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Mer 28 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Prof. Ernesto Borghi COMMENTO

    Ascoltare per vivere: la Parola di Cristo, un'esperienza alla portata di tutti

    di Ernesto Borghi*

    In questo anno 2026 la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, occasione di dialogo e confronto il cui inizio risale al 1908, si conclude nella giornata in cui si celebra la VII Domenica della Parola di Dio (25 gennaio 2026), istituita nel 2019 da papa Francesco allo scopo di rimarcare, in modo particolare, l’importanza delle Scritture bibliche nella vita di chiunque si dica cristiano. Si tratta di una concomitanza formativamente assai rilevante per motivi vari.

    In entrambi i casi si parte da testi tratti da lettere variamente attribuite a san Paolo: «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati» (Efesini 4,4) è il brano di riferimento per la settimana, «La Parola di Cristo abiti tra voi» (Colossesi 3,16) orienta la riflessione nella Domenica della Parola.

    L’unità tra coloro che si dicono discepoli del Dio di Gesù Cristo si può costruire in un riferimento esistenziale, cioè ad un tempo teorico e pratico, alla centralità della Parola di Dio contenuta nella Bibbia. dalla ricerca scientifica alla divulgazione culturale anche nel senso più pastorale del termine. Si tratta di un cammino che ha già percorso molte tappe, ma che certamente necessita di proseguire ed intensificarsi, anche per trovare vie sempre più efficaci per raggiungere alle generazioni più giovani, che hanno categorie di comprensione e interessi culturali spesso assai diversi anche dalle generazioni subito precedenti, per esempio, nel rapporto tra lettura, ascolto e scrittura.

    Se, come dicono i testi paolini scelti quest’anno, lo Spirito divino è l’amore del Dio di Gesù Cristo per tutti e la Parola di Cristo è l’amore vissuto a favore di qualsiasi essere umano, il comune denominatore a cui prestare grande attenzione è questo: come poter aprire la propria vita a questo valore, dunque alla giustizia nei rapporti con gli altri all’interno delle Chiese cristiane e verso chiunque si incontri nella propria vita. Viviamo, a livello planetario complessivo e in tanti luoghi diversi, una fase storica dominata dall’incertezza e da forme di drammatico egoismo sociale, economico e culturale. Minoranze sempre più piccole decidono dei destini di folle di donne e di uomini, che non riescono più ad incidere nelle grandi scelte che determinano la loro vita.

    Anche nel passato lontano e vicino violenza ed ingiustizia dominavano l’esistenza delle società umane, ma oggi, quando si potrebbe intervenire assai facilmente per mettere mano a tali gravi “storture” tramite una collaborazione fattiva tra le istituzioni, si pensa spesso a tutto fuorché a questo.

    Chiedersi, allora, che cosa è possibile fare per dare speranza alla vita propria e altrui è davvero decisivo. Ogni discepola/o del Dio di Gesù Cristo non può che impegnarsi con determinazione per aprire vie d’amore solidale e quotidiano in ogni direzione possibile, con tutta la creatività di cui è capace, insieme ad altri, quale che sia il loro orientamento spirituale. Nessuno fa nulla di bello e di buono “da solo”: lo si nota sempre di più ad ogni livello. La storia di istituzioni come, per esempio, la Comunità di Lavoro delle Chiese Cristiane nel Ticino e l’Associazione Biblica della Svizzera Italiana si capisce, se si tiene conto di questa logica di interazione umana e culturale, che occorre sviluppare sempre meglio e sempre di più. Questo è l’auspicio dalla giornata del 25 gennaio 2026 a tutte quelle che la seguiranno: far aprire la vita del numero più ampio possibile di persone a scelte che le rendano capaci di un amore quotidiano e solidale, dunque sempre più umane.

    *Coordinatore dell’area Europa del Sud e dell’Ovest Federazione Biblica Cattolica

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