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    “Democrazia per lo sviluppo”: 200 associazioni ai leader africani ed europei

    “L’Africa ha bisogno di democrazia”. È il messaggio lanciato da una serie di associazioni della società civile africana riunite nella piattaforma “Giriamo pagina per un’alternanza democratica in Africa”, riunitesi ad Abidjan a margine del Vertice tra Unione Africana e Unione Europea svoltosi nella capitale economica della Costa d’Avorio dal 29 al 30 novembre.

    A “Tournons la Page” (questo il suo nome in francese) aderiscono più di 200 associazioni e movimenti civici africani provenienti sette Paesi (Burundi, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo, Camerun, Gabon e Niger) e che ricevono aiuto da associazioni europee. Tra queste vi sono diverse associazioni cattoliche, come Secours catholique français o la Commissione Episcopale Giustizia e Pace della Repubblica del Congo.

    L’emergenza migrazione e la sicurezza di fronte al dilagare del terrorismo in alcune aree africane sono state al centro del vertice Europa-Africa, che si è concluso con la promessa di un "forte impegno" dei leader di entrambi i continenti per bloccare l’immigrazione irregolare e risolvere le emergenze che ne derivano, come il mercato degli schiavi in Libia. A tal fine i leader africani ed europei hanno concordato di “investire sui giovani per un futuro duraturo”.

    Ma per i partecipanti al forum promosso da “Tournons la Page” la promozione di una vera democrazia in Africa è il vero tema sul quale occorre focalizzare l’attenzione.

    Le promosse dei leader politici “possono essere attuate solo attraverso la democrazia e la protezione dei giovani che rischiano la vita perché sono dimenticati dai politici dei loro Paesi” afferma a “La Croix Afrique” Laurent Duarte coordinatore internazionale di “Tournons la page” e membro di Secours catholique. “Se i giovani fuggono dai loro Paesi è perché non hanno di fronte un avvenire politico ed economico stabile. Gli attivisti africani che lottano per la democrazia in numerosi Paesi non sono protetti dai rischi che le loro azioni comportano. Vogliamo formare i nostri 300 operatori perché siano in grado di far fronte alle minacce” dice Duarte. “Il nostro timore è che il Vertice UA-UE si focalizzi sui problemi della migrazione e della sicurezza” afferma Louise Avon, Vice-Presidente nazionale di Secours catholique. “Per noi la pace e la sicurezza per lo sviluppo, che permette ai giovani di rimanere nel loro Paese, passano in primis attraverso la democrazia”.

    L’interruzione dei processi democratici in Stati come il Burundi e la Repubblica Democratica del Congo hanno provocato scontri e tensioni che a loro volta hanno aggravato la situazione economica e provocato la fuga di milioni di persone.

    Agenzia Fides - Abidjan - 2 dicembre 2017 

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