinodo di marzo 2018 con delegati giovani da tutto il mondo e 15mila ragazzi in connessione in rete. Purtroppo invece, per queste persone dalla visione molto clericale il Sinodo non è ancora iniziato. Di fatto è probabile che si ritenga con questa chiave di lettura che il "Sinodo" sia solo l'ultima fase, quella di ottobre 2018. Una visione tristemente ben diversa da come Francesco il Sinodo, tanto da ridefinirne proprio in questi giorni mediante un documento la struttura e i contenuti nella direzione di un processo capace di coinvolgere e valorizzare tutti quanti, laici compresi. Ora, per il resto, vi allego il commento che copio e incollo dal blog di Luigi Accattoli, lasciandovi gustare la logica stringente che l'accompagna e soprattutto la lucidà nell'evidenziare le trame di coloro che appunto tramano. Il testo di Accattoli è preceduto da una domanda, visto che il testo è stato usato in un dibattito dello stesso Accattoli con un altro giornalista. Dal Blog di Luigi Accattoli: Caso Viganò. Che ripercussioni potrà avere all’interno e all’esterno della Chiesa la vicenda Viganò? E’ ipotizzabile una risposta chiara da parte della Santa Sede? La risposta ci sarà. Il Papa aveva detto: “Quando sarà passato un po’ di tempo e voi avrete tratto le conclusioni, forse io parlerò”. Poi il 10 settembre il Consiglio dei Cardinali aveva annunciato che la Santa Sede “sta per formulare gli eventuali e necessari chiarimenti”. Considerò il caso Viganò come l’ultima manifestazione della paranoia clericale che accomuna quanti non hanno accettato l’elezione di Francesco e lo combattono cavalcando le questioni del momento: prima la figura papale inedita impersonata da Bergoglio: il Papa del buonasera; poi la questione migratoria: “Il mio Papa è Benedetto”; terza fase quella dottrinale in riferimento alla famiglia: accusato di sette eresie; ora il dramma degli scandali sessuali: il Papa protegge gli abusatori; domani quasi sicuramente la Cina: il Papa che cede ai persecutori. Viganò segna la continuità tra la fase dell’accusa dottrinale e questa dell’alleanza con gli abusatori: lo scorso gennaio era stato tra i firmatari di un documento di censura dottrinale di Amoris laetitia (“Professione di verità sul matrimonio sacramentale”, che ha la data del 31 dicembre 2017). L’ex nunzio rivela una fissazione unilaterale sul tema dell’omosessualità e su quella base muove un’accusa spropositata a una trentina tra cardinali e vescovi, mette sotto accusa tre Papi, tre segretari di Stato, tre sostituti e persino il sostituto entrante – Edgar Peña Parra – che non ha ancora preso servizio; qualifica come inadempienti e inattendibili personaggi come i cardinali Parolin e O’Malley; tratta ancora peggio la Compagnia di Gesù (che ora sarebbe dominata dall’ala deviata). Utilizza conoscenze riservate per muovere guerra e provocare divisione. E’ sotto gli occhi di tutti l’impegno di Francesco per contrastare gli abusi. Le decisioni che ha preso su vescovi e cardinali responsabili di abusi o di coperture degli abusi sono le più severe mai prese da altri Papi. Errori nel condurre il risanamento dallo scandalo degli abusi Francesco ha già ammesso d’averne compiuti e magari ne avrà compiuti anche nella vicenda McCarrick, ma questo basta per considerarlo un complice degli abusanti e per intimargli le dimissioni? “Papa Francesco […] si dimetta” è scritto nell’invettiva di Viganò. Sul fronte degli abusi sessuali, di coscienza e di potere Francesco merita la fiducia di chi osserva gli eventi con equilibrio", questo si legge nel blog di Luigi Accattoli. di Cristina Vonzun

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