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  • Pauline Jaricot, fondatrice di Missio

    Pauline Jaricot: a sostegno della missione nel mondo

    «Una preghiera al giorno, una moneta alla settimana»: questo il motto di Pauline Jaricot, la donna che 200 anni fa fondò l'Opera della Propagazione della Fede – oggi chiamata Missio – e che sarà beatificata a Lione domani. Il giornalista di Strada Regina e Chiese in diretta Gioele Anni ha incontrato Erwin Tanner-Tiziani, direttore di Missio Svizzera, durante il viaggio verso Lione promosso per l’occasione da Missio Svizzera.

    «Avevamo da tempo l’intenzione di andare sulle tracce di Pauline Jaricot con l’obiettivo di toccare da vicino la vita concreta di questa donna coraggiosa e innovatrice, di vedere con i nostri occhi dove è vissuta e dove ha maturato la sua fede in Dio», ha sottolineato Erwin Tanner-Tiziani. Un ritorno alle origini che ha anche l’obiettivo di dare nuovo slancio alle missioni. «Missio è un organo che promuove uno scambio tra chiese locali: fede, preghiera e condivisione di beni materiali e non. Per questo sosteniamo nel mondo le Chiese e le Diocesi non ancora finanziariamente indipendenti con progetti pastorali e sociali voluti, creati e portati avanti dalle chiese locali», evidenzia Chiara Gerosa di Missio Svizzera italiana. Pauline Jaricot nasce il 22 luglio 1799 a Lione in una famiglia di ricchi produttori di seta. Dopo un periodo di sofferenza, vive una conversione interiore, che la porta a cambiare radicalmente la propria vita, servendo e aiutando i poveri. Il giorno di Natale del 1816 pronuncia un voto di castità nella cappella di Notre-Dame de Fourvière, mentre a soli diciannove anni organizza una «raccolta fondi» per le missioni, dando vita in questo modo alla prima rete sociale missionaria. Organizzati in gruppi di dieci, cento e mille, i donatori si incontravano per offrire personalmente il proprio denaro e scambiarsi notizie sulle missioni, creando a loro volta altri gruppi. Da qui è stata creata, nel1822, l’Opera della Propagazione della Fede che si espanse in tutta la Francia, in Europa e poi nel mondo intero. La Jaricot decise di restare nubile e di dedicarsi totalmente a Gesù. Cercò delle donne che condividessero i suoi valori e fondò con loro, nel 1832 sulla collina di Saint-Barthélemy, una comunità: «Les filles de Marie». Pauline morì a Lione all’età di 62 anni.

    Nel 2012, a Lione, una bambina di tre anni, Mayline Tran, si soffoca con un pezzo di cibo. Ricoverata in ospedale in gravi condizioni, nel tentativo di salvarla, viene recitata una novena a Pauline Jaricot e Maylin mostra segni di vita. La bimba si riprende. Il 26 maggio 2020, papa Francesco ha autorizzato la pubblicazione del decreto che riconosce il primo miracolo attribuito a Pauline, aprendo la strada alla sua beatificazione, che avverrà domani. Info: pauline-jaricot.ch.

    In ottobre un concorso per le parrocchie

    Il video di 3 minuti «Il mio chiostro è il mondo!» realizzato da Gaëlle May di Lueurs Productions in collaborazione con Missio, invita ad entrare nella vita di P. Jaricot interrogando anche sull’essere testimoni qui e ora. Il video porterà, all’inizio dell’ottobre missionario, ad un concorso nazionale alla ricerca di testimoni. Le parrocchie ticinesi, divise in tre gruppi (due vicariati ognuno) saranno invitate a creare la staffetta più lunga della Svizzera. Nessuna catena di Sant’Antonio, ma staffette di brevissimi video di testimoni del giorno d’oggi che come Pauline, hanno incontrato Gesù, scegliendo di dedicare la loro vita all’azione e alla testimonianza. Ogni parrocchia sarà invitata a presentare una o due persone che raccontino in breve come loro testimoniano l’amore di Dio agli altri e a passare poi il testimone alla prossima parrocchia che dovrà raccogliere la sfida. Questo non solo per vincere, ma soprattutto per riscoprire i numerosi carismi che restano nascosti nelle parrocchie e comunità.

    Katia Guerra

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