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    Il mondo indigeno e migrante nel periodico delle Scalabriniane di Soletta

    È una finestra sul mondo il periodico edito dalle missionarie secolari scalabriniane, donne consacrate chiamate a condividere l'esodo dei migranti, che operano anche in Svizzera, con un Centro a Solothurn. Le Scalabriniane ricordiamo che hanno anche un blog, nel nostro sito. Il loro sguardo sulla realtà arriva dai centri che queste donne missionarie hanno in tanti angoli del mondo. È così anche nell'ultimo numero, "natalizio" del loro periodico, che ci porta a scoprire un progetto di condivisione in Vietnam dove le missionarie che vivono lì, dalla metà di ottobre hanno iniziato a radunare i bambini di una zona molto povera. I piccoli vivono in case con un'unica stanza dove si cucina, si mangia, si dorme: tre metri per tre, un fornello, un lavandino, una doccia, un soppalco. Qui l'istruzione è oro e si vede. Come racconta dal Vietnam Marina Azzola, fino ad oggi, nella piccola scuola delle missionarie, non è mai mancato neppure un bambino. Ed il progetto sta crescendo, anche grazie alla collaborazione con un'altra suora missionaria. Pensiamo che il Vietnam, almeno secondo le statistiche ufficiali del governo, sarebbe il paese meno religioso al mondo. Di fatto su una popolazione di 90 milioni di abitanti, solo 24 milioni dichiarano di aderire a religioni, di maggioranza culti tradizionali e religioni orientali (buddisti in maggioranza). I cattolici sono circa 7 milioni. Ma si sa che proprio il cristianesimo in questo e in altri paesi orientali attrae. La rivista apre poi un'altra finestra sul Sinodo speciale sull'Amazzonia con un reportage che fa ritornare i lettori ad alcuni momenti salienti dei dibattiti sinodali. Il periodico ha anche il pregio di offrire esperienze concrete sul tema dell'accoglienza ai migranti in Europa ed elementi di riflessione attorno ai temi dell'accoglienza, della protezione e della promozione dei migranti a partire dalla lunga esperienza e dalla formazione universitaria in campi specifici diversi, delle missionarie scalabriniane. Per informazioni e abbonamento al periodico contattare ibz-solothurn@scala-mss.net

    Gli scalabriniani da oltre un secolo a servizio dei migranti

    Gli scalabriniani traggono la loro storia da Giovanni Battista Scalabrini, nato a Fino Mornasco (Como) nel 1839 e morto a Piacenza nel 1905. Definito dal Papa il “Padre dei migranti”, fu vescovo di Piacenza, fondatore della Congregazione dei Missionari e delle Missionarie di San Carlo, conosciuti nel mondo come Scalabriniani, sempre a fianco di persone emigrate. Il Beato Scalabrini è stato un padre ed un avvocato dei diritti dei migranti presso Dio e presso gli uomini. Dal 1887, anno di fondazione della Congregazione, sono stati tanti gli emigrati italiani e di altre nazionalità che si sono incontrati con gli Scalabriniani, operanti all’inizio nelle Americhe, successivamente in Europa, in Australia, in Asia e in Sud Africa. Seguendo l’esempio di carità e le intuizioni del Fondatore, oggi gli Scalabriniani si rivolgono agli emigrati delle più svariate nazionalità, agendo  in collaborazione con le diocesi locali in molti paesi del mondo.

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