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  • Il Metropolita Hilarion

    Il metropolita Hilarion a marzo sarebbe stato bloccato all'entrata in Svizzera

    La notizia arriva dai colleghi di kath.ch che riportano di fatti accaduti a fine marzo 2022 ma resi noti da una fonte (vedi sotto) solo in questi giorni. Hilarion (Alfeyev), metropolita di Volokolamsk - fino ad alcuni mesi fa “ministro” delle Relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa, ora relegato dal Santo Sinodo russo in Ungheria - aveva appuntamento con l'arcivescovo cattolico di Vilnius in Svizzera, mons. Gintaras Grušas, attualmente presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee (CCEE), la cui sede è a San Gallo (CH). A quell'incontro, tuttavia, Hilarion non ha potuto partecipare, fa sapere il portale cattolico kath.ch, in quanto il metropolita sarebbe stato fermato all'aeroporto di Ginevra. Nel dare la notizia, kath.ch parla di una rivelazione “esplosiva”.

    Del caso tratta l'esperta di ecumenismo Barbara Hallensleben dell’Università di Friburgo (Svizzera) in un suo recente saggio pubblicato per la Herder-Korrespondenz: a circa un mese dall’inizio della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, il cinquantaseienne Hilarion - allora ancora a tutti gli effetti il braccio destro del metropolita Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, il quale non fa mistero del suo appoggio alla guerra di Vladimir Putin - aveva in agenda un incontro con il Presidente del CCEE. L’incontro “si è concluso il 28 marzo 2022 all'aeroporto di Ginevra, dove il metropolita Hilarion è stato espulso come un migrante illegale perché un Paese europeo - a sua insaputa - aveva bloccato il suo visto Schengen", si legge nel testo a firma di Barbara Hallensleben.

    Hilarion, al momento dei fatti, non era presente nelle liste di sanzioni dell'Unione europea (UE), e non lo era neanche il suo superiore, il patriarca Kirill. Ancora oggi né l’uno, né l’altro figurano su tali liste (ai primi di giugno l’UE aveva inserito Kirill nel sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, ma su pressioni del premier ungherese Viktor Orbán, il nome è stato cancellato dalle liste).
    Kath.ch spiega: “Solo Lituania, Gran Bretagna e Canada hanno imposto ufficialmente sanzioni a Kirill, data la sua stretta vicinanza a Putin”, e riporta la risposta di una portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), che non ha voluto né confermare, né smentire il blocco dell'ingresso di Hilarion in Svizzera. Invece, la portavoce avrebbe fatto riferimento al Regolamento di Schengen, secondo il quale un singolo Paese può rifiutare l'ingresso a una persona, e dunque "tutti gli Stati membri sono tenuti ad attuare questa misura e a rifiutare l'ingresso nello spazio Schengen alla persona segnalata". Non è chiaro quale Paese dell'UE abbia inserito Hilarion nella lista rossa. Barbara Hallensleben non fornisce alcuna prova nella sua documentazione, e non ha voluto rivelare a kath.ch la fonte della sua affermazione.

    "Uno Stato Schengen ha la possibilità di inserire una cosiddetta segnalazione nel sistema, che di solito porta al rifiuto del visto - ha affermato l'avvocato Jonas Bornemann dell'Università di Costanza, interpellato da kath.ch. -. In questo caso, la Svizzera può comunque rilasciare un visto valido solo per la Svizzera. Tuttavia, questo è a discrezione delle autorità svizzere".
    Hilarion avrebbe quindi potuto recarsi presso qualsiasi rappresentanza elvetica all'estero per richiedere un visto territorialmente limitato per l'ingresso in Svizzera, la quale previa "ponderazione degli interessi pubblici e privati", avrebbe potuto concedere un visto per l'ingresso nella Confederazione. Non è chiaro perché il CCEE non si sia avvalso di questa disposizione: avrebbe potuto rivolgersi alle autorità svizzere e richiedere un visto per la visita di Hilarion. Anche qui, kath.ch non ha ottenuto risposta alla domanda rivolta al CCEE.

    fonte: kath.ch/voceevangelica.ch

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