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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • Mons. Charles Morerod, presidente dei vescovi svizzeri.

    I vescovi svizzeri: "Francesco, una semplicità che tocca ogni cuore"

    I membri della Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS) appresa la notizia della morte del Papa hanno diffuso un messaggio, “riconoscenti per il dono della sua vita alla Chiesa”.

    Mons. Charles Morerod, presidente della CVS, ricorda il suo primo incontro con Papa Francesco: “Fin dal mio primo incontro con il Papa (in un corridoio), sono rimasto colpito dalla semplicità dei rapporti. Tutto il suo pontificato ha confermato questo atteggiamento. Era proprio il modo in cui Gesù incontrava le persone…”.

    Nel messaggio i presuli ricordano che “Papa Francesco ha posto l’accento sulla semplicità. Ha enfatizzato la rottura con uno stile di corte, iniziata negli anni ’60. Al momento della sua elezione, nel 2013, ha semplicemente chiesto ai fedeli di pregare per lui. I suoi discorsi improvvisati, frutto della sua formazione gesuita, hanno spesso provocato reazioni di sorpresa: ha fatto riflettere a partire da domande, coinvolgendo la responsabilità degli interlocutori nella comprensione di situazioni particolari”.

    Inoltre, “ha insistito sulla necessità di andare verso gli altri, in particolare i più fragili: divorziati risposati, migranti, esclusi dalla società… Si è anche rivolto con benevolenza alle altre religioni. È stato in grado di creare legami, ad esempio mostrando la dimensione spirituale dell’ecologia. Ciò è stato accompagnato da domande ai suoi stretti collaboratori della Curia romana, della quale ha avviato una riforma che ha permesso un livello senza precedenti di responsabilità per i laici, donne e uomini”.

    Un ricordo particolare viene riservato alla visita in Svizzera del Pontefice nel giugno 2018, durante la quale il Papa “ha mostrato la grande importanza che egli attribuisce all’ecumenismo. Infatti, nell’omelia della Messa di chiusura al Palexpo di Ginevra, Papa Francesco ha ricordato che il perdono è il più grande dono di Dio, in quanto rinnova e fa miracoli”.

    In conclusione tornando sul nome scelto di Francesco i presuli svizzeri sottolineano che “il suo carisma naturale era quindi davvero legato a quello di San Francesco d’Assisi, di cui ha assunto il patrocinio: appassionato di Dio, è stato conquistato da Cristo e questo gli ha permesso di mantenere relazioni semplicemente fraterne”.

    fonte: CVS/red

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