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    COP27: le ONG svizzere chiedono una transizione ecologica equa

    Gli sforzi per abbandonare i combustibili fossili e garantire una transizione rapida ed equa devono essere notevolmente rafforzati per raggiungere l'obiettivo di non superare 1,5°C di riscaldamento, sottolineano le ONG svizzere in occasione dell'apertura della COP 27, (la conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici) che è avvenuta il 6 novembre 2022 in Egitto.
    La coalizione di organizzazioni di ONG di Alliance Sud presente con i suoi rappresentanti a COP27, dal 6 al 18 novembre 2022 in Egitto, chiede che la Svizzera contribuisca a soddisfare ancora meglio le esigenze del Sud globale,.

    Alliance Sud domanda che la delegazione svizzera non solo contribuisca a un programma ambizioso per limitare i cambiamenti climatici, ma si impegni anche a incrementare gli aiuti al Sud del mondo.

    La crisi climatica sta portando a eventi estremi imprevedibili come inondazioni, siccità e tempeste, all'innalzamento del livello del mare e allo scioglimento dei ghiacciai", afferma Delia Berner, esperta di clima di Alliance Sud. "Danni enormi, come quelli subiti dal Pakistan, o l'aumento della fame e della malnutrizione in ampie zone dell'Africa a causa della siccità, dimostrano che la lotta contro il riscaldamento globale è di un'urgenza senza precedenti.

    Allontanarsi dai combustibili fossili

    Gli sforzi per abbandonare i combustibili fossili e garantire una transizione rapida e giusta devono essere intensificati in modo significativo se vogliamo raggiungere l'obiettivo di non superare 1,5°C di riscaldamento.

    "A tal fine, è necessario cogliere l'opportunità di inserire l'eliminazione graduale dei combustibili fossili in strategie settoriali con una chiara tabella di marcia e responsabilità", afferma David Knecht, responsabile del settore Energia e giustizia climatica di Azione Quaresimale, che si recherà in Egitto in qualità di osservatore.

    Finanziamenti insufficienti da parte del Nord del mondo

    La risposta della comunità internazionale alla crisi climatica non può limitarsi a misure ecologiche. La COP27 deve aprire la strada a un maggiore sostegno finanziario verso i Paesi in via di sviluppo, affinché possano dare il loro contributo a un mondo neutrale dal punto di vista climatico e a misure di adattamento urgenti nei loro Paesi.

    La Svizzera deve aumentare il suo sostegno finanziario e impegnarsi per un maggiore coinvolgimento di tutti i principali Paesi inquinanti nei negoziati: "La prosperità che abbiamo raggiunto negli ultimi 200 anni è stata anche a spese dell'ambiente", afferma Sonja Tschirren, specialista di agricoltura climatica ed ecologica di SWISSAID. Per i Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici, la negoziazione del sostegno finanziario per le perdite e i danni è particolarmente cruciale.

    Anche le grandi multinazionali svizzere che contribuiscono in modo significativo al cambiamento climatico devono fare la loro parte, secondo Yvan Maillard Ardenti, responsabile del programma di giustizia climatica dell'HEKS. Le aziende dovrebbero partecipare a un fondo per compensare le perdite e i danni legati al clima.

    L'attuale obiettivo di finanziamento di 100 miliardi di dollari all'anno a partire dal 2020 per le misure di mitigazione e adattamento nei paesi in via di sviluppo ed emergenti non è stato raggiunto e il 71% ha assunto la forma di prestiti rimborsabili, aumentando così il debito dei paesi poveri (cath.ch/com/mp/traduzione e adattamento catt.ch).

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