Prima di concludere l’udienza generale (dove il pontefice ha continuato la riflessione sul tema della vecchiaia proponendo l'esempio di Mosè), il Papa dedica qualche minuto al ricordo delle vittime della guerra in Ucraina. Definisce notizie di morte quelle che giungono sulle persone sfollate o su quelle che fuggono, sui morti, sui feriti e i tanti soldati caduti da una parte e dall’altra.
Chiediamo al Signore della vita che ci liberi da questa morte della guerra: con la guerra tutto si perde, tutto. Non c’è vittoria in una guerra: tutto è sconfitto. Che il Signore invii il suo Spirito perché ci faccia capire che la guerra è una sconfitta dell’umanità, che abbiamo bisogno di sconfiggere, tutti, facendo la guerra, che è un bisogno che ci distrugge, e ci liberi da questo bisogno di autodistruzione.
Fare delle armi strumenti per la pace
Francesco esorta anche a pregare “perché i governanti capiscano che comprare armi e fare armi non è la soluzione del problema”, che “la soluzione è lavorare insieme per la pace e, come dice la bibbia, fare delle armi strumenti per la pace”.
L’invito ai fedeli ad unirsi alla preghiera del 25 marzo
Al Cuore Immacolato di Maria, Francesco consacrerà l’Ucraina e la Russia, mentre a Fatima, per suo volere, farà lo stesso il suo elemosiniere, il cardinale Konrad Krajewski. L’auspicio del Papa è che l’atto di consacrazione dei popoli al Cuore Immacolato di Maria “porti la pace al mondo intero”. Salutando, poi, i pellegrini di lingua portoghese, Francesco invita ad unirsi a lui e ai vescovi alla preghiera del 25 marzo, per chiedere “fiduciosamente al Signore, per intercessione della Madonna di Fatima, il dono della pace”.
Qui la preghiera integrale del Papa per la consacrazione della Russia e dell’Ucraina a Maria
vaticannews/red