Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Ven 30 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • Mons. Grampa incontra il Presidente del Togo

    «Non si tratta solo di solidarietà o sostegno economico e umanitario, ma è un’apertura a cogliere i segni e i bisogni del mondo contemporaneo ». Commenta così Monsignor Pier Giacomo Grampa il suo recente viaggio in Togo con altri 10 ticinesi.

    Mons. Grampa, come mai si è recato proprio in Togo? «Ho viaggiato in Togo poiché mi è stato chiesto di inaugurare il Collegio san Giuseppe e san Giacomo di insegnamento tecnico e di formazione professionale a Dédomé. Avevo messo la prima pietra 4 anni fa e ora desideravo vedere il risultato. Con la fondazione Nuovo Fiore in Africa avevamo sostenuto una parte di questo progetto portato avanti dall’associazione Dédomé».

    Che cosa offre esattamente questa nuova scuola? «Il Collegio è a vocazione multipla: formerà uomini e donne in meccanica, meccanica delle auto, sartoria. Altri diventeranno muratori, parrucchieri o idraulici. La vocazione di questa scuola è quella di formare giovani che siano la punta di diamante dello sviluppo del Togo».

    Oltre alla scuola di Dedomè però, avete visitato anche altre parti del Paese... «Sì, questo permette di prendere contatto con la Chiesa locale, conoscerne i problemi e gli sviluppi. Abbiamo visitato due diocesi: Atakpamè con il Vescovo Nicodème Barrigah e Sokodé (guidata da Mons. Célestin- Marie Gaoua, dove necessiterebbero un centro per famiglie). Abbiamo visitato la chiesa più grande del Togo, ad Aledjo Kadara nel nord il Foyers de Charité, mentre a Vogan abbiamo consegnato un’ambulanza alla Presidenza del distretto sanitario della Prefettura, regione dove è attiva una cooperativa che promuove lo sviluppo alla base».

    Il viaggio è stato coronato da un incontro molto particolare… «Sì, la visita al presidente della repubblica sua eccellenza Faure Essozimna Gnassingbé. Ci ha offerto l’opportunità di presentare l’opera che tutti i preti togolesi della nostra diocesi fanno nel suo paese. E’ stato interessante confrontarci sul discorso della reciprocità: noi offriamo mezzi finanziari e materiale e riceviamo il sostegno e il servizio di questi preti togolesi nelle nostre comunità ,che a volte assumono anche incarichi in posti delicati. Non si tratta solo di sostegno economico, ma di un’apertura a cogliere i bisogni del mondo contemporaneo e rispondere a ciò che dice il Papa (essere una Chiesa in uscita attenta all’umanità). Anche con la Chiesa locale gli incontri sono stati fruttuosi. Si porta una diversa esperienza di Chiesa e nel contempo si apprende da loro. Ancor più ci siamo resi conto di come la Chiesa non siamo solo noi con i nostri problemi, ma c’è un orizzonte più largo a cui guardare».

    Chiara Gerosa

    News correlate

    L'Associazione degli "Amici di padre Geranio" porta avanti l'opera del missionario bleniese

    L'obiettivo, al momento, è quello di poter rifornire gli abitanti di Kala, in Tanzania, di acqua potabile.

    Manila Bogo: "Il mio viaggio dalla Vallemaggia all'Africa"

    La testimonianza di una mamma e insegnante valmaggese, impegnata da alcuni anni a migliorare le condizioni di vita degli abitanti di un piccolo villaggio in Kenya.

    Suor Maria degli Angeli: il cuore generoso del Ticino in favore del popolo malgascio

    Vi presentiamo alcuni volti ticinesi di persone da anni direttamente impegnate in Magadascar: suor Maria degli Angeli, missionaria carmelitana di Sementina; il dottor Marco Rimoldi e l'avvocato Simonetta Perucchi Borsa per la Fondazione "Svizzera Madagascar".

    Firmato accordo sullo statuto giuridico della Chiesa in Burkina Faso

    L’intesa, redatta in lingua francese e composta da un preambolo, 19 articoli e un protocollo addizionale, garantisce alla Chiesa la possibilità di svolgere la propria missione in Burkina Faso.

    Il missionario in Niger padre Maccalli nelle mani dei rapitori da 6 mesi

    Non si hanno notizie dal giorno del rapimento del sacerdote italiano sequestrato da uomini armati in Africa, nella sua missione. "Non è mai stato ricco come adesso, libero e custode dell’unico segreto che solo ai piccoli viene rivelato", scrive dall'Africa un suo confratello.

    no_image

    Teologo africano: “La missione della Chiesa in Africa nasce dalla misericordia”

    "L’attività missionaria della Chiesa consiste nell’apertura all’alterità, nell’essere toccati dalle condizioni di miserie, sofferenze spirituali, fisiche e morali degli uomini".

    News più lette