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    Svizzera, torna «la birra del vescovo» per i più deboli

    MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA

    TRENTO

    Se solo avesse potuto immaginarlo il microbiologo francese Louis Pasteur l’avrebbe scritto nei suoi «Studi sulla birra». Dalla fermentazione del malto - da lui finalmente spiegata in dettaglio – non si otteneva solo un prodotto spesso fonte di conflitto tra le nazioni (in particolare Francia e Germania), ma anche un’opportunità a favore dei più deboli alla stregua di tante attività caritative che fioriscono nelle comunità.

    Ci ha pensato, più di 150 anni dopo, e questa volta in Svizzera, un religioso Charles Morerod op, pastore dal 2011 della diocesi di Losanna-Ginevra e Friburgo. Per il secondo anno consecutivo viene infatti messa in vendita quella che è conosciuta come «la birra del vescovo».

    Lanciato nella Notte dei Musei di Friburgo della primavera 2015, il primo lotto - a detta degli esperti caratterizzato, da un retrogusto pungente perché aromatizzato con ortica - riecheggiava nel nome l’espressione della benedizione papale «Urbi et orbi»: «Urbi et ortie». Prodotto in numero limitato di bottiglie, aveva riscosso un tale successo da indurre subito una riproposta.

    Solo questione di ore il nuovo lancio, atteso per giovedì 19 maggio, come annuncia il comunicato diocesano che svela anche il nuovo nome del prodotto: «Les 12 épeautres» in riferimento ai 12 apostoli e al farro spelta, l’antico cereale originatosi circa 8 mila anni fa per alterazione naturale del genoma (una biotecnologia ante litteram) di cui è stata ripresa in questi anni la coltivazione in Svizzera, Francia e Germania proprio per la produzione della birra. Un’occasione per ritornare ai prodotti artigianali di un tempo.

    Più che accessibile il prezzo - 5,50 franchi svizzeri per la bottiglia da 0,33 litri e 11 per quella da 0,75 – e il ricavato andrà ancora una volta a favore di attività umanitarie. Se lo scorso anno erano state due organizzazioni svizzere dedite all’accoglienza migranti, quest’anno la scelta è caduta sulla House of Grace di Haifa in Israele, sede di riabilitazione per detenuti senza distinzione di nazionalità o credo religioso, e sul percorso HandiCap&Nature, una comunità di accoglienza disabili nei boschi del Jorat (Cantone di Vaud).

    Di fronte alla birra del vescovo uno potrebbe immaginare un pastore quantomeno con competenze di studi di agraria o scienze forestali: niente di più lontano invece dalla sua formazione che lo vede un fine teologo (specialista di Tommaso d’Aquino, questioni ecumeniche e rapporto con la cultura contemporanea), già rettore dell’Angelicum a Roma, un uomo di un’umiltà disarmante.

    Nato nel 1961 a Riaz, Morerod ha studiato letteratura a Bulle e Friburgo, per poi entrare nell’Ordine di san Domenico a 22 anni. Mentre lavora in una parrocchia di Ginevra consegue il dottorato in teologia con una tesi su Martin Lutero e il cardinale Caetano. Docente di teologia fondamentale, si laurea in filosofia con una tesi sulla natura in Aristotele e Kant.

    A 38 anni viene nominato professore alla Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino, l’Angelicum di Roma, cui associa negli anni una lunga serie di incarichi: docente di teologia fondamentale presso l’Università della Svizzera italiana (1999-2002), membro del Comitato Scientifico del Istituto Paolo VI di Brescia, decano della facoltà di Teologia e preside di Filosofia all’Angelicum, dottorato in filosofia presso l’università cattolica di Tolosa con tesi sul pluralismo religioso. Nel 2007 è visiting professor presso l’Istituto Luis Beato Diego de San Vitores a Guam in Oceania e dal 2008 al 2011 dirige il Programma di Studi Cattolici romani presso l’università di St. Thomas a St. Paul, Minnesota.

    Diversi anche gli incarichi in Vaticano: membro della Commissione cattolico-anglicana (2002-2005), dal 2005 membro della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa dal 2005, nel 2009 partecipa a nome del Vaticano ai seminari dottrinali tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X.

    Nell’aprile 2009 viene nominato da Benedetto XVI segretario generale della Commissione Teologica Internazionale (2009-2014) e consultore della Congregazione per la dottrina della fede. Lo stesso anno, viene proclamato Rettore dell’Angelicum a Roma.

    Due anni dopo è nominato vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo e consacrato l’11 dicembre 2011 dai cardinali Georges Cottier e William Levada. Nonostante un vasto territorio, che su quasi 2 milioni di abitanti registra più di 700 mila cattolici, continua in un impegno per nulla trascurabile.

    Dal 2012 il vescovo Morerod è membro ordinario della Pontificia Accademia di Teologia e membro della Congregazione per l’Educazione Cattolica. Eletto vice presidente della Conferenza episcopale svizzera (2013-2015) e poi presidente nel triennio in corso (2016-2018), è anche responsabile della Commissione di Bioetica. Il 29 marzo 2014 papa Francesco lo nomina membro del Pontificio Consiglio della Cultura.

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