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  • Diocesi di Lugano: una trentina i laici in formazione per accolitato e lettorato

    Sono oltre una trentina i laici – tra i quali anche alcune religiose e tre coppie di sposi – che in Ticino stanno affrontando le tappe della formazione per i ministeri di lettorato e accolitato. Sono persone che accanto al loro lavoro quotidiano e agli impegni di famiglia hanno una frequentazione attiva nella comunità ecclesiale della propria parrocchia. Il vescovo Lazzeri li ha incontrati ieri – e non è la prima volta – per un momento di scambio.

    Una novità nella Chiesa , soprattutto per le donne, da quando papa Francesco nel gennaio 2021 ha pubblicato un documento intitolato «Spiritus Domini» con il quale ha modificato il can. 230 § 1 del Codice di diritto canonico concedendo a tutti i fedeli laici, indistintamente, di poter accedere ai ministeri di lettorato e accolitato. Il lettorato prevede la lettura delle Sacre Scritture durante la messa e la liturgia delle ore, ma anche la preparazione degli altri fedeli all’ascolto e alla comprensione dei testi biblici. Si tratta di un ministero vero e proprio che nel corso dei secoli, fino alla decisione papale del 2021, è stato declinato in modo istituzionale solo al maschile. La novità introdotta dal Papa ha avuto una ripercussione immediata nelle Chiese locali, con il coinvolgimento di non pochi laici che non sono candidati a diaconato e presbiterato e diverse donne.

    Un’esperienza concreta
    In Ticino ci sono due gruppi in formazione. Accanto al lavoro e alle normali occupazioni quotidiane Erik e Maria Boorsma di Losone hanno scelto insieme, marito e moglie, di formarsi per il lettorato. Ingegnere elettronico lui, segretaria d’ufficio lei con responsabilità formative verso gli apprendisti, nel tempo libero guidano un Centro d’ascolto in Diocesi, composto da famiglie: un’esperienza di incontri a gruppi, soprattutto online, con il confronto su testi del Magistero e della Parola di Dio.

    Ma perché, ora, affrontare questa nuova formazione verso il ministero? «Abbiamo colto la proposta come un’ottima occasione per approfondire la liturgia e le Sacre Scritture e poi anche per ufficializzare il servizio che svolgiamo nell’animazione del Centro d’ascolto», rispondono. Di fatto, laici e donne, soprattutto dal Vaticano II in poi, a partire dall’accento posto sulla comune vocazione battesimale, sono impegnate nella pastorale, leggono a Messa e guidano gruppi biblici. Ma come non pochi esperti hanno sottolineato – qualcuno anche dalle pagine di Catholica la novità introdotta dal Papa punta sull’ufficialità, sottolineando l’importanza di un servizio qualificato, ministeriale e quindi stabile e essenziale alla missione della Chiesa, iscritto nella comune vocazione missionaria di tutti i fedeli fondata sul battesimo. E riconosce alle donne un ruolo. «Riceveremo un mandato ufficiale, quindi agiremo in nome della Chiesa e non solo come Erik e Maria», è infatti la considerazione dei diretti interessati.

    Ma come si struttura questa formazione? Dopo 6 mesi di percorso di discernimento e valutazione della strada scelta – che Erik e Maria con altri hanno iniziato a gennaio del 2021 e che implica per ogni candidato il confronto con figure di riferimento: parroco, direttore spirituale, responsabili del cammino, a settembre del 2021– è iniziato il percorso formativo vero e proprio, che se andrà tutto bene si concluderà a gennaio 2023. «Approfondiamo, in particolare, le Sacre Scritture esplorando il contesto in cui questi testi biblici dell’Antico e del Nuovo Testamento sono stati scritti, la cultura del mondo antico e biblico, la storia e la vita delle comunità dove sono maturati». La formazione avviene sia in presenza, un sabato al mese, sia online con una o due serate mensili. Si lavora anche a gruppi, sviluppando dei progetti attorno ad un tema specifico.

    Il ruolo della parrocchia
    E la parrocchia? La scelta di Erik e Maria è stata accolta bene. «C’è una bella collaborazione con il parroco, con altri laici della parrocchia e anche nella nostra Zona Rete pastorale. L’importante è che ognuno rispetti il ruolo dell’altro e che il confronto resti sempre aperto», conclude Maria. Un percorso e una formazione che nella vicina Italia, ad esempio, ha già portato al conferimento del ministero in questa forma a diversi laici, tra i quali molte donne. Per gli interessati alla formazione vedi box.

    Cristina Vonzun

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