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  • La ticinese Tiziana Conti. © Jacques Berset

    Festival di Friborgo: la giuria ecumenica ponte tra Chiesa e cinema

    Tiziana Conti e Denise F. Spörri-Müller per la prima volta partecipano nella giuria ecumenica del Festival Internazionale del Film di Friborgo (FIFF), in corso dal 15 al 23 marzo. Le due amanti del cinema sperano di portare il loro tocco “cristiano” alla rassegna internazionale.

    La ticinese Tiziana Conti, nata a Lugano, rappresenta all’interno della giuria l’organizzazione cattolica Sacrificio Quaresimale e quella protestante Pane per tutti. Originaria di Friborgo, Denise F. Spörri-Müller è invece delegata per INTERFILM, una organizzazione internazionale fondata nel 1955 per i protestanti tedeschi, francesi, olandesi e svizzeri impegnati nella critica cinematografica. Ma conosciamole meglio…

    Nel 2013, Tiziana è stata membro della giuria ecumenica al Festival di Cannes. A quel tempo lavorava per Médias-Pro, un servizio di media attivo sotto il nome delle Chiese riformate della Svizzera romanda. Tiziana ha anche lavorato per il Festival del cinema di Nyon.

    “Sono ecumenica, figlia di un padre cattolico e di una madre protestante – ha confidato la giovane donna al portale francese di catt.ch – mi definisco cristiana”. E la passione per il cinema da dove è nata? “Cinema è stato il mio primo studio all’Università di Losanna, oltre la letteratura inglese e americana e la psicologia. Ho poi conseguito un master in ‘Storia ed estetica del cinema’. Spesso partecipo ai Festival, specialmente quello di Locarno, decisamente uno dei migliori!”.

    Qual è lo scopo della giuria ecumenica al Festival di Friborgo? “È quello di portare uno sguardo cristiano ai film da noi analizzati, che sono pellicole non ancora viste dalla critica del Festival; in questo modo la nostra analisi e le nostre proposte arrivano agli altri senza pregiudizi. Non veniamo a Friborgo per impartire lezioni di morale, ma anzi per visionare i film che sollevano interessanti tematiche attuali”.

    Valori di apertura e solidarietà

    “Il nostro sguardo vuole essere incentrato in particolare sui valori che difendono le nostre due organizzazioni di sviluppo, Sacrificio Quaresimale e Pane per tutti. Il premio di 5000 franchi, da noi messo in palio, verrà assegnato al realizzatore o alla realizzatrice del film che meglio riflette i valori sui quali si fondano queste due organizzazioni che da anni appoggiano la lotta delle popolazioni povere dei Paesi d’Asia, Africa e dell’America latina”.

    [caption id="attachment_34928" align="alignnone" width="600"] Denise-Spörri-Müller. © Jacques Berset[/caption]

    Psicoterapeuta, con una formazione all’Università di Ginevra e Zurigo, Denise F. Spörri-Müller ha praticato in uno studio di psicoterapia a Berna per più di quindici anni. È cresciuta a San Gallo, all’interno di un centro protestante: “Ho ricevuto la prima Bibbia a 7 anni” racconta Denise. Figlia di un medico, è vissuta in una famiglia molto acculturata, amante delle arti e della musica.

    Estetica, spiritualità, senso della vita

    “Il cinema mi ha sempre appassionata: in esso ho trovato qualcosa che mi permettesse di evadere piacevolmente dalla quotidianità, di scoprire l’estetica, la spiritualità, il senso della vita”. Denise partecipa al Festival di Bienne, di Locarno e di Lübeck; nel 2016 è membro della giuria del Prix Farel, il Festival internazionale dei film a tematica religiosa, a Neuchâtel. Per Denise, il cinema è un mezzo che permette la diffusione di un messaggio metaforico e dona la possibilità a ciascuno di identificarsi attraverso queste immagini.

    “I film che ricevono un premio dalla Giuria ecumenica sono di alta qualità artistica ed estetica. In essi viene messa in scena un’attitudine umana che corrisponde ai valori del Vangelo o che stimola questi valori. I film hanno il compito di sensibilizzare gli spettatori e quindi i loro valori spirituali, sociali ed estetici”. Secondo Denise, quindi, le pellicole cinematografiche devono portare qualcosa allo spettatore, per farlo riflettere all’interno di una dimensione etica ed estetica. “Un buon film deve far riflettere, come un quadro di un artista”.

    Articolo tradotto da catt.ch

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