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  • Riproduzione di San Nicolao della Flüe e della moglie Dorotea Wyss

    Nuovi sguardi su San Nicolao della Flüe e Dorotea Wyss

    Sono in arrivo in Svizzera due nuovi studi su Nicolao della Flüe e la moglie Dorotea Wyss. Stephan Leimgruber, operatore pastorale di Lucerna, ha curato la pubblicazione «Inspirationen eines modernen Ehepaars» (Ispirazioni di una coppia moderna – Lucerna, Rex Verlag 2024), che sarà presentata nella chiesa dei Gesuiti di Lucerna, il 24 marzo. Il libro offre una panoramica dello stato attuale della ricerca su San Nicolao (1417-1487). L’altra pubblicazione il cui autore, recentemente scomparso, è il teologo Othmar Frei, si intitola «Niklaus von Flüe aus 12 ältesten Quellen erschlossen» (Nicolao della Flüe rivelato dalle 12 fonti più antiche). Frei ha utilizzato la sua solida conoscenza dell’esegesi biblica per esaminare i dodici testi più importanti e più antichi riguardanti l’eremita. La pubblicazione sarà disponibile in formato digitale dall’11 marzo 2024. Inoltre, saranno disponibili per la consultazione cento opuscoli in fotocopia. Le fonti analizzate dall’autore risalgono al XV e XVI secolo e da esse si evince un’immagine austera ma potente e attraente della personalità e della vita di Nicolao della Flüe.


    Il focus su Dorotea

    Quanto al lavoro curato da Leimgruber vi si evidenzia la rilevanza dei nuovi studi su Dorotea Wyss (1430/32-1489/90). Nel volume convergono le ricerche del teologo sangallese Werner T. Huber e, più recentemente, dello storico zurighese Roland Gröbli (2019), autori che consentono di comprendere meglio Dorotea dal punto di vista storico e culturale, sulla base delle fonti conservate nel monastero di Engelberg (OW), consolidando la biografia. In particolare, è emerso chiaramente che Dorotea non solo accettò esplicitamente il progetto di eremitaggio al Ranft del marito, ma si assunse anche la responsabilità della casa e della fattoria di famiglia, insieme ai figli maggiori. Inoltre, agì come garante per il lavoro di Nicolao.
    Conosciamo i nomi di non meno di 45 visitatori del Ranft, che probabilmente furono guidati a Nicolao da lei, dalla sua famiglia e dai cappellani, e che contribuirono a diffondere le opinioni, la teologia, le visioni, la preghiera e il misticismo dell’eremita, in particolare attraverso la pittura meditativa di Nicolao. Nicolao e Dorotea vissero e lavorarono nella stessa casa per vent’anni e rimasero legati per altri venti, pur seguendo percorsi di vita diversi. Questo ideale eremitico del marito va compreso alla luce della mistica medievale della croce, che Nicolao ha ripreso e sviluppato a suo modo. Roland Gröbli cita e commenta dieci detti autentici di Nicolao e Dorotea.

    Le altre religioni e San Nicolao

    Nel volume curato da Leimgruber interessante è il confronto proposto da Gröbli tra la mistica di Nicolao e le tradizioni ebraica, cristiana, islamica e buddista. Secondo il teologo tedesco Patrick Höring, c’è una «pedagogia del Ranft» che può offrire indicazioni di vita interiore anche ai giovani di oggi. (kath.ch/trad. e adattamento red)

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