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    Mondo: sono 40 i missionari uccisi nel 2018

    Sono 40 i missionari, sacerdoti e operatori pastorali laici, uccisi nel 2018 nel mondo. I dati sono dell'agenzia fides che ogni anno pubblica la statistica di coloro a cui è stata tolta la vita con violenza e che erano impegnati per la Chiesa. Il numero, rispetto allo scorso anno è quasi raddoppiato. Dei 40 uccisi nel 2018, 35 sono preti, quattro sono laici e uno è un seminarista. Era dal 1998 che non si registrava una cifra simile.

    Gli operatori pastorali uccisi nei diversi continenti

    L'Africa detiene il triste primato del maggior numero di vittime: 21. E sono in particolare quattro i Paesi africani in cui si concentrano gli episodi di violenza: 6 in Nigeria, 5 nella Repubblica Centrafricana e 3 a testa nel Kenya e nella Repubblica Democratica del Congo.

    Il continente americano, che per otto anni è stato quello con il maggior numero di vittime, nel 2018 si ferma a 15 morti, quasi la metà dei quali nel solo Messico (7), dove spesso i sacerdoti più impegnati nella difesa degli ultimi e della legalità sono finiti nel mirino, e non solo, della criminalità organizzata e uccisi dopo essere stati rapiti. A grande distanza troviamo quindi l'Asia con 3 vittime (di cui 2 nelle Filippine) e l'Europa con un solo caso in Germania dove a essere ucciso dopo una violente lite nel suo ufficio - secondo la ricostruzione della polizia locale - è stato don Alain Florente Gandoulou, sacerdote congolese che era il cappellano della comunità cattolica francofona a Berlino. L'episodio accadde il 22 febbraio scorso.

    La provenienza delle vittime

    Delle 40 vittime, 22 sono africane, 14 americane, 3 asiatiche e una europea. L'unica vittima europea è spagnola: padre Carlo Riudavets Montes, gesuita di 73 anni, che da 38 anni si dedicava all'educazione delle famiglie delle comunità native dell'Amazzonia. E' stato trovato morto la mattina del 10 agosto, legato e con segni di violenze nella sua abitazione.

    Anche quattro laici tra le vittime

    Dei 4 laici uccisi, la prima a perdere la vita nel corso del 2018 è stata Therese Deshade Kapangale, della Repubblica Democratica del Congo, a 24 anni, uccisa il 21 gennaio durante una violenta repressione delle forze militari per stroncare le proteste nel Paese. Il secondo laico ucciso è Dagoberto Noguera Avendano, 68 anni nato in Ecuador. E' stato ucciso il 10 marzo nella sua abitazione in Colombia durante un tentativo di furto. Il terzo laico ucciso è un giovane di 22 anni nicaraguense, José Maltez, che faceva parte dell'Oratorio Salsiano a Granada. Ucciso il 5 giugno da un colpo di pistola durante uno scontro a fuoco tra bande. Sempre nicaraguense è la quarta vittima laica: il quindicenne Sandor Dolmus, giovane ministrante della Cattedrale di Leon, assassinato dai paramilitari il 14 giugno.

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