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  • I podcast di don Carlo De Marchi. L’essenza della vita: pregare e sorridere

    Il suo percorso inizia, tra gli anni Novanta e Duemila, nella cooperazione allo sviluppo, attraverso un’associazione internazionale che lo porta a lavorare in svariati Paesi del mondo e, in particolare, in America Latina. Oggi, a distanza di anni, la sua missione è ancora un’altra: parlare e far capire alla gente l’importanza di coltivare, anche da uomini e donne di fede, valori come il buon umore, l’allegria, la spensieratezza e la gioia di vivere, nella convinzione che non ci sia cristianesimo autentico né evangelizzazione senza un sorriso sulle labbra. Insistendo, in particolare, su un punto: la felicità vera deriva dall’aver capito che non è mai troppo tardi o impensabile - anche in una quotidianità frenetica ritmata da doveri e adempienze - prendersi cinque minuti per pregare. Così don Carlo De Marchi - nato a Milano nel 1972 e oggi vicario segretario dell’Opus Dei per l’Italia - ha reinterpretato la sua missione, rendendosi conto di quanto l’uomo d’oggi, sempre indaffarato, abbia bisogno di questi insegnamenti. Soprattutto, ha bisogno di ascoltarli spesso, di interiorizzarli, di meditarli. Da qui la fortuna dei suoi podcast, diffusi su internet, e la particolarità del loro stesso titolo: «Meditazioni in tangenziale».

    «Oggi la gente non ha meno bisogno di pregare e meditare; semplicemente, è sempre di corsa», ci racconta. «Da qui l’idea di produrre una serie di catechesi e riflessioni da poter ascoltare in qualsiasi momento, persino - perché no - quando ci si trova nel mezzo di un ingorgo in auto». L’ultimo libro di don Carlo - «Fammi innamorare della mia vita. Meditazioni per gente sempre di corsa» - che nasce dopo la fortunata esperienza dei podcast - riprende questa idea. E porta sulla copertina il fotogramma di un vecchio film in cui il protagonista, recitato dall’attore Harold Lloyd resta appeso alle lancette di un orologio di un grattacielo. Un’immagine consona a esprimere il contenuto del volume: l’idea che il tempo, oltre a sfuggirci di mano, perché a volte gestito male, in qualche modo ci «intrappoli». «Mi piace ripetere che il meglio è nemico del bene: l’obiettivo di fare le cose perfette, impedisce semplicemente di cominciare. Credo dovremmo invece abituarci a pensare alla preghiera anche nei momenti che sembrano meno adatti, senza aspettare di trovarci nel luogo perfetto per farlo». Il titolo, in particolare, riprendere le parole di papa Francesco ai giovani: «innamoratevi della vita». «Ho voluto intitolare così il mio libro per sottolineare che anche in mezzo a tante incombenze, difetti, cose che possono andare storto, nella vita di ciascuno, e anche in ogni giornata, c’è una bellezza che emerge. Lo chiamo il ‘‘ragionamento dell’innamorato” : quella luce negli occhi che ti fa scorgere la bellezza anche dove apparentemente non si vede. La bellezza consiste in quei doni che riceviamo gratuitamente dal prossimo e dalla vita ogni giorno. Essere santi è proprio questo: vedere che c’è della bontà nella nostra vita e anche in quella degli altri. Da qui un motivo valido per sorridere. Come diceva S. Josemaria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei nel suo libro Cammino: che la tua vita non sia sterile; sii utile, lascia una traccia. Ovvero: sii te stesso nel modo migliore, fiorisci!». Qui trovi le meditazioni di don Carlo.

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