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Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • I tavoli di lavoro dell'assemblea sinodale (archivio)

    Iniziato oggi il ritiro spirituale dei partecipanti al Sinodo

    È iniziato oggi il ritiro spirituale che coinvolgerà, fino al 1° ottobre, i padri e le madri sinodali della seconda sessione della XVI Assemblea generale ordinaria del Sinodo, che avrà a sua volta luogo da mercoledì 2 ottobre a domenica 27 ottobre. 

    La riflessione per le Lodi è stata affidata a Madre Maria Ignazia Angelini, badessa del monastero benedettino di Viboldone (Milano), impegnata da sempre nell'ecumenismo e nel dialogo con i non credenti. In seguito, il cardinale Mario Grech, Segretario Generale del Sinodo, ha quindi rivolto alcune parole come indirizzo di saluto all’Assemblea sinodale: “Siamo come Mosè sul Sinai alla presenza del Signore. Anche a noi oggi il Signore ripete: Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo Santo. Sì, l’Assemblea sinodale è luogo santo di incontro con il Signore che è presente lì dove due o tre sono riuniti nel suo nome. O entriamo in questa prospettiva di preghiera, di fede, di incontro con Dio, o non assumiamo un autentico stile sinodale, non viviamo un'esperienza di sinodalità. Infatti il Sinodo non può che essere una preghiera, una liturgia, nella quale l’attore principale non siamo noi, ma lo Spirito Santo”. 

    È stata poi la volta di due meditazioni condotte dal padre domenicano Timothy Peter Joseph Radcliffe. La prima, con tema “Resurrezione: ricerca nel buio”, prende spunto dal Vangelo di Giovanni, al capitolo 20. Tutta la meditazione si concentra sul tema: la missione della Chiesa sinodale chiama ad essere come Maria Maddalena, il discepolo amato e Pietro, tutti in cerca del Signore risorto. Padre Radcliffe parte da una riflessione sul presente della Chiesa: “Siamo di fronte non tanto all'ateismo quanto ad una dilagante indifferenza. Lo scetticismo avvelena anche il cuore di molti credenti”. E continua: “Dall’ultima Assemblea, tante persone, compresi i partecipanti a questo Sinodo, hanno espresso i loro dubbi sulla possibilità di ottenere qualcosa”. Ma, allo stesso tempo, ha rassicurato che “nonostante sia buio, il Signore è già presente nel giardino con Maria di Magdala e con noi”. E ha continuato, con speranza: “L'alba è vicina. Come Maria Maddalena, riceveremo più di quanto cerchiamo se anche noi saremo aperti all'incontro con il Signore”. Pone poi sul tavolo alcune questioni alle quali il Sinodo dei Vescovi è chiamato a rispondere, come ad esempio sul ruolo delle donne nella Chiesa: “Queste sono domande importanti. Ma non possono essere viste semplicemente come domande sulla possibilità o meno di concedere qualcosa. Ciò significherebbe rimanere lo stesso tipo di Chiesa. Le domande che ci troviamo ad affrontare dovrebbero essere più simili a quelle dei Vangeli, che ci invitano a vivere insieme più profondamente la vita del Risorto”. E rassicura: “Saremo capaci di mediare la presenza di Dio solo se saremo presenti gli uni davanti agli altri in questo Sinodo”. Padre Radcliffe è sicuro che questo Sinodo “sarà un momento di grazia se ci guardiamo con compassione e vediamo le persone che sono come noi, in ricerca. Compagni di ricerca, feriti ma gioiosi”.

    La seconda meditazione prende spunto sempre dal Vangelo di Giovanni, capitolo 20. Il titolo è “La stanza chiusa a chiave”. Padre Radcliffe essorta tutti a “essere vicini ai ricercatori del nostro tempo. Ma diventeremo predicatori della risurrezione solo se saremo vivi in Dio”. E poi si concentra sull’esempio luminoso dei santi: “La santità è essere vivi in Dio”. Cita gli esempi di Charles de Foucauld, di Teresa d’Avila fino ad arrivare a Carlo Acutis. E mette in guardia i padri sinodali: “Il nostro feroce amore per la Chiesa può anche, paradossalmente, renderci chiusi di mentalità: la paura che essa venga danneggiata da riforme distruttive che minano le tradizioni che amiamo. O il timore che la Chiesa non diventi la casa spalancata che desideriamo. È profondamente triste vedere che spesso la Chiesa venga ferita da coloro che la amano, ma in modo diverso!”. La meditazione si chiude con alcune domande fondamentali per tutto il cammino sinodale: “Come invitare gli uomini del nostro tempo ad entrare nello spazio ampio della nostra fede?".

    ACI Stampa/red

    Leggi anche: Sinodo, tra Roma e la Svizzera viaggio nel cantiere aperto della Chiesa di Francesco

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