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    Il vescovo Morerod tra opportunità e rischi del Sinodo

    ll vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo (LGF), mons. Charles Morerod ha espresso i suoi timori e sue speranze riguardo al processo sinodale in cui è entrata la Chiesa a partire dal 10 ottobre 2021 e che si aprirà nelle diocesi di tutto il mondo il 17 ottobre con un grande processo di consultazione. Intervenendo nel programma Forum di RTS l'11 ottobre 2021 il vescovo Morerod ha spiegato lo scopo di questo processo. "Il Papa lancia una consultazione proprio sul fatto che la base possa esprimersi (…) su ciò che significa stare insieme". Mentre il vescovo ha sottolineato che questo principio di sinodalità è sempre esistito nella Chiesa, ha ammesso che "manca qualcosa" da questo punto di vista oggi, nella Chiesa.

    Il vescovo Morerod non nega il rischio che una tale consultazione possa causare una spaccatura tra le frange conservatrici e riformiste. "Ma questo timore per me non è prioritario. Ascoltiamo lo Spirito Santo e non solo le opinioni degli altri", ha dichiarato.

    Il vescovo è stato interrogato riguardo al dramma degli abusi e alle cifre del dossier francese recentemente pubblicato.

    Si sarebbero potuti evitare gli abusi sessuali se la base fosse stata ascoltata un po' di più? Per il vescovo della LGF, "non è impossibile". Mettere i preti "su un piedistallo" è parte del problema, dice. Questo può portare alcuni a dire a se stessi: "Non siamo nella stessa categoria degli altri e non possiamo essere giudicati come loro".

    Il vescovo ha sottolineato un certo "legame" tra gli studi sugli abusi sessuali e il processo sinodale. "La gente dice: questo ci riguarda, siamo colpiti, forse se fossimo ascoltati di più, certe cose non accadrebbero. Questo è qualcosa che sarà ascoltato", assicura Mons. Morerod, "e giustamente".

    (cath.ch/rts/rz/adattamento catt.ch)

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