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    La Concordia di Leuenberg compie 50 anni. Un modello ecumenico?

    di Gino Driussi

    50 anni fa, il 16 marzo 1973, veniva firmata la Concordia di Leuenberg, dal nome del luogo vicino a Basilea
    dove rappresentanti delle Chiese luterane e riformate europee diedero vita a un accordo che sancì la piena
    comunione tra di loro. Ciò significa che ogni Chiesa, pur mantenendo la propria specificità, riconosce
    nell’altra la Chiesa di Gesù Cristo. Questo permette, tra l’altro, la condivisione della Cena del Signore e il
    riconoscimento reciproco dei ministeri.

    Si pensi che per arrivare a questo accordo ci vollero 444 anni! Fu infatti nel 1529 che ebbe luogo a
    Marburgo, in Germania, la famosa disputa sulla Cena tra i riformatori Martin Lutero e Ulrich Zwingli,
    disputa che si risolse in un insuccesso totale. Lutero riteneva che Cristo fosse realmente presente negli
    elementi del pane e del vino (quindi una posizione abbastanza vicina a quella della Chiesa cattolica), mentre
    per Zwingli, che considerava la Cena solo un memoriale, si trattava di una presenza simbolica. Da qui la
    suddivisione del protestantesimo in due grandi famiglie: quella dei luterani, che si sviluppò inizialmente in
    Germania, e quella dei riformati, che si espanse soprattutto in Svizzera.

    Una Comunione di Chiese
    Da allora, molta acqua è passata sotto i ponti, fino alla creazione nel 2003 – come conseguenza della
    Concordia di Leuenberg – della Comunione di Chiese protestanti in Europa (CCPE), un organismo
    ecumenico continentale (i cui primi passi risalgono al 1976) che raggruppa 107 Chiese luterane, metodiste,
    riformate e unite di oltre 30 Paesi europei (e anche del Sudamerica) , in rappresentanza di circa 50 milioni
    di fedeli. Riflessione teologica comune, riconoscimento dei ministeri e dei sacramenti, cooperazione e
    testimonianza sono i cardini di questo organismo, la cui sede è a Vienna e il cui presidente esecutivo è
    l’inglese John Bradbury, della United Reformed Church.
    Da notare che nell’aprile 2022 si è tenuta a Basilea la prima sessione di dialogo tra l’allora Pontificio
    Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e la CCPE. L’obiettivo è la preparazione di un documento
    sulla comprensione comune delle Chiese, che includa confronti, approfondimenti e prospettive.

    Altri accordi
    La storia delle Chiese è costellata da accordi che ne sanciscono la cooperazione o la piena comunione. Solo
    per citare due esempi, ricordiamo quello di Bonn del 1931 tra la Chiesa d’Inghilterra e le Chiese vetero-
    cattoliche dell’Unione di Utrecht e la Comunione di Porvoo del 1992 tra 13 Chiese europee luterane e
    anglicane. Ma la Concordia di Leuenberg sembra essere un concreto – e forse unico - esempio di “unità
    nella diversità” (un concetto ecumenico caro al teologo luterano Oscar Cullmann, 1902-1999). Per il
    teologo valdese Fulvio Ferrario, intervistato dalla rubrica radiofonica evangelica della RSI “Tempo dello
    Spirito”, l’aspetto decisivo della Concordia di Leuenberg è il metodo: “Essa stabilisce che ci sono delle
    differenze teologiche che possono permanere, senza che esse abbiano un significato tale da dividere le
    Chiese. L’accordo firmato 50 anni fa funziona perché considera la possibilità della piena comunione tra
    Chiese, pur permettendo loro di essere diverse. In altre parole, il messaggio di Leuenberg è questo: la
    diversità è positiva, la divisione è negativa”. Partendo da queste basi, la Concordia di Leuenberg potrebbe
    forse servire da modello per rilanciare un ecumenismo che sembra essere nuovamente tornato a languire.

    Uno sguardo al futuro
    Sono diversi gli eventi programmati dalla CCPE per celebrare il 50.o della Concordia di Leuenberg. Tra
    questi, un simposio internazionale che si è tenuto dal 9 all’11 marzo a Debrecen, in Ungheria, sul modello di
    Leuenberg come “unità nella diversità”, mentre la vera e propria celebrazione dell’anniversario, dal titolo
    “La missione delle Chiese protestanti in Europa oggi”, avrà luogo il 4 e 5 luglio a Vienna.

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