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Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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  • La formazione della Guardia Svizzera: intervista al cappellano don Widmer

    Non ci si improvvisa Guardia svizzera pontificia. C’è tutto un cammino formativo e spirituale da percorrere con impegno e determinazione. Perché prima di occuparsi della sicurezza e della tutela della persona del Papa, occorre imparare a conoscere il Vangelo e i suoi principi. Lo sottolinea in questa intervista a «L’Osservatore Romano» il cappellano del Corpo, don Thomas Widmer, in occasione dell’avvio della scuola estiva delle reclute.

    Quali sono gli obiettivi della scuola?

    È importante che le reclute possano entrare in servizio ben preparate, pronte ad assumere i doveri legati al loro compito. La prima parte dell’iter formativo si svolge ora in Vaticano. In autunno, insieme alla prossima scuola reclute, ci sarà la seconda parte della formazione nella caserma militare di Isone, in Svizzera. In quell’ambiente le reclute assimileranno e approfondiranno le competenze, ogni volta attualizzate e necessarie, di tattica e di sicurezza corrispondenti al loro ruolo di difesa del Santo Padre. Ma è fondamentale che tale compito nasca e si approfondisca nel loro cuore.

    In che modo?

    Qui entriamo nella dimensione della fede. Sono in primo luogo uomini, amati e voluti da Dio con una missione da scoprire sempre più approfonditamente. Il mio obiettivo di cappellano è sempre quello di favorire la loro personale esperienza con Gesù: incontrarlo e seguirlo come modello di servizio e di donazione, infatti, dà una nuova qualità alla loro vita.

    Quali sono le priorità nella preparazione delle reclute?

    Da una parte c’è la formazione per la sicurezza, che è il loro compito principale. Poi, c’è un settore che riguarda la conoscenza dei luoghi di lavoro, dei singoli compiti e lo svolgimento del servizio d’onore. L’altra parte della formazione riguarda l’aspetto spirituale. Cerco di offrire loro le basi della nostra fede e della vita cristiana. Penso che la scuola delle reclute permetta di condividere esperienze personali all’insegna della fede.

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