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    Nuova Caserma delle Guardie svizzere. In udienza dal Papa i membri della Fondazione per la raccolta fondi

    Papa Francesco, lo scorso 19 gennaio, ha ricevuto in udienza privata i membri della Fondazione responsabile della raccolta fondi per il rinnovamento della Caserma delle Guardie Svizzere in Vaticano. Come conferma il suo Presidente, lo svizzero Jean-Pierre Roth, già presidente della Banca nazionale svizzera, il Papa li ha ringraziati per il sostegno a questa iniziativa, che dovrebbe permettere, in futuro, di accogliere un numero maggiore di Guardie.

    Al contempo, ai media locali, Roth ha confermato che tutto sta procedendo nei tempi previsti. I lavori dovrebbero cominciare ufficialmente il 1. gennaio del 2026, così come annunciato lo scorso maggio, mentre dei 50 milioni di franchi necessari alla realizzazione ne sono già stati raccolti ormai oltre 48. 5 milioni. 5 milioni, già anticipati dal Vaticano, serviranno ad alloggiare temporaneamente le Guardie in un’altra struttura durante i lavori. Le donazioni sono pervenute sia da donatori privati ma anche da fondi pubblici, di quasi tutti i Cantoni svizzeri, che hanno deciso coralmente di partecipare ai lavori; il rifiuto di prendere parte, donando una somma, è solo del Canton Lucerna, mentre in Vallese il dibattito è ancora aperto.

    “Stiamo per avere tra le mani un progetto di restauro ormai quasi definitivo”, sottolinea Roth. Il progetto sarà quindi sottoposto, ancora nel corso del 2023, all’Unesco, in quanto tutti gli edifici in Vaticano appartengono, nella loro integralità, alla lista dei beni considerati Patrimonio mondiale dell’umanità.

    Per quanto riguarda la Guardia svizzera, sono tre gli edifici toccati dal restauro, costruiti nel corso del 1800. Nel 2018 il Papa stesso aveva chiesto che le Guardie svizzere aumentassero di numero, passando da un effettivo di 110 a 135 guardie in totale. Per poterle ora accogliere tutte, gli edifici dovranno essere muniti di camere individuali, al posto dei dormitori, prevedendo anche l’alloggio per Guardie eventualmente sposate. Si vorrebbe anche che la nuova struttura fosse, oltre che meglio isolata, anche più ecologica.

    Leggi anche: Ristrutturazione della caserma della Guardia Svizzera Pontificia (catt.ch)

    Cath.ch/red

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