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Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • In ricordo del maestro Augusto Bianchi, scomparso negli scorsi giorni

    Si sono svolti lunedì 8 gennaio nella chiesa di Castel San Pietro i funerali di Augusto Bianchi, classe 1941, per molti anni presidente della Lega delle maestre e dei maestri cattolici, scomparso nel giorno dell’Epifania.

    A pronunciare l’omelia è stato mons. Pier Giacomo Grampa, che ha sottolineato in particolare la sua vita di fede, caratterizzata dalla fedeltà, la coerenza, la solidità, la concretezza e la generosità. “Augusto ebbe una fede cattolica autentica nella totalità delle sue espressioni. Fede in Dio certo, nel mistero profondo e radicale, inesauribile della Trinità divina (Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo), ma accompagnata da una adesione particolare al Figlio di Dio, fatto uomo, morto e risorto per noi. Non trascurò mai il culto al Crocifisso, come la tradizione di Castello richiede e di praticare una sincera, intensa devozione alla Madonna, senza dimenticare di mostrare interesse, curiosità, devozione per i Santi”, ha sottolineato, ricordando tutti i viaggi compiuti da Augusto Bianchi per conoscere, pregare, invocare i Santi.

    Tre in particolari gli episodi raccontati da mons. Grampa. “Le otto volte che Augusto fu pellegrino a San Giacomo di Compostella, rispettando la devozione praticata nell’oratorio di Gorla, dedicato a San Giacomo e forse anche perché Augusto era nato il 25 di luglio, giorno della festa del Santo. E per fare il Cammino di Santiago bisogna macinare centinaia di chilometri a piedi ed affrontare i disagi di un viaggio impegnativo. Inoltre, ricordo il viaggio che fece a Colonia, nel cui Duomo si venerano le reliquie dei Santi Magi, trafugate da Milano. I Magi, ascoltando la sua preghiera, vennero prenderlo proprio nel giorno della loro festa per portarlo con loro verso Oriente, dove sorge il sole e la luce è senza tramonto. Chi l’accompagnava in quel viaggio mi ricordava il fascino che il ricordo dei Magi suscitava in Augusto, senza comprendere la ragione di tanta devozione. I Magi, i Santi del cammino, i Santi del viaggio, i Santi della ricerca per appagare il nostro desiderio di sapere, mosso dalla domanda dei Magi che si chiedevano a proposito del Bambino di Betlemme: “Dov’è”? Signore dove sei oggi, in questo mondo di guerre, violenze, ingiustizie e sofferenze? E da ultima l’ammirazione di Augusto per Don Luigi Guanella, oggi Santo, della cui Congregazione religiosa divenne Cooperatore Volontario, con un voto particolare di conoscenza, di collaborazione, di aiuto offerta alla Comunità guanelliana presente a Castello”.

    Ha in seguito sottolineato la coerenza, la solidità, la solidarietà, la concretezza e la generosità, non ostentate, che hanno caratterizzato la vita terrena di Augusto Bianchi, nella pienezza della sua fede cattolica. “Era un uomo solido, concreto, sicuro della sua fede, delle sue competenze scolastiche, nello svolgimento dei suoi servizi, che offriva con generosità a chi glieli chiedeva. Era un maestro di vecchio stampo, non di parole, ma di fatti, che aveva conosciuto le fatiche della formazione, ma vissuto anche il clima di collaborazione concreta, che aveva sperimentato nella Scuola Maggiore e la concretezza del lavoro in spirito di servizio, prima di arrivare alla Scuola Media. Diede prova di questa attitudine di servizio quando la Lega delle Maestre Cattoliche, fondata da Mons. Bacciarini nel 1918, un’associazione di sole donne Maestre, che per i cambiamenti dei tempi venne a mancare di personale disposto a prendersi il carico della organizzazione per garantire una presenza cattolica nella società e in particolare nella scuola. Ne parla un veloce libretto del titolo intrigante, “Cara Signorina Maestra. Cento anni della Lega Maestre Cattoliche”. Mancando di personale femminile, Augusto si prestò a servire come presidente la Lega delle Maestre per vent’anni, fino allo scioglimento avvenuto il 3 febbraio del 2018, Anno del Centenario, presso il Collegio Papio di Ascona. Così dimostrò il coraggio, la lucidità e la concretezza di prendere atto dei tempi che cambiano e la prontezza di lasciare spazio a nuove forme di presenza e di servizio del mondo cattolico  per il bene del paese e della scuola.”

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