Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • Angelus di Papa Leone XIV dal Palazzo apostolico

    Leone XIV: con umiltà e coraggio affidiamo i nostri errori alla misericordia di Dio

    Non è ostentando i propri meriti che ci si salva, né nascondendo i propri errori, ma presentandosi onestamente, così come siamo, davanti a Dio, a sé stessi e agli altri, chiedendo perdono e affidandosi alla grazia del Signore.

    In questo modo Papa Leone XIV, durante la preghiera dell’Angelus, dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, sintetizza il messaggio contenuto nella parabola del fariseo e del pubblicano che pregano nel Tempio. Gesù la racconta in un brano del Vangelo secondo Luca, letto durante la liturgia di oggi, domenica 26 ottobre.

    LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DELL'ANGELUS DI PAPA LEONE XIV

    L’arroganza del fariseo

    Il fariseo, spiega il Pontefice, fa “un lungo elenco di meriti”, di tutte le “opere buone che compie”. “Si sente migliore degli altri, che giudica in modo sprezzante. Il suo atteggiamento è chiaramente presuntuoso”. La sua è “un’osservanza della Legge esatta, sì, ma povera d’amore, priva di misericordia”, aggiunge il Papa.

    Il pubblicano “giustificato”

    Anche il pubblicano, “esattore al soldo dell’Impero romano”, sta pregando, ma in modo completamente diverso. “Ha tanto da farsi perdonare”, argomenta Leone XIV. Il suo lavoro, infatti, “gli permette di speculare sui proventi” delle imposte, “a scapito dei suoi stessi connazionali”. Eppure, spiega il Vescovo di Roma ripetendo le parole di Gesù, torna a casa “giustificato” dopo aver pregato, ossia “perdonato e rinnovato dall’incontro con Dio”. Questo accade perché “il pubblicano ha il coraggio e l’umiltà di presentarsi davanti a Dio, non si rassegna al male che ha fatto”.

    Mostrare le ferite al "medico"

    Il Pontefice cita, poi, sant’Agostino che, nel Discorso 351, ha approfondito il significato della parabola paragonando “il fariseo a un malato che, per vergogna e orgoglio, nasconde al medico le sue piaghe”. Il pubblicano invece, “con umiltà e saggezza, mette a nudo davanti al dottore le proprie ferite, per quanto brutte a vedersi, chiedendo aiuto”. “Facciamo così anche noi”, esorta il Papa.

    Non abbiamo paura di riconoscere i nostri errori, di metterli a nudo assumendocene la responsabilità e affidandoli alla misericordia di Dio.

    In questo modo, il Regno di Dio, “che non appartiene ai superbi, ma agli umili”, potrà “crescere in noi e intorno a noi”, conclude il Pontefice, che infine invita a invocare l’aiuto di Maria, “modello di santità”, che può aiutarci a “crescere in queste virtù”.

    fonte: vaticannews

    News correlate

    Leone XIV: nel buio e nei conflitti della vita, il Battesimo è luce e riconciliazione

    All'inizio del Tempo Ordinario, il Papa all'Angelus, con una piazza San Pietro gremita di 25 mila fedeli, si sofferma sul "sorprendente progetto d’amore per l’intera umanità".

    Il Papa all'Angelus: “Nella luce del Natale del Signore, continuiamo a pregare per la pace”

    All'Angelus dell'ultima domenica dell'anno, il Pontefice sottolinea che "il mondo, purtroppo, ha sempre i suoi Erode", con le conseguenze di solitudine, disperazione, divisioni e conflitti. E lancia un appello: “Nella luce del Natale del Signore, continuiamo a pregare per la pace”.

    Leone XIV: Cristo dà voce agli oppressi e vince l'ideologia che rende sordi alla verità

    All’Angelus il Papa commenta il Vangelo di Matteo e ribadisce che Gesù continua a parlarci attraverso i poveri, gli ultimi e i malati. Come Giovanni Battista, in carcere, a causa della sua predicazione, esorta a non perdere la speranza e a restare "una voce libera in cerca di verità e giustizia"

    Il Papa all'Angelus: la storia non è già scritta dai potenti del mondo

    Dalla finestra del Palazzo Apostolico vaticano, nella catechesi dell’Angelus Leone XIV ricorda che Dio viene a regnare non per dominare l'uomo ma per liberarlo. E invita, in Avvento, a essere ciascuno “una piccola luce, se accoglie Gesù, germoglio di un mondo nuovo”.

    Il Papa: i cristiani perseguitati, testimoni di verità, giustizia e speranza

    All'Angelus, il Papa invita a non lasciarsi vincere dalla paura di fronte a conflitti, calamità e persecuzioni. Ricorda che la persecuzione dei cristiani "non accade solo con le armi e i maltrattamenti, ma anche con le parole, cioè attraverso la menzogna e la manipolazione ideologica".

    Il Papa: i morti in guerra si onorano con il cessate il fuoco e con l’impegno per la pace

    Nel giorno della Dedicazione della Basilica Lateranense, il Papa all’Angelus invita ad allargare lo sguardo: da quello artistico a quello spirituale per meglio cogliere il mistero della Chiesa. Al termine dell’Angelus, il Papa ringrazia quanti si spendono per costruire la pace nei Paesi che vivono crescenti ostilità.

    News più lette