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    Avvento 2020: letture di Bibbia e Corano (2)

    Nel corso di questo periodo di avvicinamento a Natale, periodo che è contrassegnato dall’incertezza preoccupante della pandemia in corso, il biblista ticinese e esperto di religioni abramitiche Renzo Petraglio fornirà, a cadenza settimanale, preziosi stimoli per una riflessione spirituale interreligiosa che permette di guardare nella personale interiorità per costruire una vita sociale più umana e umanizzante. Chi volesse leggere i testi proposti negli anni precedenti, visiti pure il sito www.absi.ch (rubrica: formazione biblica/letture interreligiose). Ecco il secondo scritto di questo Avvento. 

    Accogliere con tutto il cuore il messaggio di Gesù

    di Renzo Petraglio

    Domenica scorsa abbiamo letto due testi che ci hanno presentato Gesù come portatore della Parola di Dio. E durante questa seconda settimana voglio leggere con te, mio amico, amica mia, una pagina del Vangelo di Luca, una pagina che ci invita ad accogliere con tutto il cuore la parola di Gesù.

    A Nazareth, Gesù arriva nella sinagoga. Gli viene consegnato il rotolo del profeta Isaia.

    «17Srotolato il volume, Gesù trovò il passo dove era scritto:

    18“Lo Spirito del Signore è su di me, per questo ha consacrato me con l’unzione.

    Per annunciare la buona notizia ai poveri, per questo ha inviato me,

    per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi il ritorno alla vista

    per inviare in libertà gli irrimediabilmente oppressi,

    19per proclamare un anno di grazia da parte del Signore”.

    20Poi arrotolò il volume, lo consegnò all’inserviente e si sedette; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 Ed egli cominciò a dire loro:

    “Oggi è stata adempiuta, definitivamente, questa Scrittura che è risuonata nelle vostre orecchie[1]”» (Luca 4,17-21).

    Nel Vangelo secondo Luca qui abbiamo il primo discorso di Gesù, un discorso nel quale Gesù riassume e anticipa i temi principali di tutta la sua predicazione. Per presentarsi, Gesù cita due versetti del libro di Isaia (Isaia 61,1-2)[2]. Il testo del profeta menziona innanzitutto l’unzione ricevuta mediante il dono lo Spirito : « Lo Spirito del Signore è su di me, per questo ha consacrato me con l’unzione ». Con queste parole Gesù fa riferimento al dono dello Spirito ricevuto al momento del suo battesimo (Luca 3,21s). Grazie a questo dono dello Spirito, Gesù può compiere la missione che Dio gli ha affidato : annunciare la buona notizia ai poveri, proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi il ritorno alla vista, inviare in libertà gli irrimediabilmente oppressi, proclamare un anno di grazia da parte del Signore[3].

    Dopo aver letto il testo del profeta, Gesù annuncia: «Oggi è stata adempiuta, definitivamente, questa Scrittura che è risuonata nelle vostre orecchie». E in questa frase la parola « oggi » ha un significato che oltrepassa ogni limite temporale : per le persone nella sinagoga la parola « oggi » evoca l’apertura dell’anno di grazia del Signore (v. 19). Ma la stessa parola « oggi » vale anche per i primi lettori del Vangelo di Luca e anche per noi : è «oggi» che si apre l’anno di grazia, l’anno nel quale il Signore ci accoglie, l’anno che noi stiamo vivendo adesso[4]. Per noi è proprio oggi che questa Scrittura si è compiuta, definitivamente, risuonando nelle nostre orecchie. A noi, a ciascuna e a ciascuno di noi, la possibilità di accoglierla con tutto il cuore. Noi dobbiamo dunque evitare di fare come gli abitanti di Nazareth che, dopo aver ascoltato questa parola di Gesù, dapprima l’accolgono stupiti (v. 22) ma, poco dopo, « lo cacciano fuori dalla città e vogliono precipitarlo dal ciglio del monte sul quale la loro città era costruita » (v. 29).

    Questa pagina del Vangelo mi ricorda un verso del Corano, più precisamente della Sura 2. Ecco una traduzione :

    «Noi abbiamo già dato il Libro a Mosè e, sulle sue tracce, abbiamo mandato altri messaggeri. Noi abbiamo dato a Gesù, il figlio di Maria, prove evidenti della sua missione. Noi l’abbiamo confermato con lo Spirito della Santità. Ogni volta che un messaggero vi porta ciò che le vostre anime non desiderano, voi non vi riempite forse di orgoglio trattando alcuni come impostori e uccidendo altri?» (Sura 2, 87)[5].

    Come nella Sura 19,34 e anche in altri undici passi del Corano, qui Gesù è presentato come «Gesù, il figlio di Maria». Ma, rispetto al testo che abbiamo letto la settimana scorsa, in questo versetto Dio aggiunge: «Noi l’abbiamo confermato con lo Spirito della Santità». E qui lo Spirito, «il “rûh” in arabo, è il soffio spirituale che trasmette la vita, è il principio spirituale della vita, lo Spirito divino»[6].

    La seconda parte del versetto coranico insiste sulla reazione degli umani davanti alla persona e al messaggio dei profeti e di Gesù. Nel Vangelo gli abitanti di Nazareth in un primo momento accolgono stupiti Gesù, ma poi vogliono ucciderlo. E nel Corano le reazioni degli umani davanti ai profeti e a Gesù non sono diverse : sono reazioni di « orgoglio », trattano alcuni come impostori e massacrano altri. E ciò «ogni volta che un messaggero vi porta ciò che le vostre anime non desiderano».

    E noi, cara amica, amico mio, che cosa vogliamo fare ? Domandiamo a Dio la forza di accogliere con tutto il cuore la parola e la persona dei profeti e di Gesù del quale noi, tra pochi giorni, celebreremo la nascita. E in questo impegno saremo insieme.

    Il link all'articolo di una settimana fa

    [1] Cf. E. Chiamenti, Luca 4,14-30, in Luca. Nuova traduzione ecumenica commentata, a cura di E. Borghi,  Edizioni Terra Santa, Milano, 2018, p. 78. Si veda anche, più ampiamente, F. Bovon, L’Évangile selon saint Luc (1,1-9,50), Labor et Fides, Genève, 1991, p. 199.

    [2] A questo testo di Isaia 61 (citato seguendo la traduzione greca dell’Antico Testamento), Luca aggiunge una frase di Isaia 58,6: «inviare in libertà gli irrimediabilmente oppressi».

    [3] Nella frase di 61,2 Gesù evita le parole: «annunciare un giorno di condono dei debiti da parte del Signore». Cf. A. Mello, Isaia. Introduzione, traduzione e commento, San Paolo, Cinisello Balsamo (Milano), 2012, p. 411s.

    [4] Cf. E. Chiamenti, Luca 4,14-30, p. 79.

    [5] Questa traduzione è nella linea di quella che si legge nel volume di M. Gloton, Jésus fils de Marie dans le Coran et selon l’enseignement d’Ibn ‘Arabî, Albouraq, Beyrouth, 2006, p. 81. Cf. anche Le Coran. Traduction française et commentaire, par Si Hamza Boubakeur, Maisonneuve & Larose, Paris, 1995, p. 102.

    [6] Così M. Gloton, Jésus fils de Marie dans le Coran, p. 87.

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