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Sab 31 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Il Papa all’udienza generale si sofferma sul valore sacro della persona

    Una preghiera al Signore perché ci renda uomini e donne di

    misericordia e compassione, aperti all’amore generoso, attraverso il

    “sorriso”, la “vicinanza”, il “servizio” e “anche” il pianto. È quella

    di Papa Francesco all’udienza generale in Aula Paolo VI, proseguendo la

    riflessione sulle Beatitudini. Il Pontefice si sofferma sulla seconda,

    “Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati”, e riflette

    sul “dolore interiore che apre ad una relazione con il Signore e con il

    prossimo”, una relazione “rinnovata”, perché si piange “da dentro”.

    Condividere il dolore altrui

    Spiega quindi che nelle Scritture il pianto può avere due aspetti, quello per “la morte o per la sofferenza di qualcuno” e quello per il “proprio” peccato, “quando il cuore sanguina per il dolore di avere offeso Dio e il prossimo”. Si tratta dunque di lacrime per qualcuno che “ci è caro” perché lo “perdiamo o sta male” oppure “perché lo abbiamo fatto soffrire”.

    Si tratta quindi di voler bene all’altro in maniera tale da

    vincolarci a lui o lei fino a condividere il suo dolore. Ci sono persone

    che restano distanti, un passo indietro; invece è importante che gli

    altri facciano breccia nel nostro cuore.

    Valore sacro di ogni persona

    Francesco riprende

    il concetto di lacrime come “dono” prezioso. Ci sono - osserva - degli

    “afflitti da consolare”, ma talvolta anche dei “consolati da affliggere,

    da risvegliare, che hanno un cuore di pietra e hanno disimparato a

    piangere” e della gente da “risvegliare” perché “non sa commuoversi del

    dolore altrui”.

    Il lutto, ad esempio, è una strada amara, ma può essere utile per aprire gli occhi sulla vita e sul valore sacro e insostituibile di ogni persona, e in quel momento ci si rende conto di quanto sia breve il tempo.

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