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  • Lo stabile della Facoltà di Teologia di Lugano

    Chiesa cattolica e ambienti digitali, sviluppi e limiti di queste nuove pratiche

    di Adriano Fabris*

    La Chiesa Cattolica ha dimostrato da tempo una grande attenzione per lo sviluppo dei mezzi di comunicazione. Nella sua missione di diffondere il Vangelo a livello globale, essa ha riconosciuto in internet uno strumento di evangelizzazione e, al tempo stesso, un autentico «continente» con una cultura «nativa», che richiedeva una negoziazione per una comunicazione efficace e positiva.
    L’evoluzione verso il Web 2.0, con i social network e i dispositivi mobili come protagonisti, ha costituito una sfida ulteriore: non si trattava più solo di fornire informazioni ai fedeli, ma di inserirsi nelle nuove dinamiche sociali che si stavano sviluppando. Soprattutto si trattava di abitare adeguatamente i nuovi ambienti, senza farsi condizionare dalla loro struttura ma, anzi, utilizzandola per la propria missione. Nei contesti relazionali di oggi, infatti, la distinzione tra online e offline è sempre più sfumata, e ciò suscita domande in una religione, come quella cattolica, in cui la presenza e l’incontro faccia a faccia gioca un ruolo fondamentale. Inoltre, il diffondersi di chatbot (come Chat GPT, nelle sue varie versioni) e più in generale l’applicazione anche all’ambito religioso dell’intelligenza artificiale sta sollevando nuove questioni.
    Tutto ciò, infatti, offre certamente opportunità, ma richiede un corretto discernimento. Si diffondono nella rete chat in cui, facendo uso dell’intelligenza artificiale generativa, avatar di angeli e santi rispondono alle domande dei fedeli: con il rischio di sviluppare nuove forme di superstizione. Ma dopo la pandemia iniziano anche a diffondersi, ad esempio negli Stati Uniti, comunità religiose esclusivamente online, che si fanno anche luoghi di dialogo interreligioso e di condivisione della fede. Non è un caso, proprio tenendo conto di questa situazione in chiaroscuro, che il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace 2024 sarà dedicato al tema: Intelligenze artificiali e Pace.

    Per esplorare in modo critico le prospettive emerse dalla trasformazione dei mezzi di comunicazione e dal digitale, l’Istituto ReTe della Facoltà di Teologia di Lugano (Università della Svizzera Italiana) organizza una seconda giornata di studi focalizzata sulla comunicazione religiosa e gli ambienti digitali.
    L’evento si terrà mercoledì 30 agosto e sarà suddiviso in due parti: al mattino (10.30-13) ci sarà un seminario intitolato «Sviluppi e limiti delle religioni digitali», condotto da Adriano Fabris e da dott. Marco Menon (entrambi della FTL). Questo seminario esaminerà le nuove sfide presentate dal metaverso e dalla trasformazione digitale delle pratiche comunicative religiose, con particolare attenzione al ruolo della Chiesa Cattolica e alla necessità di concepire una vera forma di presenza cristiana negli spazi digitali. Nel pomeriggio (15-19), un panel di esperti discuterà «Le trasformazioni della comunicazione religiosa: stampa, cinema, internet». Parteciperanno tre autorevoli studiosi dei fenomeni comunicativi: Dario E. Viganò (Vice Cancelliere, Pontificia Accademia delle Scienze), Vincenzo Corrado (Direttore, Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana) e Ruggero Eugeni (Professore ordinario di Semiotica dei Media, Università Cattolica di Milano). Durante questo panel verranno esplorate le diverse dimensioni della comunicazione religiosa e dei suoi mezzi di diffusione. La partecipazione al convegno è aperta al pubblico.

    *Direttore Istituto ReTe

    Iscrizioni al numero 058 666 4555, oppure via mail a rete@teologialugano.ch

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