di Laura Quadri
Una giovane ticinese di 21 anni che sceglie la clausura a Claro è una notizia bella ma pure quasi incredibile di questi tempi dove si vorrebbero ragazzi e ragazze di quell’età lontani da chiese e grate. Non è stato e non è così per Daniela Vincenzi, oggi Suor Maria Anselma, di Claro. Nell’incontrarla, il suo primo pensiero è per altri coetanei, i giovani morti a Crans-Montana e ancora feriti, ai quali assicura la propria preghiera, e poi con commozione ritorna all’origine della scelta che l’ha portata a Claro, presso il monastero delle Benedettine, dove oggi professerà i suoi Primi Voti entrando a far parte ufficialmente della comunità di clausura. La celebrazione sarà presieduta alle 15 da mons. de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, nella chiesa del Monastero.
Una vocazione precoce
«Ho sentito la mia vocazione sin dalle Scuole elementari», ci racconta. «Essa ha sempre fatto parte della mia vita e l’ha guidata. Ad esempio, per scegliere quale formazione frequentare dopo le Scuole medie, mi ero posta un’unica condizione: avrei potuto scegliere qualunque scuola, ma sarebbe dovuta durare al massimo tre anni, così da averla terminata entro i 17 anni e a 18 anni poter scegliere di lasciare tutto per Dio». Un ricordo riemerge in particolare dalla memoria: «Essendo cresciuta a Claro e scorgendo tutti i giorni sulla rupe il Monastero, ero da sempre incuriosita dal luogo. Mi capitò però un giorno – frequentavo proprio le Scuole elementari – di incontrare su un bus una Suora di vita attiva. Ricordo di averle chiesto in cosa consistesse la sua vita, quali fossero le sue attività, con molta attesa. Mi rispose di essere Sposa di Cristo e di fare tutto per Lui, orientando a Dio ogni attività. Sono certa, in quel momento, di aver compreso quale strada dovessi a mia volta intraprendere, la mia vocazione: donarmi a Dio. Dall’entusiasmo, rientrata a casa, lo annunciai anche ai miei genitori: «Diventerò una suora!». Sono poi semplicemente rimasta fedele alla risposta data al Signore, ricevendo mano a mano tante piccole conferme. A 15 anni, infine, mi sono avvicinata al Monastero di Claro, contando ogni singolo giorno che mi separava dalla mia scelta».
La vita monastica oggi
Suor Maria Anselma viene da una famiglia numerosa. Pur avendo nel cuore questo forte desiderio, sottolinea, la sua vita «è stata nell’infanzia e nell’adolescenza come quella di tanti altri, tra famiglia, sport, amicizie». Nel tempo è cresciuta in lei la forte consapevolezza del senso della scelta intrapresa e, soprattutto, del valore della vita monastica per l’oggi: «Per ogni persona vi è un piano di amore preparato dall’eternità, affinché ognuno giunga in pienezza a Cristo, Colui che solo può soddisfare il cuore dell’uomo, sempre agitato dal desiderio di felicità. La strada è il Vangelo, è Cristo stesso, “via, verità e vita”, e la vocazione è il modo specifico con cui Dio chiama l’uomo a vivere il messaggio evangelico, nella vita consacrata o nello stato laicale. La vita monastica, in particolare, è nel cuore della Chiesa; così come il cuore pulsa il sangue nel corpo, la vita monastica diffonde la grazia. Credo per questo che l’importanza della vita monastica è e rimarrà sempre invariata, perché non esiste tempo o luogo in cui l’uomo non abbia bisogno di sentire Dio così vicino».
A Claro, entrerà a far parte del Monastero più antico del Ticino, fondato nel 1490. Secondo il carisma benedettino, ci spiega, «mettiamo al centro della nostra quotidianità preghiera e lavoro. La preghiera è un incontro vivo con Dio. Anche se può assumere le forme più varie – adorazione, ringraziamento, lode, supplica, richiesta di perdono – ha sempre alla base il rapporto vivo con Dio, che ci svela sempre di più la verità sui noi stessi».
Accogliere il proprio cammino
Nel suo percorso, ammette, pensando anche a un giovane in ricerca, è stato fondamentale il discernimento: essere accompagnati nel comprendere i desideri del proprio cuore, ma soprattutto saperli accettare: «Di fronte alle grandi domande di senso, è fondamentale essere sinceramente disponibili a Dio, fidandosi della Sua Volontà, dei Suoi mezzi. Bisogna pregare: “Insegnami a fare la Tua volontà” (Sal 142), così da non soffocare la Parola (Mt 13, 3-23). L’augurio è che ciascuno di noi possa lasciarsi totalmente coinvolgere dall’amore infinito di Cristo e dal suo invito: “Se vuoi essere perfetto, vieni e seguimi” (Mt 19, 21)».
La preghiera per la Chiesa
Con lei, domani, è pronta a festeggiare l’intera Chiesa ticinese. È infine alla Chiesa stessa che Suor Maria Anselma guarda con riconoscenza, per averle indicato una strada da perseguire anche nel futuro: «È un grande dono professare i miei Voti il 18 gennaio, primo giorno della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Questa ricorrenza riflette perfettamente ciò che spero per la Chiesa: il dono dell’unità, della comunione nella Chiesa cattolica di tutti i cristiani, nella vera fede e nella carità vicendevole. “Ut unum sint”: affinché siano una cosa sola e il mondo creda” (Gv 17, 21)».
La testimonianza di suor Maria Anselma sarà anche a «Strada Regina», su RSI LA1 alle 18.35, nella puntata del 31 gennaio.