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    Il Papa alla Banca Mondiale: lo sviluppo rispetti la dignità umana

    Marco Guerra – Città del Vaticano

    “Sabato prossimo avranno luogo a Washington le Riunioni primaverili della Banca Mondiale. Incoraggio gli sforzi che, mediante l’inclusione finanziaria, cercano di promuovere la vita dei più poveri, favorendo un autentico sviluppo integrale e rispettoso della dignità umana”.

    Al termine dell’Udienza Generale in Piazza San Pietro, Papa Francesco si e rivolto ai partecipanti dell’annuale riunione di primavera del Gruppo della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che riunisce direttori delle banche centrali, ministri della finanza e dello sviluppo, dirigenti del settore privato e accademici per discutere questioni di interesse globale, comprese le prospettive economiche mondiali , eliminazione della povertà, sviluppo economico e l’efficacia degli aiuti.

    Sul tappeto il tema dei Bitcoin e dei cripto asset

    Il meeting, che entrerà nel vivo tra il 20 e il 22 aprile a Washington, vedrà la presenza anche di diversi leader mondiali e del presidente Juncker e di altri membri della Commissione europea. A margine si terranno anche le riunioni dei Ministri delle Finanze del G20 e dei Governatori delle banche centrali. Inoltre durante le riunione il Fmi presenterà le sue nuove stime sulla crescita mondiale, ribadendo la propria contrarietà al protezionismo. In agenda anche il sistema dei Bitcoin e nuova finanza che avanza. Si parlerà anche dei rischi legati ai cripto asset, fra i quali il potenziale riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo, sebbene il direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, abbia invitato ad adottare un approccio ''imparziale'' sui cripto asset nella convinzione che la ''rivoluzione fintech non eliminerà la necessità per intermediari fidati'' come le banche.

    Meno finanziamenti alla Cina

    Si segnala infine che la Banca Mondiale si appresta a cambiare il suo modello di concessione di finanziamenti, nell'ambito del compromesso raggiunto per incassare il via libera degli Stati Uniti a un aumento di capitale da 13 miliardi di dollari. In base al nuovo modello la Cina ricevera' meno prestiti, centrando in parte uno degli obiettivi dell'amministrazione Trump, contraria a prestiti a pioggia a Pechino che già possiede ingenti riserve per miliardi di dollari.

    Zamagni: finanza indispensabile ma va regolamentata

    L’economista Stefano Zamagni, membro ordinario della Pontificia Accademia delle Scienze e docente all’Università di Bologna, ai microfoni di VaticanNews ha evidenziato la necessità di riformare le regole che muovono la Banca Mondiale, costituita nel 1944 quando fu ridisegnato il cosiddetto ‘ordine economico internazionale’ che però “faceva riferimento soltanto ai Paesi occidentali”.

    Ad oggi infatti – ha ricordato Zamagni – “il complesso di tutti gli attivi finanziari a livello mondiale è sette volte più grande del Pil mondiale. Per secoli la finanza è stata al servizio dell’attività produttiva;  la finanza è diventata fine a sé stessa”. Per questo motivo “il Papa dimostra di stare veramente con i piedi per terra, e di capire che la finanza è indispensabile – non si può farne a meno -; però la finanza è come un fiume in piena, che se non viene incanalato produce morte e disastri”.

    Lotta alle diseguaglianze con microcredito e fondi etici

    Un altro problema messo a fuoco dall’economista è quello “del processo di concentrazione del potere finanziario che non si era mai visto nelle epoche precedenti”. Secondo Zamagni “se il monopolio e l’oligopolio in generale sono un fatto negativo, perché sottraggono la libertà e la democrazia, questo è ancora più vero nel lato finanziario”.

    “La finanza può aiutare a diminuire le disuguaglianze creando le opportunità reali a persone, comunità e gruppi sociali, per uscire dalla loro situazione di bisogno”, dice infine Zamagni, indicando quegli strumenti che “stanno ottenendo risultati stravolgenti” come “la finanza etica; il microcredito; i fondi di investimento etici”. Settori che occupano circa il 20% di tutte le transazioni finanziarie mondiali.

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