di Maria Laura Pron*
La Giornata Internazionale dell’Educazione, celebrata oggi, è l’occasione per ricordare che l’educazione è un diritto umano fondamentale e una responsabilità collettiva per la costruzione della pace e dello sviluppo. Se da un lato ne viene riconosciuto il ruolo centrale nel contrastare la povertà e ridurre le disuguaglianze, dall’altro l’UNICEF lancia un allarme: nel mondo, oltre 270 milioni di bambini non hanno accesso alla scuola.
La situazione di Haiti è emblematica di come un sistema educativo già fragile, inserito in un contesto di crisi economica, politica, sociale e di sicurezza, sia ora confrontato con sfide enormi. Nella capitale, molte scuole sono diventate bersaglio dei gruppi armati o rifugi per la popolazione sfollata. Nelle zone rurali, l’accesso all’istruzione è compromesso per la crescente precarietà economica delle famiglie. Secondo le stime del Ministero dell’Educazione haitiano un bambino su quattro non è scolarizzato. Quale futuro attende queste giovani generazioni, per le quali la scuola fatica a rappresentare uno spazio di protezione e una via d’uscita dalla povertà?
Il legame tra Haiti e il Ticino si inserisce in questo contesto attraverso l’esperienza del progetto missionario diocesano, che dal 2017, nei Nippes, accompagna l’Ufficio diocesano dell’educazione (BDE-Nip) per rispondere a un bisogno espresso dalla Chiesa haitiana: migliorare la qualità dell’educazione nelle scuole cattoliche.
Nel tempo, la collaborazione con la diocesi di Anse-à-Veau e Miragoâne si è rafforzata ed è nata la rete delle scuole cattoliche dei Nippes, che conta 103 istituti scolastici, dalla scuola dell’infanzia al liceo, dove ogni giorno si riuniscono 30’100 allieve e allievi e 1’036 insegnanti.
L’équipe locale del BDE-Nip, composta da sette persone e guidata dal direttore Padre Yves Voltaire, lavora per migliorare la qualità dell’insegnamento attraverso la formazione dei docenti, l’accompagnamento dei direttori, la promozione dell’educazione alla salute e alla non violenza. Un lavoro impegnativo, reso ancora più complesso dalla crisi prolungata o dalle catastrofi naturali, che spesso interrompono il regolare svolgimento degli anni scolastici, come avvenuto dopo il terremoto del 2021.
Padre Yves Voltaire, direttore del BDE-Nip, ricorda come per molte famiglie haitiane l’educazione rappresenti l’unica reale possibilità di riscatto: “I genitori più poveri fanno sacrifici enormi per mandare i figli a scuola, pur non riuscendo a pagare le tasse scolastiche. Sanno che l’educazione è la chiave principale per uscire dalla miseria”. La fragilità del sistema resta però evidente: “Su cento bambini iscritti al primo anno, solo la metà arriva a concludere il ciclo fondamentale”. La causa è anche la mancanza di formazione pedagogica di molti insegnanti. Per questo, conclude con un invito: “ogni sostegno a un’educazione di qualità ad Haiti è un contributo intelligente alla costruzione della fraternità e della giustizia sociale”. Il lavoro del BDE-Nip si traduce in cambiamenti concreti nella vita quotidiana delle scuole. I formatori pedagogici sottolineano come, grazie alle formazioni ricevute, direttori e insegnanti riescano oggi a gestire meglio le scuole e a passare da metodi tradizionali a un approccio per competenze, preparando lezioni più efficaci e vicine alla realtà degli alunni. Parallelamente, le collaboratrici del settore salute scolastica osservano tangibili miglioramenti nelle condizioni igieniche, nella cura dell’ambiente e nella promozione della educazione alla pace. Segni di una scuola che educa anche a vivere insieme.
Frutto di questo cammino condiviso è anche la nascita dell’Associazione Mezanmi, creata nel 2023 per dare continuità e struttura a diversi impegni locali a favore della salute, di condizioni di vita dignitose e, in particolare, dell’accesso all’educazione per i bambini più vulnerabili. Mezanmi raccoglie un’esperienza maturata negli anni e la sviluppa là dove il contesto è più fragile e l’accesso all’istruzione più minacciato. Attraverso il programma di padrinati collettivi, attivo dal 2010 e in precedenza coordinato dalla Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana, permette oggi a circa 2000 giovani di frequentare le scuole di Anse-à-Veau e L’Asile. Sostiene inoltre realtà particolarmente vulnerabili, dove l’educazione non è solo un diritto fondamentale, ma anche dignità, protezione e speranza, come nelle scuole di montagna di Baradères o a Cité Soleil, a Port-au-Prince.
In occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione, abbiamo la possibilità di fare la differenza per il futuro dei giovani haitiani. Sostenere il progetto missionario diocesano significa permettere al partner locale di proseguire il lavoro per migliorare la qualità dell’educazione a beneficio di oltre 30’000 giovani. Accanto a questo impegno di ampio respiro, sostenere Mezanmi significa scegliere di stare accanto ai bambini e alle comunità più vulnerabili e isolate, là dove la scuola è spesso l’unica risposta possibile alla povertà, alla violenza e all’esclusione.
Per informazioni e donazioni:
Conferenza Missionaria della Svizzera Italiana http://www.conferenzamissionaria.ch
IBAN CH21 0900 0000 6900 0868 6, con la menzione “Haiti”
Associazione Mezanmi
https://mezanmi.org
IBAN CH90 8080 8009 7181 2157 6, con la menzione “Educazione”
*Associazione Mezanmi