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  • Un estratto della Bibbia di Borso d’Este

    Alla Biblioteca diocesana di Lugano sarà presentata la copia di una Bibbia tra le più preziose d’Europa

    Borso D’Este (1413-1471), signore di Ferrara, poi duca di Modena e Reggio, e conte di Rovigo, fu uomo di cultura, mecenate di letterati e artisti. A lui si deve la committenza, oltre che di diverse opere d’arte per celebrare la magnificenza della sua Casata, di una Bibbia in due volumi, che è ad oggi uno tra i più bei codici miniati del Rinascimento.

    Poche e rare le riproduzioni di questo manoscritto nel mondo e anche in Europa. Durante i recenti lavori di riordino del suo fondo librario, la Biblioteca diocesana di Lugano ha però scoperto di possedere due importanti copie anastatiche di quest’opera, una delle quali unica in Svizzera.

    Il manoscritto potrà così essere presentato anche al pubblico ticinese il prossimo 14 giugno, durante l’evento Nuovi modi per leggere il Rinascimento. La Bibbia di Borso d’Este dal cartaceo al digitale, alle 18 presso il Collegio Pio XII di Breganzona, attuale sede della Biblioteca. L’evento vedrà la partecipazione di Marina Bernasconi (Università di Losanna) e Martina Bagnoli (Direttrice delle Gallerie Estensi di Modena, dove è posseduto l’originale) e sarà moderato da Luciana Pedroia.

    «Si tratta – ci spiega la prof.ssa Bernasconi – di una Bibbia composta di due volumi per un totale di 600 fogli, che corrispondono a 1200 pagine, interamente miniate su entrambi i lati. È stata allestita tra il 1455 e il 1461 da un unico copista, e miniata da un gruppo di artisti sotto la direzione di Taddeo Crivelli di Ferrara e Franco dei Russi di Mantova. Rappresenta il punto culminante dell’arte della miniatura italiana in epoca rinascimentale, in un momento nel quale già era stata introdotta la stampa a caratteri mobili. L’esistenza di molti documenti d’archivio, tra i quali un diario dei pagamenti, tenuto da Taddeo Crivelli, permette di ricostruirne le modalità di esecuzione, i materiali utilizzati e le persone coinvolte».

    Il lettore viene così invitato a perdersi tra le pagine di questo capolavoro, talmente ricche di particolari che risulta difficile sceglierne uno da commentare: «Personalmente nelle miniature vado sempre alla ricerca di raffigurazioni che mi svelino particolari sulla vita quotidiana dell’epoca: nella raffigurazione di S. Paolo che introduce il testo della Lettera ai Romani, ad esempio, troviamo raffigurato un leggio sul quale sono appoggiati dei libri aperti, che poteva essere ruotato tramite una manovella collocata in alto; tra le pagine di questo tesoro rinascimentale, una interessante testimonianza iconografica di tale tipo di oggetto», ci svela la prof.ssa Bernasconi (vedi foto sopra).

    La Bibbia, prosegue la studiosa, rimaneva anche nel Rinascimento uno dei testi religiosi più importanti e non poteva quindi mancare in una biblioteca principesca. Da quil’impegnodi Borso D’Este per garantirne una riproduzione di alto livello: «All’atto pratico però questa specifica copia non era utilizzata per la lettura, resa tra l’altro difficoltosa dall’uso della scrittura gotica, dalle dimensioni e dal peso non indifferente del volume. Rimane un esemplare di rappresentanza, mentre per la lettura vera e propria si ricorreva a copie di fattura più modesta. Con il suo splendore doveva sottolineare la potenza e il mecenatismo del duca. Basti pensare che si tratta di uno dei manoscritti più costosi mai realizzati».

    L’evento stesso del 14 giugno, organizzato dalla Biblioteca diocesana e che permetterà di consultare una riproduzione delle pagine del manoscritto, è per questo particolarmente importante: «Intendiamo con riproduzione anastatica – come quelle possedute dalla Biblioteca diocesana – la riproduzione a colori, con un apposito procedimento, di un manoscritto per ottenere una copia praticamente identica all’originale. La prima riproduzione anastatica di questa Bibbia risale al 1937, dopo il suo acquisto e la sua donazione allo stato italiano da parte dell’industriale Giovanni Treccani. Questo primo facsimile rappresenta una importante impresa dell’arte grafica italiana. A questa ne seguì una seconda nel 1961, e una terza nel 1997, a colori, a cura della casa di edizione Franco Cosimo Panini in 750 esemplari, accompagnata da due volumi di commento. Le edizioni anastatiche erano e sono tutt’ora a tiratura limitata e molto costose. Ancora oggi vengono conservate nelle sezioni speciali delle biblioteche con i manoscritti e i libri rari, e sono escluse dal prestito».

    Laura Quadri

    Il riordino del fondo librario

    L’evento dell’14 giugno sarà il primo a tenersi nel complesso del Collegio diocesano Pio XII a Breganzona, che da ormai diversi anni è sede della Biblioteca. Una novità – ci spiega Luca Montagner, Bibliotecario responsabile – che va ad aggiungersi al lavoro di riordino dei fondi librari, coordinato nell’ultimo anno e mezzo da una nuova équipe scientifica, istituita proprio per curare e valorizzare il fondo librario della Biblioteca. A questo scopo è intenzione dell’équipe proporre due eventi l’anno, uno nel semestre autunnale e uno in primavera. Per questo autunno si sta organizzando una mostra dedicata ai libri scientifici in collaborazione con la Biblioteca cantonale di Lugano. Il riordino, invece, è giunto alla totale separazione del fondo antico da quello moderno; nei prossimi mesi si tratterà di suddividere per settore quest’ultimo, seguendo la catalogazione che aveva a suo tempo studiato appositamente per la Biblioteca il suo primo Bibliotecario, don Franco Poretti. Tutte le informazioni sull’accesso alla Biblioteca e le possibilità di visitarla sul sito bibliotecadiocesana.ch.

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