Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • La donna musulmana che ha rischiato la vita per aiutare l’amica cristiana a nascondere una Bibbia

    Meriam Yahia Ibrahim Ishag aveva 27 anni, quando fu arrestata dalla polizia sudanese perché convertita al cristianesimo. Condannata a morte per apostasia, la sua sentenza fu accompagnata da 100 frustrate per adulterio, perché era sposata con un cristiano.

    La pressione della comunità internazionale spinse le autorità di Khartoum a fare un passo indietro, rilasciando la donna nel 2014 dopo una straziante permanenza in prigione. Meriam, già madre di un figlio, nel periodo in cui era in carcere diede alla luce una seconda bambina.

    La sua situazione l’ha resa un’icona dei cristiani perseguitati. Dopo la scarcerazione ha fondato una ong che si occupa dei diritti delle donne e di libertà religiosa.

    Durante il processo, a Meriam fu garantito che il suo reato sarebbe stato condonato a condizione che lei rinnegasse la fede e pronunciasse la professione di fede islamica. Ma lei si rifiutò: “Non potevo mentire. I miei figli non avrebbero potuto avere alcuna stima nei miei confronti, se avessi fatto qualcosa del genere”. Fu quindi incarcerata, insieme al figlio Martin, di 20 mesi.

    Meriam ha descritto in dettaglio le pesanti condizioni nella prigione: “Di notte non riuscivo a dormire. Con le lenzuola preparai un giaciglio per il mio bambino, e di notte lo controllavo continuamente, perché avevo paura per lui”. Quando doveva andare in bagno, chiedeva alla sua compagna di cella, una donna musulmana, di dare uno sguardo al bambino. Tra le due donne nacque un rapporto di fiducia reciproca. Meriam le diede una Bibbia che era riuscita a portare con sé in prigione corrompendo una guardia. La sua compagna di cella l’aiutò a nasconderla, correndo un rischio tremendo; quel Libro aveva un’importanza fondamentale agli occhi di Meriam, e questo fatto lasciò stupita la sua compagna di cella. “Questa è la mia Bibbia”, le spiegò Meriam. “Io mi trovo in prigione a causa di questo libro”.

    Leggeva di notte, durante il cambio della guardia

    “Sebbene dei musulmani mi abbiano condannata a morte e inflitto numerose frustrate, a causa della mia religione, fu una donna musulmana ad aiutarmi a leggere la Parola di Dio“, ricorda Meriam.

    In seguito poté aiutare la sua amica, un’immigrata clandestina dalla Somalia, che aveva bisogno di denaro per uscire di prigione. Le due si mantennero in contatto e la donna somala prese la decisione di convertirsi al cristianesimo. Meriam la mise in contatto con delle persone che conosceva per sostenerla ed aiutarla a vivere la sua nuova religione, in un nuovo paese. Infine l’ex compagna di cella di Meriam sposò uno degli amici della sua benefattrice.

    News correlate

    Domenica 25 gennaio 2026: i commenti al Vangelo della liturgia romana e ambrosiana

    Nella Festa della Sacra Famiglia, celebrata dalla liturgia ambrosiana, don Giuseppe Grampa ci ricorda l'importanza di una fede trasmessa e custodita di generazione in generazione, esprimendo gratitudine ai genitori, figure fondamentali nella crescita umana dei figli. Il commento al Vangelo per la liturgia romana è invece a cura di Dante Balbo.

    Il 25 gennaio è la domenica della Parola di Dio: un'opportunità per riflettere

    Interventi e materiali in diverse lingue proposti dalla Federazione Biblica Cattolica sono accessibili online. Si tratta di un'opportunità per approfondire in anteprima il tema “La Parola di Cristo abiti tra voi”.

    COMMENTO

    Per ripartire da Gesù Cristo con la speranza del suo Vangelo

    Che cosa pensare, progettare e fare alla conclusione di un anno di intensa attenzione alla speranza nell’amore del Dio di Gesù Cristo? Un possibile percorso tracciato da Ernesto Borghi dell'ABSI.

    COMMENTO

    La Parola di Dio nella vita della Chiesa e della società

    Il commento del prof. Ernesto Borghi a sessant'anni dalla pubblicazione della costituzione conciliare «Dei Verbum».

    Concilio Vaticano II, 60 anni dopo. Quella «nuova Pentecoste» ancora in fase di attuazione

    A 60 anni dalla chiusura del Vaticano II, il prof. Ettore Malnati ne rilancia l’attualità: Chiesa come Popolo di Dio, corresponsabilità, centralità della Parola, riforma liturgica, dialogo ecumenico e interreligioso per annunciare il Vangelo e promuovere unità e pace.

    Una Chiesa che riscopre la Bibbia: prospettive globali dalla Federazione Biblica Cattolica

    A Roma i coordinatori mondiali della Federazione Biblica Cattolica hanno fatto il punto su formazione biblica, rapporto tra Scritture e vita e collaborazione tra Chiese. Emergenze, buone pratiche e progetti comuni per il 2026, con nuove reti dall’Europa all’Asia e attenzione alle donne laiche. Ce ne parla Ernesto Borghi

    News più lette