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    Caritas Ticino: No a No Billag

    Caritas Ticino produce dal 1994 un’emissione televisiva trattando diversi temi di approfondimento e rubriche legate a temi specifici, in onda settimanalmente su TeleTicino. Questo impegno nell’ambito della comunicazione mediatica ha lo scopo di contribuire alla riflessione sulla persona e sulla società in molte delle sue sfaccettature al fine di comunicare un messaggio di speranza.

    Per conto della Diocesi di Lugano, Caritas Ticino ha inoltre prodotto per 8 anni i servizi dell’emissione televisiva in onda su RSI LA1 “Strada Regina”.

    L’iniziativa popolare federale “Sì all’abolizione del canone” - “No Billag” in votazione il prossimo 4 marzo, -che ha il pregio di aver aperto, tra gli altri, un dibattito sul futuro della televisione pubblica, sull’imparzialità dell’informazione e su aspetti gestionali-, recita nel suo testo all’articolo 93 quanto segue:

    cpv. 4 “La Confederazione non sovvenziona alcuna emittente radiofonica o televisiva. Può remunerare la diffusione di comunicazioni ufficiali urgenti.”

    cpv. 5 “La Confederazione o terzi da essa incaricati non possono riscuotere canoni.”

    Caritas Ticino ritiene che questi capoversi in particolare, tolgono allo Stato la possibilità di poter garantire un’informazione democratica e imparziale, così come d’intervenire per salvaguardarla in caso di violazione.

    Per contro, l’accettazione dell’iniziativa aprirebbe il mercato a imprenditori -che potranno arrivare da ogni dove- e che potrebbero avere tutto l’interesse a diffondere un pensiero ed una qualità del prodotto che non necessariamente rispettino un’informazione plurilaterale, una produzione di qualità e finalizzati al massimo profitto.

    Va invece salvaguardato il servizio pubblico perché può permettere un controllo della qualità e del pensiero fondati sui valori che una società ha sul piano culturale, etico, sociale, religioso e educativo. Anche se i risultati da questo profilo possono essere ritenuti poco esaltanti, e spesso il “servizio pubblico” è carente, il modello attuale è l’unico che può permettere l’ipotesi del miglioramento attraverso un processo democratico.

    Questo è il motivo di fondo, accanto ad altre considerazioni come quella non trascurabile della salvaguardia dei posti di lavoro, per il quale Caritas Ticino invita a respingere in modo netto l’iniziativa “No Billag” il prossimo 4 marzo.”

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