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Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
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    La poca visibilità mediatica del messaggio dei vescovi cattolici di Russia

    Un vero peccato che la nota diffusa a firma di mons. Paolo Pezzi, arcivescovo cattolico di Mosca, a nome della Conferenza dei vescovi cattolici di Russia, non ha ricevuto l'attenzione che probabilmente meritava.

    Parole pronunciate dal cuore stesso della capitale russa all'indomani della "mobilitazione parziale" che richiamava in servizio 300mila riservisti per mandarli sul fronte di guerra. Nel documento si legge che la partecipazione alle ostilità "è una questione di coscienza umana" che, come si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica, è "il nucleo più segreto e il sacrario dell'uomo, dove egli si trova solo con Dio" e al cui "giusto giudizio deve sempre obbedire". La Chiesa – prosegue Mons. Pezzi – ricorda alle autorità statali che esse "devono provvedere equamente al caso di coloro che, per motivi di coscienza, ricusano l'uso delle armi", pur restando "tenuti a prestare qualche altra forma di servizio alla comunità umana". "Questo diritto – fanno notare i vescovi cattolici – è sancito dalla parte 3 dell'articolo 59 della Costituzione della Federazione Russa e chiediamo la sua costante osservanza". "Lo scontro in Ucraina si è trasformato in un conflitto militare su vasta scala che ha già causato migliaia di vittime, minato la fiducia e l'unità tra Paesi e popoli e minacciato l'esistenza del mondo intero. Come sei mesi fa, vogliamo ripetere l'insegnamento della Chiesa, seguendo il Santo Vangelo e l'antica Tradizione: la guerra non è mai stata e non sarà mai un mezzo per risolvere i problemi che sorgono tra le nazioni". Questo il testo.

    fonte: ilsismografo/red

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