Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • Santa Ildegarda di Bingen

    Corinne Zaugg e Martin Zogg su Ildegarda di Bingen. Alla FTL la mostra

    Dopo aver sostato a Bellinzona e ad Ascona, la mostra su Ildegarda di Bingen fa ora tappa anche a Lugano, dove rimarrà visitabile, negli spazi della Facoltà di Teologia, fino al 25 novembre.
    A presentare l’esposizione dedicata alla figura della «profetessa del Reno», come viene spesso chiamata alludendo alle sue origini, nella Sala Multiuso della Facoltà, venerdì sera c’erano il medico Martin Zogg, curatore dell’esposizione e la giornalista e presidente dell’Unione Femminile Cattolica Ticinese, Corinne Zaugg.

    Dottor Zogg, lei è medico. Deriva forse da lì la sua passione per Ildegarda?
    «No. La cosiddetta medicina ildegardiana è un campo minato e in qualità di medico non mi sono mai rifatto a questo universo. Il mio essere medico entra invece in gioco dove Ildegarda ci fa vedere la sua visione del rapporto corpo-anima-spirito. Una visione che ha superata l’ostilità nei confronti del “corporeo” che accompagna tutta la storia della Chiesa, da San Paolo a Sant’Agostino e, che per certi versi, dura fino ai nostri giorni».

    Ildegarda, ormai lo sappiamo fu donna poliedrica, dotata di tanti saperi, è stato difficile rendere evidenti questi numerosi aspetti, in un’unica mostra?
    «In questo quadro poliedrico, non tutti i lati sono di uguale importanza. Ildegarda è soprattutto cristiana e monaca benedettina. Qualsiasi ambito delle sue attività, anche la musica, la cosiddetta medicina, il suo lato “politico“, dev’essere visto all’interno del quadro cristiano. Non esistono aspetti laici di Ildegarda: la fede per lei è come l’aria che respira!»

    Dei 36 dottori della Chiesa, solo quattro di essi sono donne: Teresa di Lisieux, Teresa d’Avila, Caterina da Siena e Ildegarda di Bingen. La prima ad essere insignita del titolo di dottorato fu Teresa D’Avila, nel 1970, mentre l’ultima proprio Ildegarda di Bingen, dieci anni fa, a poco meno di mille anni dalla sua nascita. Come si spiega questo lungo lasso di tempo intercorso tra la sua vita e il suo riconoscimento, da parte della Chiesa, Corinne Zaugg?
    «Sicuramente ha a che fare con l’invisibilità che la storia scritta ed agìta per secoli da soli uomini, ha riservato alle donne e alle loro opere».

    Allora, forse la domanda è, come mai il pensiero e l’opera di Ildegarda ci sono giunti?
    «Direi in virtù della sua eccezionalità. Fu decisamente una persona al di fuori e al di sopra del suo tempo e della norma. Si può dire che fu donna del Medioevo ma ebbe la capacità di trascenderlo. Non c’erano (o non ci sono pervenute), per esempio, altre tracce di donne coeve musiciste oltre a lei, mentre il suo libro “Scivas” (“Conosci le vie”), è considerato un capolavoro della letteratura cristiana e uno dei più grandi libri mistici di tutti i tempi. Occorre forse però anche aggiungere che il Medioevo in cui visse non fu un secolo solo “buio”, ma ebbe anche delle luci, tra cui alcune legate proprio al ruolo femminile: ci furono infatti donne che seppero trattare alla pari con re, regine, autorità eclesiastiche e altri detentori di potere (pensiamo a Santa Chiara e più tardi anche a Giovanna D’Arco)».

    News correlate

    Gerardo, storico custode della Facoltà di Teologia di Lugano, passa a beneficio della pensione

    La FTL ha ripercorso con lui in intervista il suo cammino, iniziato con la nascita della Facoltà nella sua prima sede di via Nassa nel 1995. Molti gli aneddoti e le curiosità che hanno caratterizzato questi oltre 30 anni di attività.

    Il Mistero del Natale: la nuova mostra di Agnieszka Balut a Castagnola

    L’esposizione rimarrà aperta fino al 31 dicembre, venerdì, sabato e domenica dalle 16 alle 18. Lo Spazio Cultura dell’Ass. Svizzera Sud Sudan, da anni impegnato nella sensibilizzazione culturale, accoglie così, ancora una volta, un’esposizione che unisce arte, spiritualità e riflessione.

    Di stupore e di gioia: alla Sala San Rocco uno sguardo che cura

    La mostra fotografica Di Stupore e di Gioia a Lugano propone lo stupore come atto silenzioso di resistenza al rumore del presente. Inaugurata sabato 13 si può visitare fino al 21 dicembre. Nell'ambito della mostra vari eventi in programma, tra questi il 17 dicembre alle 18 un incontro curato dalle donne dell'Unione femminile.

    Quale libertà per l’Europa? Rosmini riletto alla luce delle crisi di oggi

    A Lugano, il 12 e 13 dicembre, un convegno internazionale rilegge il pensiero di Antonio Rosmini alla luce delle sfide contemporanee: guerre, crisi della democrazia, tecnologia e libertà. Un’occasione per interrogarsi sul futuro dell’Europa e sui fondamenti civili della libertà.

    Convegno alla FTL. Corecco, lo sguardo oltre l’Europa: perché il Vescovo di Lugano oggi parla al mondo

    Nel 30° anniversario della morte di Eugenio Corecco, la FTL organizza – dal 4 al 6 dicembre – un convegno internazionale sul suo influsso negli USA e nel resto del mondo. Marco Lamanna racconta perché il pensiero del vescovo luganese vive oggi una nuova stagione globale, tra Chiesa, sinodalità e diritto canonico.

    Fondazione Don Guanella: un laboratorio di umanità in mostra

    Inaugurata l'esposizione “Trame di comunità – L’arte come spazio di condivisione" a Riva San Vitale. L'abbiamo visitata.

    News più lette