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  • Amoris Laetitia, teologo: va accolta e messa in pratica

    Un testo 'indigesto'

    “Di fronte ai nuovi sviluppi c’è sempre chi tenta di sminuire il magistero della Chiesa. Avvenne già per il Concilio, quando si disse che, essendo un evento di natura pastorale, non obbligava i credenti ad accettarne i pronunciamenti. E lo si fa anche oggi con Papa Francesco, quando il suo insegnamento risulta indigesto per il suo stile evangelico, come nel caso dell’Amoris Laetitia”. Mons. Giuseppe Lorizio, ordinario di teologia fondamentale alla Pontificia Università Lateranense, interviene così nel dibattito sul valore magisteriale dell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia di Papa Francesco, pubblicata l’8 aprile scorso.

    Pastorale include il dottrinale

    “Tuttavia va detto e ribadito – spiega il teologo - che se un documento o un concilio hanno natura ‘pastorale’ non è vero che valgano meno di testi o pronunciamenti dottrinali. Il pastorale, infatti, include anche la dottrina. Se la Chiesa ha sentito il bisogno di interrogarsi in due Sinodi e di esprimere il risultato di questo lavoro in un documento firmato dal Papa, è anche perché vuole affermare qualcosa di diverso rispetto a prima”.

    Passi in avanti nella pastorale

    “L’Amoris Laetitia – aggiunge Lorizio – ha esattamente lo stesso valore della Familiaris Consortio di S. Giovanni Paolo II, pubblicata nel 1981, che era anch’essa un’esortazione apostolica. Dal punto di vista dottrinale, il testo di Francesco non fa che riproporre l’idea del matrimonio che ci propone la Rivelazione. Dal punto di vista pastorale, invece, fa dei passi in avanti. Ma, il fatto che accanto alla parola esortazione ci sia il termine ‘apostolica’ ci fa capire che sono documenti del magistero ordinario del Vescovo di Roma e del Sinodo e dunque i credenti, in buona fede, non possono che accoglierli e cercare di metterli in pratica”.

    Niente nuovi dogmi

    “Il magistero infallibile del Papa richiede un pronunciamento ‘ex-cathedra’ di tipo dogmatico e non è certo questo il caso. Ma, d’altra parte, l’Amoris Laetitia va accolta con lo spirito di fiducia che deve caratterizzare qualunque credente nei confronti dei pastori della Chiesa”.

    (Fabio Colagrande)

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