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Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    Il Papa: "pace, per favore! Chi fabbrica armi guadagna sulla morte delle persone"

    Pace, per favore, pace… La guerra, sempre è una sconfitta, tutti perdono. Tutti no, c’è un gruppo che guadagna tanto: i fabbricatori delle armi. Questi guadagnano bene, sopra la morte degli altri. 

    La voce è fioca ma è forte l’assillo del Papa per l'orrore che si consuma in Terra Santa e in Ucraina a causa della guerra. Al termine dell’udienza generale, svoltasi in Aula Paolo VI e non in Piazza San Pietro visto l’abbassamento della temperatura, Francesco prende la parola dopo che per tutta l’udienza sia la catechesi che i saluti nelle varie lingue erano stati letti da monsignor Filippo Ciampanelli, officiale della Segreteria di Stato. Questo - ha spiegato il Pontefice stesso a inizio udienza - a motivo della difficoltà nel parlare dovuta dalla infiammazione ai polmoni da cui si sta riprendendo e a causa della quale ieri ha dovuto annullare, su richiesta dei medici, il viaggio previsto dall’1 al 3 dicembre a Dubai per la Cop28.

    L'annuncio cristiano è per l'oggi

    La catechesi prosegue il tema della passione per l'annuncio cristiano alla luce dell'esortazione apostolica Evangelii gaudium. L'aspetto che il Papa desidera sottolineare questa volta è il valore del tempo presente. L'annuncio, afferma infatti, è per l'oggi, quell'oggi di cui molti si lamentano guardando alle guerre, ai cambiamenti climatici, alle ingiustizie a livello mondiale e alle migrazioni in corso, all'attuale "crisi della famiglia e della speranza". 

    Liberazione degli ostaggi e ingresso degli aiuti

    Il Papa però ha voluto prendere la parola e pronunciare lui stesso la supplica per una soluzione al dramma che si vive in Medio Oriente, chiedendo l’estensione del cessate il fuoco, giunto al quarto giorno, la liberazione di tutti gli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas (ieri è stato rilasciato un quinto gruppo di 12 uomini e donne rapiti il 7 ottobre nei kibbutz di Nir Oz, Nirim e Nir Yitzhak) e l’ingresso degli aiuti nella Striscia di Gaza, dove la situazione umanitaria si aggrava di ora in ora. Ma soprattutto il Papa chiede preghiere.

    Continuiamo a pregare per la grave situazione in Israele e in Palestina. Pace per favore, pace… Auspico che prosegua la tregua in corso a Gaza, affinché siano rilasciati tutti gli ostaggi e sia ancora consentito l’accesso ai necessari aiuti umanitari.

    In contatto con la parrocchia di Gaza

    Francesco conferma di essere in contatto con la parrocchia latina della Sacra Famiglia nella Striscia di Gaza, dove è parroco il sacerdote argentino padre Gabriel Romanelli e vice parroco Youssef Asaad. Il Pontefice si aggiorna da loro, al telefono, quasi quotidianamente.

    Ho sentito la parrocchia lì, manca l’acqua, manca il pane. La gente soffre… La gente semplice, la gente del popolo soffre, non soffrono quelli che fanno la guerra. Chiediamo la pace.

    Un pensiero per l'Ucraina che soffre

    Appello oggi reiterato dal Papa che sin dall’inizio delle violenze ha chiesto in ogni Angelus e udienza generale il rilascio degli uomini, donne, anziani e anche bambini sequestrati. Così come ha chiesto di non distogliere l’attenzione dalla tragedia che da quasi due anni si registra in Ucraina, dove proseguono gli attacchi dell’esercito russo e sale il numero delle vittime. Circa 1.780 sono i bambini uccisi dal febbraio 2022, ha fatto sapere l’Unicef in una nota diramata ieri, 28 novembre.

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