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  • Accoglienza in Ticino: ecco il piano cantonale

    La guerra colpisce i civili che sono costretti a fuggire in vari paesi d’Europa. Secondo le ultime cifre più di 2,5 milioni di persone hanno lasciato l’Ucraina in cerca di un posto sicuro. Anche la Svizzera, Ticino compreso, fa la sua parte per l’accoglienza. Per presentare nel dettaglio il piano di accoglienza cantonale e il punto di affluenza (protezione civile di Cadenazzo dove sono già arrivati una ventina di profughi) questa mattina il Consiglio di Stato ha indetto una conferenza stampa. Presenti il presidente del Governo Manuele Bertoli (Decs) e i consiglieri di Stato Raffaele De Rosa (Dss) e Norman Gobbi (Di).

    Arrivate circa 450 persone
    L’Europa è grande ma l’accoglienza funziona se tutti fanno la propria parte. Il Ticino è impegnato su più fronti: da aiuti concreti con raccolte di fondi importanti, con iniziative spontanee che si cerca di canalizzare in maniera efficace e con l’accoglienza di profughi. Venerdì la Confederazione, lo ricordiamo ha attivato lo statuto di protezione S che prevede un iter amministrativo veloce. Le stime della Segreteria di Stato della Migrazione (Sem) parlano di mille persone che potrebbero arrivare in Svizzera ogni giorno, ovvero circa 40 persone in Ticino. Ad oggi sul nostro territorio si stima che ci siano 200 persone in abitazioni e 250 presso il Centro federale d’asilo (CAF) di Chiasso.

    Tre fasi del piano di accoglienza
    Il Ticino è pronto a fare la sua parte, soprattutto – ha spiegato il direttore del Dss - per garantire la migliore accoglienza e per assicurare sostegno nel periodo di permanenza. Il piano di accoglienza si suddivide in tre fasi e l’obiettivo è favorire un’accoglienza rapida e strutturata ma anche flessibile. “

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