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  • Il presidente delle Filippine

    Liberata Marawi, dopo cinque mesi di scontri

    Marawi (AsiaNews/Agenzie) – Il presidente filippino Rodrigo Duterte ha dichiarato ieri che la città meridionale di Marawi è stata liberata dai militanti islamisti che l’hanno assediata per cinque mesi. I vertici militari dichiarano che 20-30 combattenti non si sono tuttavia arresi e detengono ancora circa 20 ostaggi. “Signore e signori, dichiaro che la città di Marawi è liberata dall'influenza dei terroristi. Questo segna l'inizio della riabilitazione”, ha affermato il Presidente durante un discorso alle truppe, tenuto l’indomani dell’uccisione dei leader del gruppo terroristico.

    Isnilon Hapilon, ricercato dagli Stati Uniti ed “emiro” dello Stato islamico (Is) per il sud-est asiatico, e Omarkhayam Maute, sono stati uccisi ieri durante un'operazione mirata. I loro corpi sono stati recuperati e identificati, hanno dichiarato le autorità.

    L'occupazione islamista, durata 148 giorni, rappresenta la più grave crisi di sicurezza per le Filippine negli ultimi anni e solleva il timore che con le sue montagne, giungle e confini porosi, l'isola di Mindanao possa diventare un magnete per i combattenti dell’Is in fuga da Iraq e Siria.

    Più di 1.000 persone, in gran parte ribelli, sono state uccise durante la battaglia mentre il cuore della città, che una volta ospitava 200mila persone, è stato raso al suolo dagli attacchi aerei dell’aviazione filippina. Gli sfollati, dalla città e dalle aree limitrofe, sono circa 400mila. Il segretario alla Difesa Delfin Lorenzana, secondo cui le operazioni a Marawi sono costate 5 miliardi di pesos (95 milioni di euro circa), ha detto che la ricostruzione potrebbe iniziare a gennaio.

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