Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Gio 29 gen | Santo del giorno | Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • Foto di archivio

    Papa Francesco: “Nessun minore dovrebbe subire abusi”

    “L’abuso sui minori, di qualunque natura esso sia, è un atto spregevole e atroce. Non è semplicemente una piaga della società e un crimine; è una gravissima violazione dei comandamenti di Dio”. A ribadirlo è stato Papa Francesco, nella catechesi dell’udienza in Aula Paolo VI, dedicata ancora una volta, come mercoledì scorso, ai bambini.

    “Nessun minore dovrebbe subire abusi. Anche un caso è già troppo”,

    il monito del Papa, secondo il quale “occorre risvegliare le coscienze, praticare vicinanza e concreta solidarietà con i bambini e i ragazzi abusati, e nello stesso tempo costruire fiducia e sinergie tra coloro che si impegnano per offrire ad essi opportunità e luoghi sicuri in cui crescere sereni”. Al termine, un nuovo appello a pregare per la pace nei paesi in guerra e per la conversione dei cuori dei fabbricanti d’armi. Durante i saluti ai fedeli di lingua italiana che come di consueto concludono l’appuntamento del mercoledì, il Santo Padre ha inoltre assistito divertito ad una esibizione del Circo Roni Roller, come aveva fatto mercoledì scorso con il CircAfrica, e ha elogiato ancora una volta il lavoro dei circensi, che è “un lavoro d’arte”.

    “Ancora oggi nel mondo, centinaia di milioni di minori, pur non avendo l’età minima per sottostare agli obblighi dell’età adulta, sono costretti a lavorare e molti di loro sono esposti a lavori particolarmente pericolosi”,

    il grido d’allarme di Francesco nella catechesi: “Per non parlare dei bambini e delle bambine che sono schiavi della tratta per prostituzione o pornografia, e dei matrimoni forzati”. “E questo è un po’ amaro”, ha aggiunto a braccio: “Nelle nostre società, purtroppo, sono molti i modi in cui i bambini subiscono abusi e maltrattamenti”. “Io conosco un posto in America latina dove si fa un frutto molto speciale, che si chiama arandano”, ha raccontato ancora fuori testo: “Ma per fare la raccolta dell’arandano ci vogliono mani tenere, e lo fanno fare ai bambini, e schiavizzano i bambini per una raccolta”.

    “Le povertà diffuse, la carenza di strumenti sociali di supporto alle famiglie, la marginalità aumentata negli ultimi anni insieme con la disoccupazione e la precarietà del lavoro sono fattori che scaricano sui più piccoli il prezzo maggiore da pagare”,

    l’analisi del Papa: “Nelle metropoli, dove mordono il divario sociale e il degrado morale, ci sono ragazzini impiegati nello spaccio di droga e nelle più disparate attività illecite”: “Quanti di questi ragazzini abbiamo visto cadere come vittime sacrificali! A volte tragicamente essi sono indotti a farsi carnefici di altri coetanei, oltre che a danneggiare sé stessi, la propria dignità e umanità”. “E tuttavia, quando in strada, nel quartiere della parrocchia, queste vite smarrite si offrono al nostro sguardo, spesso guardiamo dall’altra parte”, ha osservato Francesco, che ha aggiungo a braccio: “C’è un caso, anche nel mio paese, di un ragazzino, Lujan, che è stato rapito e non si sa dov’è. E una delle ipotesi è che è stato mandato per togliere gli organi, per fare trapianti. E questo si fa: alcuni tornano con la cicatrice, altri muoiono. Per questo oggi voglio ricordare Lujan”. “Ci costa riconoscere l’ingiustizia sociale che spinge due bambini, magari abitanti dello stesso rione o condominio, a imboccare strade e destini diametralmente opposti, perché uno dei due è nato in una famiglia svantaggiata”, ha affermato il Papa stigmatizzando “una frattura umana e sociale inaccettabile: tra chi può sognare e chi deve soccombere”.

    “Fermarci e di prestare ascolto alla sofferenza di chi non ha voce, di chi non ha istruzione”,

    l’appello, a partire dalla consapevolezza che “combattere lo sfruttamento, in particolare quello minorile, è la strada maestra per costruire un futuro migliore per tutta la società”. “Alcuni paesi hanno avuto la saggezza di scrivere i diritti dei bambini: i bambini hanno diritti”, ha aggiunto a braccio: “Cercate voi su whatsapp quali sono diritti del bambino”.

    “Se vogliamo sradicare il lavoro minorile, non possiamo esserne complici”,

    il monito: “E quando lo siamo? Ad esempio quando acquistiamo prodotti che impiegano il lavoro dei bambini. Come posso mangiare e vestirmi sapendo che dietro quel cibo o quegli abiti ci sono bambini sfruttati, che lavorano invece di andare a scuola? La consapevolezza su quello che acquistiamo è un primo atto per non essere complici. Vedete da dove vengono quei prodotti. Qualcuno dirà che, come singoli, non possiamo fare molto. È vero, come singoli non possiamo fare molto, ma ciascuno può essere una goccia che, insieme a tante altre gocce, può diventare un mare”.

    Le istituzioni, comprese quelle ecclesiali, e le imprese “possono fare la differenza spostando i loro investimenti verso compagnie che non usano e non permettono il lavoro minorile”:

    “Molti Stati e organizzazioni Internazionali hanno già emanato leggi e direttive contro il lavoro minorile, ma si può anche fare di più”. “Esorto anche i giornalisti a fare la loro parte”, l’invito di Francesco: “possono contribuire a far conoscere il problema e aiutare a trovare soluzioni. Non abbiate paura: denunciate queste cose!”. “Santa Teresa di Calcutta, gioiosa operaia nella vigna del Signore, è stata madre delle bambine e dei bambini tra i più disagiati e dimenticati”, l’omaggio del Papa: “Con la tenerezza e l’attenzione del suo sguardo, lei può accompagnarci a vedere i piccoli invisibili, i troppi schiavi di un mondo che non possiamo lasciare alle sue ingiustizie. Perché la felicità dei più deboli costruisce la pace di tutti”. E proprio con le parole di Madre Teresa, che danno voce ai bambini, Francesco ha concluso la catechesi odierna: “Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare. Chiedo un sorriso di chi sa amare. Chiedo il diritto di essere un bambino, di essere speranza di un mondo migliore. Chiedo di poter crescere come persona. Posso contare su di te?”.

    Agenzia Sir

    News correlate

    Francesco: dovunque ci siamo persi, Dio viene sempre a cercarci

    Nella catechesi preparata per l’udienza generale, il Papa riflette sulla parabola del figlio prodigo. Il Pontefice sottolinea come entrambi i fratelli siano perduti, seppur per motivi diversi. Il padre, invece, “lascia sempre la porta aperta” a tutti e due, così come fa Dio.

    Il Papa: l'amore di Dio è gratuito, dare agli altri libera il cuore

    Nella quarta catechesi su “La vita di Gesù. Gli incontri”, Francesco si sofferma sulla figura dell’uomo ricco del Vangelo di Marco. Questo tale è come se si fosse “costruito una nave di lusso” ma fosse “rimasto nel porto”, spiega il Pontefice.

    Il Papa: Gesù Risorto scende negli inferi di oggi di guerre e dolore degli innocenti

    Nella terza catechesi su “La vita di Gesù. Gli incontri", Francesco riflette sulla personalità di Zaccheo. Cristo lo incontra a Gerico, "città situata sotto il livello del mare" dove Gesù vuole andare a cercare chi si sente perduto.

    Il Papa: anche se la nostra storia appare "rovinata", con Dio possiamo ricominciare

    Nella seconda catechesi dedicata a “La vita di Gesù. Gli incontri", Francesco si sofferma sul colloquio fra Cristo e la samaritana. “Gesù ci attende e si fa trovare proprio quando pensiamo che per noi non ci sia più speranza” e ci aiuta “a rileggere in modo nuovo” la nostra “storia”.

    Il Papa: lo Spirito incoraggia ad affrontare ciò che fa paura, così possiamo essere liberati

    Pubblicata la catechesi dell’udienza generale che il Papa avrebbe dovuto tenere oggi, 19 marzo, in Aula Paolo VI, annullata a causa del protrarsi del ricovero al Policlinico Gemelli. Nel testo, Francesco si sofferma sull’incontro di Gesù con Nicodemo.

    Francesco: “fiutare” la presenza di Dio nella piccolezza

    Pubblicata la catechesi dell’udienza generale che il Papa avrebbe dovuto tenere oggi in Aula Paolo VI. Nel testo, il Pontefice sviluppa una riflessione sulla presentazione di Gesù al Tempio e invita a essere come Simeone e Anna, “pellegrini di speranza” con occhi limpidi capaci di vedere oltre le apparenze.

    News più lette