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  • Don Carlo Vassalli

    Don Carlo Vassalli, assistente PG: "Un lavoro di squadra per accompagnare i giovani"

    di Cristina Vonzun

    «Le notizie di cronaca di agosto ci hanno resi più vulnerabili e fatto comprendere ancora una volta che non possiamo restare soli. Il male trova proprio terreno fertile nella solitudine che uno si crea dentro di sé. È un discorso generale e che può essere applicato a tutti noi», ci dice don Carlo Vassalli, vicario a Gordola e assistente di Pastorale giovanile (PG), riconfermato insieme alla coordinatrice laica Valentina Anzini in questo ruolo dal vescovo Alain dopo i recenti fatti di cronaca con l’arresto di un prete responsabile di questo servizio. Questa riconferma congiunta «fa capire come sia importante una sinodalità concreta, un sostegno, un confronto tra persone che possono aiutarci a non “perderci”. È la forza di un tandem autentico, completato con un team di giovani impegnati in diverse realtà!», esclama don Carlo.

    Don Vassalli, alla luce dei fatti di cronaca di agosto, quali giovani avete ritrovato a settembre?

    I giovani che incontriamo sono giovani in ricerca, giovani che hanno voglia di mettersi in gioco malgrado quanto successo nel recente o meno recente passato. Sono giovani che vanno oltre il giudizio popolare della vicenda e s’interrogano nel profondo. Certo, in loro c’è forte la richiesta di coerenza da parte della Chiesa.

    Più in generale, a quali giovani vi rivolgete?

    Non abbiamo una tipologia di ragazzi. La Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, dello scorso anno, ci ha fatto capire sempre più che siamo chiamati a restare accoglienti, sulla soglia del cuore dei giovani e che siamo chiamati ad avere quella «santa pazienza» che è di Dio e che rispetta il cammino di tutti. I giovani cercano prima di tutto relazioni vere, di fiducia; amicizie che vanno oltre all’incontro saltuario o superficiale.

    Che spazio ha nei giovani la domanda su Dio?

    Dio è presente nella vita di ogni giovane. Chi si pone tante domande, chi vive con una certezza di fondo, chi è in ricerca o scettico. Quello che vediamo è che s’incontra più Dio nei momenti difficili e nel confronto con la debolezza. Mi ricordo una frase di don Sandro Vitalini che parlava di un Dio non onnipotente, ma «omnidebole ». Un Dio che si lascia incontrare! Quando siamo vulnerabili, umili, all’ascolto siamo forse più attenti a quello che ci suggerisce lo Spirito.

    I Media hanno recentemente presentato lo studio nazionale comportamentale «Health Behaviour in School-Aged Children» condotto nel 2022 tra adolescenti in età scolare dagli 11 ai 15 anni. Vi si registra un peggioramento della salute psichica, da cui un aumento di dipendenze, anche di social. Lei cosa ne pensa?

    Il discorso è molto più ampio e ha avuto un grande risalto con la pandemia, come se fosse una sorta di «effetto collaterale». Tra la tanta resilienza, tra i canti dai balconi e le grandi iniziative online e non solo, ci siamo trovati nella solitudine. Come detto prima, una solitudine dell’umano che fa fatica pure a chiedere aiuto. Questo non lo vediamo solo tra i ragazzi, ma è un qualcosa che si tocca – purtroppo – nella quotidianità della società. I più giovani non hanno tutti gli strumenti per ripartire, per mettersi in cammino, per reagire.

    C’è relazione – a suo modo di vedere – tra il peggioramento psichico e l’aumento di mancanza di un orizzonte di fede?

    Secondo me, questo peggioramento psichico non può essere staccato da quello spirituale in generale. Stiamo riflettendo da alcuni anni proprio su questo passo pre-cristiano che dobbiamo prenderci a cura anche come società. Far riscoprire ai giovani che non esiste solo il materiale e l’online, ma pure un immateriale fondamentale, una spiritualità che abita l’umano. Ricordiamo le parole di Antoine de Saint-Exupéry: «L’essenziale è invisibile agli occhi».

    Il programma della Pastorale giovanile

    Il calendario di Pastorale giovanile (PG) è stato realizzato in modo sinodale, fin dalla scorsa primavera, con i giovani impegnati nei Gruppi di Lavoro della PG. Al centro ci sono 4 grandi contenitori. «Prima di tutto vogliamo mettere al centro la preghiera. Siamo nell’anno dedicato alla preghiera in preparazione al Giubileo. Due volte al mese ci troveremo a Bellinzona, nella piccola chiesa di San Rocco per vivere un’oretta di adorazione eucaristica. Siateci, cercate di riservare una data al mese per vivere nella preghiera un cammino condiviso», invita l’assistente di PG don Carlo Vassalli.

    La prima proposta del secondo «contenitore» è costituita da una serie di incontri per giovanissimi (14- 17 anni) e giovani (+18 anni) sul territorio. «Li abbiamo semplicemente chiamati “INSIEME”. Piccoli passi per fare i grandi passi tra i “grandi eventi” che sono il terzo contenitore. Gli eventi sono aperti a tutti i giovanissimi e giovani, appuntamenti tradizionali e non solo, come alcune esperienze residenziali che si fanno largo tra i diversi mesi di cammino». Il quarto «contenitore» è quello estivo. C’è l’importante data di presentazione dei GREST, un evento che dovrebbe essere la sintesi di tutti i GREST, queste colonie diurne e residenziali che si svolgono grazie alle parrocchie, agli oratori e ai volontari sul territorio. «Svolgono un grande ruolo educativo e come PG vogliamo semplicemente essere presenti, dare supporto, una mano, favorire una rete perché sul territorio si possa vivere quest’esperienza al meglio», conclude don Carlo.

    Sotto il cappello estivo c’è anche il Giubileo dei giovani a Roma, un appuntamento che fa eco alla GMG internazionale, senza dimenticare la GMG nazionale che si svolgerà tra il 2 e il 4 maggio 2025 a Lugano. Infine, ricordiamo che il primo appuntamento rivolto ai giovanissimi (dalla IV media ai 17 anni e ai giovani dai 18 anni) è previsto sabato 28 settembre alle 19 presso la comunità Shalom al Centro San Maurizio di Bioggio.

    Per informazioni: www.pastoralegiovanile.ch.

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