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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Don Carlo Quadri

    È deceduto don Carlo Quadri

    È deceduto nella domenica dedicata al Battesimo di Gesù il presbitero Don Carlo Quadri. Come i Magi, seguendo la stella è giunto pure lui vicino al Signore, offrendogli l’oro della sua bontà, l’incenso della sua preghiera, la mirra della semplicità che tanto ha illuminato e arricchito il suo generoso cammino terreno.

    Attinente di Tesserete nacque il 22 luglio 1931 e respirò fin da piccolo l’aria del Seminario, portata in casa dal fratello Alberto, maggiore di lui di ben 13 anni e ordinato presbitero il 7 giugno 1941.

    L’esempio del fratello e le sue salite da ragazzino al convento del Bigorio quale chierichetto fecero germogliare nel suo cuore la vocazione al Sacerdozio, peraltro appoggiata da un ambiente famigliare sereno e generoso. Entrava così nel Seminario San Carlo di Lugano-Besso, per percorrere, con impegno e senza difficoltà alcuna, i canonici anni di ginnasio, liceo e teologia, arricchendo in seguito la sua formazione a Roma, dove conseguì la licenza in teologia dogmatica. Ordinato sacerdote l’11 aprile 1955 a Caslano, dove il fratello Don Alberto era parroco, iniziò il suo ministero quale vicario nella parrocchia di Quinto, comprensiva di Ambrì e dei piccoli villaggi in alto, come Lurengo, Catto, Altanca. Raccontava, sorridendo, di essere finito nell’alta neve di un prato, mentre in pieno inverno scendeva in bicicletta verso Quinto dopo aver celebrato la Santa Messa nelle frazioni sopra Quinto. In quegli anni seguiva pure con simpatia le vicende dell’Ambrì, che allora contava peraltro dei validissimi vallerani fra le sue fila, di cui alcuni suoi parrocchiani.

    Lasciata dopo due anni la Leventina approdava dapprima a Bidogno, respirando così l’aria famigliare della sua nativa Capriasca, passando quindi nella comunità di San Nicolao a Besso e successivamente, nel 1963, a Lamone, quale vicario di Don Sarinelli, alla cui morte gli succedeva quale prevosto nel 1967. Viveva in quella parrocchia, comprensiva di Cadempino, una feconda e generosa stagione pastorale, stimato e benvoluto dalla sua gente che seguiva con grande dedizione, riservando un’attenzione particolare alle nuove generazioni, ad anziani e malati, agli emigranti e alla locale sezione scout.

    Nel frattempo gli venivano pure affidati incarichi a livello diocesano, quale presidente per un breve periodo della Commissione diocesana di musica sacra e giudice del tribunale ecclesiastico, unitamente al compito di Vicario foraneo del Malcantone e Vedeggio, che guidò dal 1983 al 2000. Per brevi periodi ebbe pure la cura di Gravesano, Vezia, Arosio, Vezio e Mugena temporaneamente rimaste senza parroco. Conseguiva inoltre in quegli anni il diploma cantonale in biblioteconomia.

    Nell’agosto del 2000 il Vescovo Giuseppe Torti lo chiamava a Lugano, affidandogli, quale successore del compianto Mons. Giuseppe Bonanomi, gli impegnativi uffici di Cancelliere vescovile e di Economo diocesano, nominandolo inoltre Canonico del Capitolo della Cattedrale.

    Tanto semplice quanto sapiente e buono veniva accolto e seguito in Curia con stima e  simpatia. In quegli anni celebrava ogni mattina la Santa Messa in Cattedrale, mentre alla domenica era disponibile per supplenze e per la celebrazione della cresima in qualche parrocchia quale delegato vescovile. Entrava inoltre nella Commissione diocesana di Musica sacra, nel Consiglio della Fondazione Molo e nella Redazione della Rivista diocesana, confermato sempre nei diversi compiti dai Vescovi Pier Giacomo e Valerio.

    Di elevato spessore culturale, era particolarmente dotato nell’ambito musicale. Attento conoscitore della musica classica, seguiva regolarmente a Lugano i concerti che venivano proposti e si concedeva spazi quasi quotidiani al pianoforte, dove con famigliarità e competenza percorreva la tastiera, ricavandone le musiche a lui più care.

    Nel settembre 2014 lasciava il servizio in Curia, rimanendo a Lugano ospitato nel palazzo vescovile e servendo la parrocchia della Cattedrale e quale confessore la Comunità religiosa della Casa Santa Brigida.

    Successivamente si trasferiva dapprima alla Casa San Filippo Neri di Sonvico e in seguito, con il progressivo aggravarsi delle sue condizioni di salute, alla Casa Santa Maria di Savosa, percorrendo l’ultimo tratto del suo generoso cammino terreno.

    I suoi funerali saranno celebrati nella chiesa di Santo Stefano a Tesserete mercoledì 10 gennaio 2024 alle ore 10.00. Seguirà la sepoltura nel vicino cimitero dove già riposano i suoi genitori e suo fratello Don Alberto.

    Gianni Ballabio

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