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  • Alex Pedrazzini, da poco scomparso, protagonista di una solidarietà col sorriso

    In questi giorni in tanti hanno reso omaggio ad Alex Pedrazzini, il politico ticinese, già Consigliere di Stato, scomparso lunedì 11 ottobre all’età di 70 anni. Pedrazzini - lo ricordiamo - era stato eletto in Consiglio di Stato, quale esponente del PPD, nel 1991 ed è stato in Governo, alla testa del Dipartimento delle istituzioni, fino al 1999. È rimasto però attivo in politica, a livello comunale a Giubiasco. Nel 2003 è entrato in Gran Consiglio, dove è rimasto per quattro legislature, fino al 2019. Una persona che finita l’attività politica, ha saputo rimanere tra la gente, per diverse iniziative benefiche, di solidarietà, di socializzazione. Attivo sul piano ambientale e dell’integrazione degli stranieri, ha diretto l’associazione Demetra e faceva parte del Consiglio di fondazione di Terres des Hommes. Era membro del comitato di Lepontia cantonale.

    Un ricordo particolare è legato ai pellegrinaggi a Lourdes, dove ha fatto servizio tra tanti altri volontari della Diocesi di Lugano. «È stato brancardier negli anni 1993, 1994, 1996 quando era Consigliere di Stato. Ha svolto il suo servizio di volontariato con uno spirito di semplicità», ci racconta Ivo Pellegrini, per quarant’anni presidente dell’Ospitalità diocesana ticinese. «Ha portato una nota d’allegria nel contatto con i malati e gli altri volontari del pellegrinaggio riuscendo a far sorridere anche le persone più provate». Per la sua carica di Consigliere di Stato, ci assicura Ivo Pellegrini, non ha goduto di trattamenti speciali. Ha svolto per esempio anche turni notturni di servizio ai malati e si è dedicato alla cura delle persone. «Lo ha sempre fatto svolgendo i compiti a lui assegnati senza riserve». Ivo Pellegrini ricorda anche la collegialità semplice di una persona sempre pronta ad aiutare chi si trovava in qualche difficoltà.

    Alessandro Simoneschi, cresciuto politicamente nelle file del movimento giovanile del PPD, è presidente di Lepontia, l’associazione degli ex studenti cattolici, della quale faceva parte anche Alex Pedrazzini. Simoneschi sottolinea: «Ha sicuramente lasciato il segno per il suo modo di ricercare il consenso, mantenendo però ben salde le sue posizioni, non annacquandole. Idee che esprimeva in modo chiaro nel rispetto dell’istituzione, ma anche delle persone e della loro dignità». La sua - continua Simoneschi - era una personalità esuberante e inaspettata, molto creativa, un elemento supplementare di ricchezza che ha portato nell’amicizia sociale, ma anche nella vita politica. «Ha saputo comunicare in maniera diversa e più facilmente comprensibile in una società che stava cambiando. Non aveva paura ad affrontare le difficoltà per fare la cosa giusta». Era conosciuto anche per la sua ironia e autoironia. «In Lepontia è tradizione scegliersi un nome: Alex si faceva chiamare Ollenom, che letto al contrario fa Monello: così era stato soprannominato nel corso della sua attività politica», ci racconta Simoneschi. Importante pure il suo attivismo nella società civile. «Era sempre pronto ad agire in prima persona, allestendo bancarelle, presenziando, per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica su temi importanti, ma non in modo invadente e disturbante». (KG)

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