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    LongLake: Dopo Nagasaki. La storia del medico Takashi Nagai

    Il Centro Culturale della Svizzera italiana presenta la figura del medico radiologo sopravvissuto alla bomba atomica. Lugano, Boschetto, Parco Ciani, giovedì 17 giugno, ore 21:00.

    Paolo Takashi Nagai (1908-1951) medico radiologo a Nagasaki prima e dopo la tragedia della bomba atomica. Ne parlerà la dott.ssa Paola Marenco, ematologa e vicepresidente di “Medicina e persona”.

    “Noi dovremmo trasformare la nostra vita in poesia. Dobbiamo scavare sotto la superficie delle cose, cercare la bellezza nascosta che è dappertutto e scoprire la gloria del creato che è intorno a noi. Allora ogni giorno diventerà poesia.” Takashi Paolo Nagai

    Nagai nasce nella millenaria tradizione giapponese Shintoista e Buddista e nel contesto di una famiglia di medici.  Studiando medicina la posizione positivista, in un orizzonte ateistico alla maniera occidentale, sembra alla sua ragione l’unica possibile, fino a quando gli occhi della madre morente gli riaprono prepotente la domanda su ciò che di noi non muore. Vero scienziato, decide di verificare quella risposta che vede vivere da quei cristiani che vanno in quella grande chiesa che lo ha sempre un po’ infastidito. Dopo l’incontro con Midori, sua futura moglie e la preziosa tradizione dei cristiani in Giappone, chiede il battesimo che fa di lui una creatura completamente rinnovata capace di guardare a quello che accade, anche di tragico con una speranza completamente nuova. Dopo la seconda bomba atomica, quella sganciata su Nagasaki decide di tornare a vivere nel quartiere Urakami distrutto, benché già malato di leucemia a causa del suo lavoro di radiologo. E lì fino alla fine incontra persone provenienti da tutto il Giappone e dal mondo che trovano in lui conforto e speranza e scrive libri i cui proventi vengono devoluti alla ricostruzione dei luoghi a lui più cari: la chiesa, l’ospedale, la scuola, l’orfanotrofio e la biblioteca. A conclusione del suo funerale, alle campane della chiesa si uniscono quelle degli altri campanili e dei templi buddisti e le sirene delle fabbriche e delle navi, in segno di amicizia riconoscente.

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